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Sono iniziati i giochi politici. Il territorio è già uscito dal dibattito.

  • 7 mag
  • Tempo di lettura: 1 min


Fino a ieri si parlava di proposte e di futuro di Dolomiti Energia. Oggi il rischio è che tutto venga inghiottito dall’ennesima dinamica politica: posizionamenti, divisioni interne, letture di convenienza.

La discussione su “Borsa sì” o “Borsa no” non è più (solo) una discussione industriale. Sta diventando un campo di battaglia politico utile a regolare equilibri interni ai partiti e a colpire gli avversari.

Il risultato è sempre lo stesso: il merito arretra, la politica si chiude su sé stessa.

E infatti il dibattito si è già spostato:

  • dalle analisi agli schieramenti;

  • dalle scelte industriali alle convenienze politiche;

  • dalle garanzie per il territorio alle letture di parte.

In mezzo, il punto centrale resta senza risposta: quali condizioni, quali tutele e quale visione concreta per il Trentino?

Perché qui non si tratta di tifoserie. Si tratta di una decisione che riguarda energia, controllo pubblico, investimenti e ruolo dei Comuni.

E invece di entrare su questi elementi, il rischio è che si preferisca usare la vicenda come terreno politico.

Noi continuiamo a chiedere altro:

  • trasparenza sui dati;

  • chiarezza sulle condizioni;

  • garanzie sul controllo pubblico;

  • ruolo reale dei territori;

  • una strategia industriale esplicitata.

Perché quando la politica si concentra più sul posizionamento che sul merito, il risultato è prevedibile: molta comunicazione, poca sostanza. E i cittadini fuori dalla porta.

 
 
 

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