Interrogazione alla Giunta Comunale
- Martina Margoni

- 15 minuti fa
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Perché abbiamo chiesto conto alla Giunta sui piani attuativi
A Trento ci sono aree dichiarate edificabili da oltre vent’anni che non hanno mai visto partire un cantiere. Quartieri promessi, mai realizzati. Su questo abbiamo chiesto spiegazioni alla Giunta.
Per capire il problema serve una cosa sola.
Il Piano Regolatore dice dove si può costruire.
I piani attuativi dicono come si costruisce davvero: strade, case, verde, servizi, scuole. Senza un piano attuativo approvato, anche un’area edificabile resta bloccata.
Nel PRG di Trento ci sono oggi 69 piani attuativi. Molti sono fermi da anni, alcuni da decenni, senza che il Comune abbia mai verificato se siano ancora realizzabili. Il risultato è una città piena di aree sospese, dove tutto dipende dalla capacità dei privati di mettersi d’accordo o dall’arrivo di un grande operatore.
Accanto ai piani fermi c’è un altro problema: la qualità di quelli approvati. In alcune zone, come Romagnano, sono stati autorizzati nuovi insediamenti senza una verifica chiara e preventiva su scuole, verde e servizi. Così nascono quartieri che partono già fragili.
Abbiamo poi chiesto come si concilia tutto questo con il consumo di suolo, spesso agricolo, mentre edifici esistenti restano vuoti e l’edilizia pubblica è in ritardo.
Il punto centrale è politico. Il Comune può promuovere piani attuativi di iniziativa pubblica, per governare lo sviluppo urbano. A Trento però questi strumenti non sono mai stati usati in modo sistematico. Abbiamo chiesto perché e se la Giunta intenda finalmente farlo.
Infine, abbiamo chiesto chiarezza sui rapporti con ITEA e su interventi annunciati da anni – come viale dei Tigli o “La Nave” – ma ancora fermi.
Non abbiamo chiesto slogan.
Abbiamo chiesto tempi, criteri e responsabilità.
Perché decidere come si costruisce significa decidere che città vogliamo.




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