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GENERAZIONE TRENTO
La forza di una Comunità


Il 51% risolve davvero tutto?
Nel dibattito sul futuro di Dolomiti Energia una delle rassicurazioni più ricorrenti è questa: il controllo pubblico resterà garantito grazie alla maggioranza delle quote. È un elemento importante. Ma il futuro di una società si riduce davvero a una percentuale? La domanda non è soltanto chi possiederà il 51%, ma chi orienterà le scelte nei prossimi decenni. Leggendo gli interventi di queste settimane emerge spesso la stessa idea: Dolomiti Energia deve crescere. Benissimo. Ma
4 giorni faTempo di lettura: 1 min


Dolomiti Energia: perché la Borsa dovrebbe essere l’unica strada?
Dolomiti Energia: la domanda che manca Sul futuro di Dolomiti Energia si stanno confrontando posizioni diverse. C’è chi ritiene che la quotazione in Borsa sia necessaria per reperire nuove risorse e sostenere la crescita dell’azienda. C’è chi richiama invece il valore strategico dell’acqua e la necessità di rafforzare il ruolo pubblico nella gestione delle future concessioni idroelettriche. Altri osservano che molti dei benefici attribuiti alla quotazione restano, almeno per
2 giuTempo di lettura: 1 min


PARTIAMO DAI PROBLEMI REALI
Non abbiamo presentato emendamenti per fare rumore. Li abbiamo presentati perché crediamo che la politica serva ancora a una cosa semplice: migliorare concretamente la città, anche un pezzo alla volta. In questi mesi abbiamo criticato molte scelte della maggioranza. E continueremo a farlo quando penseremo che una decisione non sia utile a Trento.Ma c’è una differenza tra fare opposizione e fare tifo. Noi non consideriamo il Consiglio comunale un’arena dove tutto si misura in
29 magTempo di lettura: 1 min


CONCESSIONI IDROELETTICHE : il quadro in vista del 2029
Negli ultimi giorni si parla tanto di energia, concessioni e Dolomiti Energia. Ma diciamolo: si fa fatica a capire il quadro. Proviamo a spiegarla semplice. 👉 Oggi le centrali idroelettriche in Trentino sono date in concessione. 👉 Queste concessioni scadono nel 2029. 👉 E da lì bisogna decidere chi le gestirà dopo. Non è un dettaglio: parliamo di impianti che portano circa 78 milioni all’anno al territorio. A quel punto, in generale, le opzioni di cui si discute sono tre (g
6 magTempo di lettura: 1 min
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