top of page

Risultati di Ricerca

GENERAZIONE TRENTO

La forza di una Comunità

203 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Le terre del bypass: quelle che nessuno vuole… e su cui manca chiarezza

    Il bypass a Trento è tornato al centro dell’attenzione, e non senza ragione. Ritardi, mancata partenza dei lavori e ricorsi al TAR persi hanno mostrato come le rassicurazioni politiche non sempre corrispondono alla realtà dei fatti. Ma la preoccupazione principale va oltre le tempistiche o le promesse: si muoveranno terreni che da oltre quarant’anni nessuno si è mai permesso di toccare, aree segnate da una storia difficile, da contaminazioni, tragedie e disperazione, che hanno portato alla designazione di un sito di interesse nazionale. È chiaro che oggi nessuno vuole queste terre. Non si tratta solo di terra di scavo: questi materiali portano con sé rischi ambientali concreti, dagli schiumogeni ai possibili PFAS, e il loro trasporto interessa tutto il territorio trentino e non solo. In questo contesto, la trasparenza e il monitoraggio devono essere assoluti. Ogni decisione deve essere chiara, controllata e condivisa, senza lasciare spazio a esperimenti sulla pelle dei cittadini. Venerdì 20 a Civezzano si terrà una riunione organizzata dai cittadini: un’occasione concreta per confrontarsi, informarsi e chiedere risposte precise. La sicurezza e la salute dei trentini vengono prima di ogni grande opera.

  • La prima passeggiata a Trento

    Ieri abbiamo fatto la nostra prima passeggiata guidata per il centro di Trento con un’amica guida turistica e l’esperienza è andata davvero molto bene. Non è stata una semplice camminata: è stato un modo nuovo di guardare la città, cogliendone dettagli e storie spesso trascurate, anche da chi ci vive. Nonostante pioggia e tempo grigio, la partecipazione è stata numerosa, segno che c’è voglia di scoprire Trento con occhi diversi. Questa iniziativa è nata da Generazione Trento con l’idea di far vivere la città in modo originale: appassionarsi ancora di più, guardare ogni angolo con curiosità e valorizzare la nostra storia e il patrimonio urbano. È un progetto innovativo, senza precedenti tra i partiti tradizionali, che dimostra come la politica possa creare esperienze concrete e culturali. Siamo partiti da Piazza Dante, dove ci è stato spiegato il significato della statua di Dante e come i tre regni della Divina Commedia siano rappresentati sui vari livelli del basamento. Da lì abbiamo raggiunto la stazione ferroviaria, progettata da Angiolo Mazzoni negli anni ’30 e costruita volutamente bassa per non togliere visibilità al Mausoleo di Cesare Battisti che risalta sullo sfondo. Un esempio di come urbanistica, politica e immagine civica siano sempre intrecciate. Abbiamo poi visitato la piazza storica, passando davanti al Palazzo della Regione progettato da Adalberto Libera e al Palazzo della Provincia, un tempo hotel di lusso promosso con réclame francese, testimonianza del prestigio internazionale della città in passato. Il cuore della visita è stato l’itinerario delle porte e delle mura medievali. A San Martino abbiamo visto la Torre Verde sotto la quale una volta scorreva l’Adige, passando per vicoli storici come Vicolo Galasso, accanto “palazzo del diavolo”. La nostra guida ci ha accompagnato poi al Castello del Buonconsiglio, ci ha mostrato le sue mura verso la città e le scale a vista sui resti delle mura urbiche lungo Via dei Ventuno, scoprendo origini e curiosità dei palazzi storici. In Piazza Venezia abbiamo ammirato la fontana di Eraldo Fozzer scoprendo che l’opera originale che raffigurava le Naiadi, divinità marittime, ritenute inadeguate all’epoca, furono trasferite a Bolzano e sostituite dai due cavalli attuali. Abbiamo visto anche il Tribunale, edificio austro‑ungarico inaugurato da Francesco Giuseppe, e le carceri adiacenti, salvate dalla demolizione in quanto riconosciute parte integrante del Palazzo di Giustizia e oggi parte importante della memoria urbana. Infine, il tratto di mura restaurate di Piazza Fiera con il largo camminamento e il confronto con il tratto di mura di Santa Margherita, ancora da restaurare, una sosta davanti al murale di Ozmo, realizzato per l’Anno del Volontariato – “Trento Capitale del Volontariato” – hanno arricchito la passeggiata di un accenno all’arte contemporanea. La visita si è conclusa in Piazza Duomo, davanti al plastico bronzeo della città, donato dai Lions Club per le persone non vedenti, simbolo tangibile di inclusione e modo diverso di toccare con mano la fisionomia della città e delle sue fortificazioni. In sintesi: non è stata una semplice passeggiata, ma una lezione di storia urbana e un modo nuovo di vivere Trento. Grazie a Generazione Trento abbiamo riscoperto la città, scoperto dettagli invisibili ai più e ascoltato aneddoti che rendono ogni angolo unico. È stato un bellissimo inizio di percorso, e ci saranno altri appuntamenti.

