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SUPER TRENTO - BYPASS E RESPONSABILITÀ

  • 8 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 7 giorni fa




Nella lunga intervista sul bypass ferroviario di Trento il presidente dell’Ordine degli Architetti attribuisce la perdita dei finanziamenti del PNRR alle scelte del governo.

Ma fermarsi a questo significa evitare la domanda più importante.


Il problema non è soltanto il PNRR. Il problema è il progetto.

Se un’infrastruttura presenta criticità ambientali e di sicurezza, i ritardi o i finanziamenti non cambiano la sostanza: quel progetto diventa difficile, se non impossibile, da realizzare.


Ed è qui che emerge un punto ancora più serio. Il bypass non era un intervento isolato: era uno dei pilastri della visione urbanistica di SuperTrento, presentata negli ultimi anni come il grande progetto per il futuro della città.


Oggi però il quadro è evidente: il bypass si è fermato e l’intera visione di SuperTrento si rivela fragile.

Chi ha promosso quel progetto ha sbagliato due volte: prima immaginando un’infrastruttura che si scontra con problemi ambientali rilevanti, e poi costruendo su quella stessa infrastruttura un’intera strategia urbanistica.


Per anni si sono organizzate presentazioni, incontri pubblici e materiali per raccontare quella visione. Dubbi sostanziali sul progetto – soprattutto sul piano ambientale – si sono sentiti molto poco. Nemmeno da parte di un soggetto autorevole come l’Ordine degli Architetti.


Eppure quando progetti di questa portata non reggono alla prova dei fatti, una domanda dovrebbe essere inevitabile: chi si assume la responsabilità degli errori?


In un sistema serio, errori così evidenti portano a fare un passo indietro e a ripensare le scelte fatte.

Da noi, troppo spesso, accade il contrario: nessuno paga davvero gli errori e il conto resta ai cittadini.

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