PFAS nelle acque. La domanda più inquietante è un’altra.
- 30 lug
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Le analisi richieste dai comitati cittadini ed eseguite dal laboratorio APPA hanno rilevato la presenza di PFAS nelle acque interessate dal bypass.
È una notizia che merita la massima attenzione.
Ma la domanda che ci poniamo è un’altra.
Perché sono stati i cittadini a dover chiedere queste analisi?
In un cantiere di questa complessità, il monitoraggio ambientale dovrebbe essere programmato, continuo e trasparente. Dovrebbe essere un compito delle istituzioni, non un’iniziativa lasciata alla buona volontà dei cittadini.
E invece oggi conosciamo questi risultati grazie ai comitati che hanno deciso di approfondire ciò che ritenevano necessario verificare.
Questo dovrebbe far riflettere tutti.
Ora non basta limitarsi a prendere atto dei risultati.
Ci aspettiamo di sapere quali ulteriori controlli verranno effettuati, se le analisi saranno estese ad altre aree, con quale frequenza verranno ripetute e quali decisioni intendono assumere gli enti competenti.
Perché quando emergono dati come questi, la vera domanda non è solo cosa è stato trovato. La vera domanda è perché siano dovuti essere i cittadini a cercarlo.




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