  • Prima passeggiata a TRENTO tra scorci storia e racconti

    Ieri abbiamo fatto la nostra prima passeggiata guidata per il centro di Trento con un’amica guida turistica e l’esperienza è andata davvero molto bene. Non è stata una semplice camminata: è stato un modo nuovo di guardare la città, cogliendone dettagli e storie spesso trascurate, anche da chi ci vive. Nonostante pioggia e tempo grigio, la partecipazione è stata numerosa, segno che c’è voglia di scoprire Trento con occhi diversi. Questa iniziativa è nata da Generazione Trento con l’idea di far vivere la città in modo originale: appassionarsi ancora di più, guardare ogni angolo con curiosità e valorizzare la nostra storia e il patrimonio urbano. È un progetto innovativo, senza precedenti tra i partiti tradizionali, che dimostra come la politica possa creare esperienze concrete e culturali. Siamo partiti da Piazza Dante, dove ci è stato spiegato il significato della statua di Dante e come i tre regni della Divina Commedia siano rappresentati sui vari livelli del basamento. Da lì abbiamo raggiunto la stazione ferroviaria, progettata da Angiolo Mazzoni negli anni ’30 e costruita volutamente bassa per non togliere visibilità al Mausoleo di Cesare Battisti che risalta sullo sfondo. Un esempio di come urbanistica, politica e immagine civica siano sempre intrecciate. Abbiamo poi visitato la piazza storica, passando davanti al Palazzo della Regione progettato da Adalberto Libera e al Palazzo della Provincia, un tempo hotel di lusso promosso con réclame francese, testimonianza del prestigio internazionale della città in passato. Il cuore della visita è stato l’itinerario delle porte e delle mura medievali. A San Martino abbiamo visto la Torre Verde sotto la quale una volta scorreva l’Adige, passando per vicoli storici come Vicolo Galasso, accanto “palazzo del diavolo”. La nostra guida ci ha accompagnato poi al Castello del Buonconsiglio, ci ha mostrato le sue mura verso la città e le scale a vista sui resti delle mura urbiche lungo Via dei Ventuno, scoprendo origini e curiosità dei palazzi storici. In Piazza Venezia abbiamo ammirato la fontana di Eraldo Fozzer scoprendo che l’opera originale che raffigurava le Naiadi, divinità marittime, ritenute inadeguate all’epoca, furono trasferite a Bolzano e sostituite dai due cavalli attuali. Abbiamo visto anche il Tribunale, edificio austro‑ungarico inaugurato da Francesco Giuseppe, e le carceri adiacenti, salvate dalla demolizione in quanto riconosciute parte integrante del Palazzo di Giustizia e oggi parte importante della memoria urbana. Infine, il tratto di mura restaurate di Piazza Fiera con il largo camminamento e il confronto con il tratto di mura di Santa Margherita, ancora da restaurare, una sosta davanti al murale di Ozmo, realizzato per l’Anno del Volontariato – “Trento Capitale del Volontariato” – hanno arricchito la passeggiata di un accenno all’arte contemporanea. La visita si è conclusa in Piazza Duomo, davanti al plastico bronzeo della città, donato dai Lions Club per le persone non vedenti, simbolo tangibile di inclusione e modo diverso di toccare con mano la fisionomia della città e delle sue fortificazioni. In sintesi: non è stata una semplice passeggiata, ma una lezione di storia urbana e un modo nuovo di vivere Trento. Grazie a Generazione Trento abbiamo riscoperto la città, scoperto dettagli invisibili ai più e ascoltato aneddoti che rendono ogni angolo unico. È stato un bellissimo inizio di percorso, e ci saranno altri appuntamenti.

