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GENERAZIONE TRENTO
La forza di una Comunità
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- Incontri che contano. Dialoghi che costruiscono.
Il nostro candidato sindaco Claudio Geat, insieme a Martina Margoni, Andrea Ferrari, Clara Lunardelli e Franco Tessadri della lista civica Generazione Trento, ha incontrato Alessandro Nicolli, presidente della Circoscrizione di Mattarello e rappresentante di una lista civica indipendente, non schierata con alcun partito. Un’occasione di confronto autentico sui temi che contano davvero: ascolto dei cittadini, conoscenza diretta dei bisogni locali, cura del territorio, sicurezza partecipata, mobilità sostenibile e servizi più vicini alle persone. Crediamo che il futuro di Trento si costruisca così: ascoltando chi vive e amministra i quartieri ogni giorno, collaborando con chi condivide l’amore per la città, anche da percorsi diversi. Il dialogo non è un compromesso, è un segnale di maturità politica. Continuiamo a incontrare, a discutere, a progettare. Insieme. https://www.facebook.com/share/r/18yqCkJu27/
- Sicurezza: chi minimizza il problema è parte del problema
Gli ultimi 10 anni verso il degrado. È sufficiente ricordarsi come eravamo prima. Ha fatto molto parlare un servizio televisivo sulla sicurezza a Trento. Il sindaco Ianeselli ha anche invitato tutti noi, attraverso un post sui social, a non “esagerare” per non danneggiare né l’immagine di Trento, né l’economia, qualora la gente forestiera dovesse davvero pensare che Trento sia diventata il selvaggio Far West. Ovvio, nessuno vuole danneggiare ciò che di bello a Trento abbiamo. Ma è proprio su questa spinta che abbiamo le idee ben chiare su cosa non vogliamo più vedere intorno a noi. E bisogna essere responsabili pensando che lo sporco non si può nascondere sotto un tappeto, perché tanto si accumulerà fino a diventare pestifero. Sarebbe un atto di intelligenza considerare la sicurezza a Trento una priorità e non più una “percezione” psicologica di massa, come spesso leggiamo per minimizzare il problema. Se nelle nostre strade, nelle nostre piazze, nei parchi e i giardini e perfino nelle nostre case si verificano eventi criminali (furti, scippi, violenza, aggressioni, spaccio…), e se la nostra tolleranza si è ridotta a zero, allora mandiamo un messaggio chiaro al sindaco Ianeselli: non si tratta di una allucinazione collettiva dei cittadini di Trento. Si viveva meglio dieci anni fa. E in questi ultimi dieci anni Trento è peggiorata, si comincia ad avere paura a frequentare certe zone, molestati o aggrediti o derubati, da questa criminalità di strada. Non è una priorità per le autorità perché la “vera criminalità”, quella in grande stile, da noi è meno rilevata e quando si parla di questi “piccoli reati”, la loro classificazione è di non gravità. Vi invito a farvi un giro in Germania, in Francia, nel Regno Unito, magari negli Stati Uniti o perfino a Singapore. Provate a compiere uno dei “piccoli reati” di cui sopra. Vi spetta la galera o piani di rieducazione immediati. Quindi da noi in Italia siamo abituati a vedere questi criminali segnalati, portati in caserma al mattino e pronti ad uscire al pomeriggio. È la legge. Quindi che potere ha un sindaco? Intanto il sindaco ha il dovere di occuparsi dei proprio cittadini e, quando necessario, di alzare la voce presso tutte le autorità, bussando energicamente alle porte competenti, arrivando fino al governo centrale, chiedendo supporto a tutti i deputati e senatori eletti in Trentino pur di smuovere la situazione. Il sindaco che vogliamo deve cavalcare questa battaglia anche se non di propria stretta competenza. Perché egli rappresenta i bisogni dei cittadini di questa città. A lui è data una delega per tutelare e difendere gli interessi di questa città. Anche se i dati ufficiali sembrano dire il contrario, l'esperienza diretta di chi vive la città ogni giorno racconta tutt'altra storia di quelle cosiddette “percezioni di insicurezza” che continuano a spiattellarci in faccia ogni volta che accenniamo al problema. Ormai ci sono zone, come piazza Dante, via Roma, la Portela, piazza Da Vinci, piazza