Cava di Romagnano
- 15 apr
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C’era una volta una città che si era data delle regole.
Si chiamavano Piano regolatore.
Servivano a una cosa semplice:
decidere prima cosa si può fare, e dove.
In quella città c’era un’area usata da anni come cava.
Un’attività utile, che recupera materiali e serve ai cantieri.
Fin qui, tutto chiaro.
Il problema arriva dopo.
Perché quella attività… lì non è prevista.
Il Piano dice che quell’area dovrebbe avere un’altra funzione.
E allora che si fa?
Si cambia il Piano?
Si discute?
Si decide insieme?
No.
Si fa una deroga.
Che dovrebbe essere un’eccezione.
Ma qui non sistema un dettaglio: cambia tutto.
Di fatto, autorizziamo oggi
e forse sistemiamo le regole domani.
Invertendo l’ordine.
E intanto parliamo di camion, lavorazioni, impianti:
cioè un’attività industriale
in un’area che non è industriale.
“Ma è utile”, si dice.
E allora la domanda è semplice:
basta essere utili per diventare interesse pubblico?
Perché se sì,
allora chiunque potrà chiedere lo stesso.
E il punto vero è questo:
non stiamo decidendo solo su un impianto.
Stiamo decidendo se le regole valgono davvero
o se si cambiano ogni volta che serve.
Perché se si cambiano sempre,
allora non sono più regole.




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