  • Casa della Giovane e Portela: sicurezza delle donne tra degrado e silenzi

    Portela e Casa della Giovane: la sicurezza delle donne non può restare uno slogan A Trento si parla spesso di sicurezza delle donne. Giustamente. Ma proprio nel cuore della città esiste una situazione che da anni viene segnalata dai residenti e che riguarda da vicino donne in condizioni di fragilità e una scuola dell’infanzia. Nella stradina che conduce alla Casa della Giovane e alle strutture limitrofe continuano infatti a registrarsi episodi di spaccio e consumo di stupefacenti, presenza di rifiuti e situazioni di degrado. Parliamo di uno spazio urbano che ogni giorno viene attraversato da donne, educatrici, bambine e bambini della scuola dell’infanzia Zanella, oltre che dalle ospiti della Casa della Giovane. È legittimo chiedersi se questo sia un contesto adeguato e sicuro per realtà così delicate. Proprio per questo dal Dicembre 2025 abbiamo chiesto più volte un incontro con il direttivo della Casa della Giovane. Un incontro che, ad oggi, non è mai stato accordato. Nel frattempo, due mesi fa il sindaco aveva riconosciuto pubblicamente le criticità dell’area della Portela e annunciato l’apertura di un Tavolo di confronto tra istituzioni e soggetti coinvolti. Anche questo impegno, per ora, è rimasto sulla carta. Se la Casa della Giovane rappresenta davvero un punto di eccellenza del sistema sociale trentino, come spesso viene affermato, è proprio in situazioni come questa che deve dimostrarlo: aprendo un confronto trasparente e partecipando attivamente alla soluzione dei problemi del quartiere. La sicurezza delle donne non può essere solo uno slogan buono per i convegni. Deve tradursi in scelte concrete anche negli spazi urbani più sensibili. Per questo chiediamo: la convocazione immediata del Tavolo di confronto annunciato dal sindaco; controlli mirati nelle aree più critiche da parte della polizia locale e delle altre forze dell’ordine; lo sblocco dell’iter per l’installazione del cancello nella stradina, deliberato all’unanimità dai condomini e oggi inspiegabilmente fermo. Quando in uno stesso spazio si trovano donne in situazione di fragilità, una struttura sociale e una scuola dell’infanzia, il livello di attenzione delle istituzioni dovrebbe essere massimo. Oggi, purtroppo, non sembra essere così.

  • SUPER TRENTO - BYPASS E RESPONSABILITÀ

    Nella lunga intervista sul bypass ferroviario di Trento il presidente dell’Ordine degli Architetti attribuisce la perdita dei finanziamenti del PNRR alle scelte del governo. Ma fermarsi a questo significa evitare la domanda più importante. Il problema non è soltanto il PNRR. Il problema è il progetto. Se un’infrastruttura presenta criticità ambientali e di sicurezza, i ritardi o i finanziamenti non cambiano la sostanza: quel progetto diventa difficile, se non impossibile, da realizzare. Ed è qui che emerge un punto ancora più serio. Il bypass non era un intervento isolato: era uno dei pilastri della visione urbanistica di SuperTrento , presentata negli ultimi anni come il grande progetto per il futuro della città. Oggi però il quadro è evidente: il bypass si è fermato e l’intera visione di SuperTrento si rivela fragile. Chi ha promosso quel progetto ha sbagliato due volte: prima immaginando un’infrastruttura che si scontra con problemi ambientali rilevanti, e poi costruendo su quella stessa infrastruttura un’intera strategia urbanistica. Per anni si sono organizzate presentazioni, incontri pubblici e materiali per raccontare quella visione. Dubbi sostanziali sul progetto – soprattutto sul piano ambientale – si sono sentiti molto poco. Nemmeno da parte di un soggetto autorevole come l’Ordine degli Architetti. Eppure quando progetti di questa portata non reggono alla prova dei fatti, una domanda dovrebbe essere inevitabile: chi si assume la responsabilità degli errori? In un sistema serio, errori così evidenti portano a fare un passo indietro e a ripensare le scelte fatte. Da noi, troppo spesso, accade il contrario: nessuno paga davvero gli errori e il conto resta ai cittadini.