Santa Maria Maggiore… che sono diventate luoghi in cui si vive il disagio e spesso il pericolo sulla propria pelle, non nella propria testa! Non serve assistere a una rissa o essere aggrediti per sentirsi insicuri. A volte basta attraversare queste strade per sentirsi esposti e vulnerabili. E quando succede “il fattaccio” ci sentiamo espropriati della nostra quotidianità e della nostra città così come l’abbiamo vissuta negli anni passati. In alcune aree lo spaccio e il consumo di droga avvengono in pieno giorno. Le attività commerciali storiche chiudono, mentre proliferano esercizi che spesso sfuggono ai controlli, creando una situazione di degrado percepito e vissuto. E chi vive in questi quartieri spesso si sente abbandonato. Invisibile. Il disagio è aumentato anche per effetto di politiche provinciali che, chiudendo molti luoghi di accoglienza, hanno lasciato nel vuoto persone fragili, facilmente risucchiate da circuiti illegali. Questo non è solo un problema di ordine pubblico. È un problema sociale, culturale e politico. Serve un piano concreto non fatto di parole ma di interventi. Un vero patto con la Provincia e le forze dell’ordine per presidiare in modo continuativo le zone più colpite. E occorre essere severi con chi non rispetta le regole. Punto. Vi invito anche in questo caso a visitare Parigi o Londra, per rimanere in Europa. E vi capiterà di assistere come esperienza “naturale” quotidiana l’arresto di questo o di quello. Perché le forze dell’ordine sono in giro, sono nei parchi, nelle strade, anche in borghese: in grado di rendersi conto di cosa accade in un quartiere, così come noi che ci viviamo tutti i giorni siamo in grado di renderci conto, perché le cose le vediamo con i nostri occhi. E se le vediamo noi, anche l’autorità le può vedere. Servono controlli equi e rigorosi su tutte le attività commerciali, senza zone grigie. Serve rilanciare questi quartieri con iniziative culturali, negozi di prossimità, spazi vivi. E soprattutto, serve ascoltare chi ci vive, chi lavora, chi ha resistito anche nei momenti peggiori. Con Generazione Trento vogliamo che la sicurezza torni ad essere una priorità con i fatti, e non come ormai possiamo testimoniare su quanto accaduto fino ad oggi a causa di questa amministrazione che ha considerato “piccoli criminali” chi ci sta condizionando la qualità della vita. Vogliamo sentirci a nostro agio nella nostra città. Vogliamo sentirci protetti. Rivogliamo indietro la nostra città e il nostro diritto di viverci bene. Che sia un problema regionale, nazionale, internazionale… non ci riguarda. Vogliamo che il sindaco di questa città faccia questa battaglia per tutti noi e non certo inviando raccomandate a Roma o sminuendo il problema. di Martina Margoni Candidata di lista
- 19 aprile / Gazebo
Salva la data e vieni a conoscere le nostre persone e il Programma. Ti aspettiamo sabato 19 aprile dalle 10 alle 12 al Gazebo di Via Belenzani 58 a Trento. Da sinistra: Renata Di Palma, Martina Margoni, Lorenzo Groff - candidati di lista.
- San Giuseppe - Santa Chiara
Evento pubblico. 22 aprile 2025
- Confcommercio | Intervento di Geat
Trento 14 aprile 2025
- Un attraversamento da rivedere | via Suffragio - via San Martino
Dopo il posizionamento della barriera davanti alle scuole Sanzio, l’attraversamento della carreggiata tra via Suffragio e via San Martino è diventato a dir poco folkloristico: le biciclette devono passare in mezzo ai pedoni in attesa al semaforo, creando confusione e situazioni di potenziale pericolo. La nostra proposta Semplice e concreta: eliminare due stalli auto in corrispondenza dell’allineamento con via Suffragio, realizzando un attraversamento ciclabile dedicato e separato da quello pedonale. In questo modo, l’attuale passaggio resterebbe riservato ai pedoni, migliorando la sicurezza e la fluidità per entrambi. Un piccolo intervento, a costo contenuto, che migliorerebbe sensibilmente l’esperienza quotidiana di chi si muove a piedi o in bici nel centro città. di Martina Margoni Candidata di Lista Generazione Trento #GenerazioneTrento #MobilitàSostenibile #SicurezzaStradale #TrentoCiclabile
- Quando escludere è un gesto politico.
APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI: NON TRADITE IL VOSTRO RUOLO. LA DEMOCRAZIA HA BISOGNO DI TUTTE LE VOCI In campagna elettorale, ogni occasione di incontro pubblico tra candidati dovrebbe essere un esempio di civiltà democratica e partecipazione. Ma quando un’associazione organizza un evento politico selezionando solo alcuni candidati e lasciandone fuori altri — senza spiegazioni, senza trasparenza — il danno è profondo. Non solo per chi viene escluso, ma per l’intera comunità. Perché in quei momenti, non si fa informazione: si fa disinformazione. Non si educa al confronto: si insegna la parzialità. Le associazioni hanno un ruolo pubblico, anche quando non se ne rendono conto. Chi organizza un evento durante una campagna elettorale, soprattutto in contesti civici, giovanili, educativi o culturali, esercita una funzione pubblica. Non è una semplice “scelta privata”. È un atto che incide sulla percezione politica di chi ascolta, che orienta, che legittima. E per questo non può essere guidato da simpatie personali, comodità organizzative o logiche di esclusione. Escludere candidati è un gesto politico, e come tale va riconosciuto. Anche quando motivato con “tempi limitati” o “criteri tematici”, escludere alcune voci significa di fatto dare spazio solo ad alcune idee. È una scelta che non può essere né nascosta né giustificata con leggerezza. Chi decide chi ha diritto di parlare e chi no, si assume una responsabilità politica, anche se non se la riconosce. Un’associazione che seleziona chi può parlare ha smesso di servire la comunità. Sta servendo una parte. Questo è un appello alle associazioni culturali, educative, sportive, religiose, giovanili: siate all’altezza del vostro ruolo. Se organizzate un dibattito in campagna elettorale, invitate tutti. Se non potete farlo, rinunciate a presentarlo come neutro. Non fate credere di dare voce alla comunità, se poi scegliete chi può parlare. La democrazia non è solo nelle urne. È anche in ogni palco, ogni microfono, ogni sedia assegnata o negata. Restate fedeli alla vostra missione: costruire spazi di confronto, non vetrine. Formare cittadini, non tifosi. Dare voce a tutte e tutti, non solo a chi vi rassicura. Trento — come ogni città — merita una cittadinanza adulta, capace di ascoltare, confrontarsi e scegliere. Ma questo sarà possibile solo se anche le associazioni saranno all’altezza del loro compito. Claudio Geat Candidato sindaco Generazione Trento
- Proposte di Mobilità
Di Elena Dardo.
- Quando la politica mente, nascono le alternative: il cammino di Generazione Trento
Era il 30 settembre 2021. In un’assemblea pubblica il Sindaco di Trento Janeselli e l’assessore Facchin giuravano che il mezzo bypass sarebbe stato finito per il giugno 2026, grazie ai fondi PNRR. Siamo nel 2025 e ci dicono, perso il contributo PNRR, che si comincerà a scavare a Sud nel gennaio 2026. A Nord non prima della bonifica delle aree ex-Sloi ed ex-Carbochimica. Cioè, mai, dati i tempi ed i fondi necessari per la bonifica medesima. Ovvio che nessuno ci ha mai creduto, né allora, né oggi. Da quel giorno alcuni volonterosi, tra i quali il sottoscritto, si sono riuniti all’inizio d’ottobre 2021 nella Rete dei Cittadini, hanno iniziato una campagna d’informazione per i cittadini di Trento, analizzando tutte le criticità di questo mezzo bypass. Decine di assemblee pubbliche con argomenti, quali la paleofrana della Marzola, i rischi per le sorgenti a Trento sud, per poi sviscerare tutta la pericolosità del previsto scavo nelle citate aree inquinate a Trento nord. Eravamo e restiamo contrari a questo tracciato in Sinistra Adige, non all’opera in sé che avrebbe dovuto portare fuori da Trento le merci pericolose, scegliendo il tracciato di RFI del 2003 in Destra Adige. Abbiamo presentato un Piano di Caratterizzazione dei siti inquinati. Esperti in ambito sanitario hanno affrontato il tema dei danni alla salute dei cittadini pregressi e potenzialmente futuri, con statistiche di terzi. Ciò nonostante, non esiste ancora un Piano per Salute dei Cittadini e dei Lavoratori che dovrebbe redigere l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Il Sindaco, il cui atteggiamento da sempre omissivo è stato rilevato dalla Commissione Ambiente dell’Ordine dei Medici, parla oggi di un non meglio precisato gruppo di Studio che ancora non esiste. Dopo il 2021 le battaglie sono state tante, e nel seguito si sono presentati i temi dell’interramento urbano della ferrovia passeggeri, dove mancano 400 milioni di euro, della funivia del Bondone con 80 milioni di euro, che non ci sono, con i 3 milioni di euro di deficit di gestione. Di altre opere faraoniche che stanno nel mondo dei sogni. Inceneritore compreso. Ricordiamo che un cittadino su dieci, a Trento, rinuncia a curarsi perché non ha i mezzi economici per la diagnostica privata, mentre risorse sostanziose vengono deviate su opere inutili e discutibili, che impattano con il territorio. Potremmo parlare di altro, della sicurezza in Città, di fabbisogno abitativo. Tutti ambiti trascurati dall’attuale Amministrazione che si giustifica con un “non è di mia competenza”. Sindaco Ianeselli, è la tua città: assumiti le tue responsabilità, a questo punto. Ecco perché è nata la lista Generazione Trento con Geat: per ridare dignità ai cittadini di Trento, per informarli, per farli partecipare alle scelte, finora calate tutte dall’alto. Paolo Zadra Candidato di lista Generazione Trento
- Tutti i candidati sindaco
Gardolo 10 aprile 2025
- Muoversi a Trento.
Di Elena Dardo.