  • TIRA UNA BRUTTA ARIA …

    Quando si dice, piove sul bagnato: proprio in questi giorni abbiamo ribadito, con un video, quanto il tema dell’aria cittadina costantemente sotto i livelli di guardia sia un’urgenza. Oggi, Il Sole 24 Ore diffonde la classifica sullo stato del clima nelle città italiane: attraverso molteplici parametri tra i quali le giornate di sole, di pioggia, la brezza, la circolazione dell’aria, il quotidiano di Confindustria ci fa sapere dove trovare il clima migliore. Volete sapere quale posto nella classifica del bel clima raggiunga il capoluogo di quella provincia che ha come slogan “Respira sei in Trentino”? Fiato alle trombe: Trento è al 70º posto. Già i nostri anziani ci ricordavano che “se vuoi patire le pene dell’inferno, Trento d’estate, Feltre d’inverno”, per ricordarci la particolarità orografica del capoluogo. È nota, infatti, la criticità climatica della città: la circolazione dell’aria è imbrigliata tra le montagne, il ricircolo è limitato, per questo abbiamo un esagerato numero di giornate in cui la qualità dell’aria cittadina è ampiamente sotto i parametri di sicurezza. Non è un caso se nella classifica resa pubblica oggi, le città con il clima migliore siano quelle in prossimità del mare. In un simile contesto, appare un azzardo perseverare nell’ignorare l’emergenza climatica cittadina. Che significa anche e soprattutto, conseguentemente, l’aria che respiriamo. Eppure tra un inceneritore che verrà, opere che si moltiplicano senza una programmazione coerente, il cantiere del bypass su aree inquinate ad altissimo rischio e controlli a maglie larghe, traffico cittadino spesso ingolfato per l’incapacità di una gestione coordinata, appare evidente quanto il benessere dei nostri polmoni non sia la priorità di questa amministrazione. Si spera che basti un alberello in vaso sul tetto in cemento dell’Hub intermodale per onorare la sempre più insostenibile, quanto sbandierata sostenibilità. L’attenzione per “l’ambiente” sembra essere tutta qui, imbrigliata anch’essa come l’aria, in un vaso posticcio. Al ciel non si comanda, ne siamo coscienti: persino il prima cittadino nulla può se a Trento non c’è la brezza di mare o se il sole gioca a nascondino dietro il Bondone. Quella è geografia, è il nostro destino di fondovalle. Se l’orografia ci ha consegnato un ecosistema fragile, un catino naturale dove il respiro fatica a rigenerarsi, la politica ha però il dovere etico — prima ancora che amministrativo — di non saturarlo. In una conca che non scambia aria, ogni colata di cemento, ogni cantiere che fruga nelle ferite inquinate del passato e ogni progetto di inceneritore non sono 'sviluppo', ma un assalto frontale alla salute pubblica. Il clima è un dato di fatto, ma l’invivibilità è una scelta: quella di chi preferisce far quadrare i bilanci dei grandi appalti piuttosto che i conti con la realtà. Siamo sicuri che di questa classifica non leggerete molto nei trionfalistici comunicati dell’amministrazione pubblica. Non vedremo, probabilmente, il primo cittadino precipitarsi negli studi di Sky con tanto di premio in mano come accadde appena lo scorso dicembre, quando Trento svettava per qualità della vita secondo opinabilissimi parametri. Un’amministrazione consapevole più che a Sky, guarda al cielo.

  • Il bypass di Trento: l’opera che partiva sempre tra sei mesi

    C’è un’opera pubblica a Trento  che entrerà probabilmente nei manuali di ingegneria. Non per la tecnologia. Per il calendario. Il principio è semplice: ogni sei mesi i lavori partono tra altri sei mesi. Nel 2022 doveva finire nel 2026. Nel 2024 doveva partire nel 2025. Nel 2025 doveva partire nel 2026. Ora nel 2026 dovrebbe partire… nell’autunno del 2026. Un capolavoro di precisione svizzera. Intanto le frese sono lì… pagate ad arrugginire. Non scavano, ma prendono confidenza con l’ambiente. Devono ambientarsi, capire il territorio, fare amicizia. Qualcuno dice che il problema siano i soldi, nel braccio di ferro tra Rete Ferroviaria Italiana  e il consorzio guidato da Webuild . Può essere. Ma c’è anche un dettaglio che nei comunicati compare sempre poco: da nord non si scava perché non si sa bene dove andare. È un po’ come organizzare un viaggio: – “Partiamo?” – “Sì.” – “Per dove?” – “Vediamo strada facendo.” Nel frattempo il progetto continua a essere raccontato come una grande opera strategica del corridoio europeo. Il famoso asse Scandinavo-Mediterraneo: da Helsinki a Palermo passando per… l’autunno prossimo. Nel cantiere intanto lavorano davvero, sia chiaro. Operai, tecnici, ingegneri. Loro fanno il loro mestiere. Il problema è che sopra di loro c’è un’altra squadra che lavora ancora più duramente: quella che aggiorna le date. È un lavoro complesso. Bisogna trovare ogni volta un mese nuovo, possibilmente lontano ma non troppo. Sempre con il cambio stagioni - primavera o autunno A questo punto una proposta semplice: invece delle frese, nel cantiere portiamo una clessidra gigante. Almeno quella, la sabbia, riesce a scendere davvero. E magari, quando qualcuno tornerà a dire che l’opera “parte tra pochi mesi”, potremo fare una cosa rivoluzionaria. Ridiamo. Non per cattiveria. Per autodifesa dell’intelligenza.

  • Caffè Letterario al Parco della Predara, ma le proposte per il quartiere restano fuori

    🌼Poteva essere l’occasione giusta per vedere il Parco della Predara vivo durante il giorno: bambini che escono da scuola, famiglie, anziani, un bar aperto a servizio del quartiere. 💥Invece il Comune ha perso questa opportunità. La delibera appena approvata prevede un locale aperto principalmente la sera, trasformando il progetto in quello che ironicamente noi chiamiamo “Spritz Letterario”. Di giorno, il parco resta sostanzialmente vuoto, mentre i 350.000 euro investiti per la riqualificazione e i nuovi giochi non vengono sfruttati al meglio. 📍Abbiamo proposto semplici correttivi: apertura pomeridiana, controlli più stringenti, una durata del contratto più ragionevole. Non stavamo stravolgendo la delibera, volevamo solo integrarla nei punti poco chiari. Eppure, proporre questi miglioramenti ha scatenato reazioni sproporzionate, quasi una lesa maestà: nella logica della maggioranza, la minoranza non deve disturbare il manovratore, nemmeno quando porta idee concrete e utili al quartiere. 📍Il risultato è chiaro: tutte le proposte della minoranza sono state respinte in blocco, senza entrare davvero nel merito. Noi continueremo a proporre soluzioni concrete, perché il Parco della Predara deve essere uno spazio vivo per tutti, non solo un locale serale

  • Regole verdi per i cittadini, colate d’asfalto per il Comune

    In questi giorni si parla di sostenibilità edilizia a Trento, ma la realtà è diversa dalle promesse. Il progetto REC ( regolamento edilizio comunale )illustrato dall’assessore Andreas Fernandez e dai professori in commissione, punta a rendere la città più verde e fresca: tetti vegetali, materiali riciclati, più alberi e spazi che aiutano a ridurre il caldo in città. Tutto questo dovrebbe creare microclimi urbani migliori. Peccato che, mentre i cittadini dovranno affrontare costi e regole più severe per le loro case, il Comune costruisce opere pubbliche che non applicano nulla di queste regole. Esempio lampante: il mega parcheggio Piedicastello. 700 posti auto asfaltati, nessun albero, nessuna possibilità di far assorbire l’acqua nel terreno, tutto diretto allo scarico. Nonostante le richieste della circoscrizione, nulla è cambiato. Quel parcheggio è previsto anche per servire il nuovo stadio dell’Aquila Basket e fa capire bene il paradosso: ai cittadini sacrifici, al Comune libertà totale. Il messaggio è chiaro: il REC ( REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE ) non è un’utopia, ma se chi amministra non applica le regole, rimangono solo parole.

  • Milioni per la TELECABINA, zero per il minimo sindacale

    Si parla di investimenti importanti per la telecabina del Bondone, con risorse pubbliche. Poi arrivi in montagna e ti scontri con una realtà molto più semplice: i servizi minimi non ci sono. Chiedi un panino e ti propongono altro, ordini un caffè e diventa complicato, esci dai bar e trovi portacenere pieni già di buon mattino, cartoni e segni evidenti di degrado negli spazi esterni. Nulla di eccezionale, purtroppo: è così da anni. Eppure, la gente viene lo stesso. Chi ha casa quassù perché ce l’ha. Chi ha solo un paio d’ore libere perché non ha alternative. Ma chi può scegliere, chi ha tempo e possibilità di spostarsi, difficilmente sceglie il Bondone. Il confronto con l’Alto Adige è impietoso: montagna sì, ma servizi e accoglienza completamente diversi, con una chiara cultura del turista. Qui, invece, quella cultura manca da sempre. Ed è questa la contraddizione: prima di parlare di grandi opere e sviluppo, bisognava iniziare dal minimo sindacale. Perché senza servizi, senza cura e senza accoglienza, nessuna funivia potrà mai fare la differenza. Ci si adatta. Ma non dovrebbe essere normale.

  • SLOI: due verità incompatibili dentro la stessa area politica

    Per anni ai cittadini di Trento è stato ripetuto che il progetto del bypass ferroviario sarebbe stata l’occasione per affrontare finalmente la bonifica dell’area ex SLOI. Oggi, però, è evidente che quella promessa non si realizzerà. L’area ex SLOI resta un Sito di Interesse Nazionale inquinato, e il rischio ambientale e sanitario legato al piombo tetraetile – sostanza volatile e pericolosa – non sparisce semplicemente perché il tracciato del bypass non attraversa formalmente il perimetro del SIN. Nei fatti, i cittadini sono stati ripetutamente illusi. La Giunta comunale, proveniente dalla precedente consiliatura e tuttora in carica, continua a ripetere da anni che il bypass rappresenterebbe l’occasione per bonificare l’area, ma nessuno studio integrale è stato avviato e non ci sono segnali concreti che questo accadrà. Se l’area è davvero una “bomba ambientale”, come evidenziato anche a livello nazionale, è urgente partire dallo studio della bonifica integrale, per capire quali azioni mettere in campo per sanare un sito inquinato da quasi quarant’anni. Se invece il problema non è così grave, i cittadini hanno diritto a saperlo chiaramente, senza illusioni o promesse vuote. Generazione Trento chiede coerenza e trasparenza: basta illusioni e dichiarazioni che non si traducono in fatti. Serve una scelta politica chiara e coraggiosa, che metta al primo posto la salute dei cittadini e il futuro della città.

  • SENTIERO MESOTREKKING

    Ricucire un percorso storico: dal quartiere dei SOLTERI al Riparo Gaban Generazione Trento porta i problemi dei quartieri nelle circoscrizioni, dal Centro Storico a Mattarello. Ricucire Esiste a Trento un percorso storico-archeologico di grande valore, oggi poco conosciuto e in parte dimenticato: il primo tratto del Mesotrekking, che dai Solteri conduceva al Riparo Gaban, uno dei siti preistorici più importanti del territorio. Prima della costruzione delle gallerie sulla Valsugana, questo collegamento era facilmente percorribile. Oggi, invece, il tracciato è interrotto, degradato e poco sicuro, nonostante sia ancora molto frequentato: da residenti, scolaresche, anziani, sportivi e da chi cerca uno spazio verde e culturale a pochi passi dal quartiere. Per questo, in Consiglio di Circoscrizione Centro Storico–Piedicastello è stato presentato un documento che chiede un intervento straordinario di recupero, riqualificazione e valorizzazione del percorso. L’obiettivo è semplice e concreto: restituire dignità, sicurezza e continuità a un tracciato storico, migliorandone il decoro, l’accessibilità e la fruizione, nel rispetto dell’ambiente e dell’identità del luogo. Ricucire questo percorso non significa realizzare una grande opera, ma prendersi cura del territorio. Significa valorizzare la storia, migliorare la qualità della vita e offrire ai cittadini un’oasi verde e culturale, leggermente rialzata rispetto al traffico, capace di diventare uno spazio di incontro, benessere e memoria condivisa. Un documento presentato in Circoscrizione Centro Storico–Piedicastello per restituire alla città un tratto di storia e natura. Generazione Trento Nicola Vigorito Consigliere circoscrizione Centro storico-Piedicastello Un lavoro che parte dai territori e arriva nelle istituzioni.

bottom of page