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GENERAZIONE TRENTO
La forza di una Comunità
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- Trento e l'accessibilità: una sfida ancora aperta
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2022), circa il 16% della popolazione mondiale – si tratta di circa un miliardo e trecento milioni di persone – vive con una forma di limitazione, sia essa fisica, sensoriale o cognitiva. Tale dato è in continua crescita, non solo come esito del costante invecchiamento della popolazione, ma anche a causa dell’aumento di incidenti e malattie croniche e/o degenerative che colpiscono persone di ogni età, inclusi i bambini. Il dato italiano è in linea con quello mondiale. A questa cifra, inoltre, va aggiunta quella delle persone che acquisiscono una disabilità temporanea. Tutte queste persone, e altre ancora, necessitano di vivere in un ambiente accessibile . Con il termine accessibilità, ci si riferisce alla possibilità per le persone con qualsiasi tipo di limitazione, temporanea o permanente, di accedere in modo autonomo e su base di uguaglianza con gli altri all’ambiente fisico, all'ambiente virtuale, all'istruzione, ai trasporti, all'informazioni e ai servizi di ogni tipo. Contributo video di Clara Lunardelli candidata nella Lista Civica Generazione Trento Dato che l’accessibilità è comunemente considerata come destinata solo alle persone in sedia a rotelle (complice anche il simbolo internazionale che rappresenta la disabilità e che troviamo, ad esempio, nei parcheggi gialli all’uopo riservati), vale la pena di sfatare questo stereotipo. simbolo internazionale della disabilità Infatti, un ambiente accessibile è funzionale (quando non indispensabile) per un gran numero di persone: si pensi ad esempio a chi non vede, a chi non sente, alle donne in gravidanza, ai genitori con bambini e/o passeggini, agli anziani, a chi ha un braccio rotto, a chi deve usare le stampelle anche temporaneamente, a chi soffre di malattie reumatiche o che limitano la mobilità, a chi deve effettuare consegne con carrelli e così via. Nonostante in Italia si sia già sviluppata un’ampia normativa tesa a implementare l’accessibilità negli ambienti materiali e virtuali, per varie ragioni (mancanza di possibilità, mancanza di volontà, norme contrastanti tra loro, mancanza di controlli e sanzioni, ecc.) questa non è sempre applicata o non è applicata correttamente rendendo quindi gli ambienti poco o per nulla accessibili, inclusi gli ambienti virtuali a cui tutti noi ci rivolgiamo per acquisire informazioni o per sbrigare pratiche amministrative di vario genere. Raramente ci soffermiamo a pensare che un giorno invecchieremo: ma, se avremo fortuna, questo accadrà. Ancor più raramente ci soffermiamo a pensare che potremmo acquisire una qualche forma di disabilità: e, se avremo fortuna, questo non accadrà. Ma quando accadrà o se dovesse accadere, tutti noi vorremmo vivere in un ambiente accessibile.
- Promuovere la cultura: comunicazione, formazione e istituzione della Consulta della Cultura
La cultura è un elemento fondamentale della società, ma per renderla realmente accessibile e partecipata è necessario migliorare i canali di comunicazione, promuovere la formazione culturale e rafforzare gli strumenti di consultazione dei cittadini. Trento può diventare un esempio di città che integra questi aspetti in una strategia culturale moderna e inclusiva. Per questa ragione pensiamo che l'amministrazione deva farsi soggetto promotore presso altri organizzazioni, enti e istituzioni competenti per la realizzazione di progetti utili alla nostra comunità. La comunicazione culturale: un punto critico La promozione delle attività culturali a Trento soffre spesso di una comunicazione poco efficace, che non riesce a raggiungere tutti i cittadini. Questo limita la partecipazione e crea un divario tra chi vive attivamente la cultura e chi ne rimane escluso. Proposte concrete: Piattaforme digitali integrate : creare un portale unico per raccogliere e promuovere eventi culturali, rendendo più facile per i cittadini scoprire iniziative locali. Campagne pubblicitarie mirate : utilizzare media tradizionali e digitali per promuovere la cultura, con particolare attenzione ai giovani e alle periferie. Coinvolgimento delle scuole e delle associazioni : collaborare con istituzioni educative e realtà locali per ampliare la diffusione delle informazioni culturali. Formazione culturale: creare nuovi pubblici Investire nella formazione culturale è essenziale per ampliare la partecipazione. L’obiettivo è avvicinare le persone alla cultura, soprattutto chi non è solito partecipare ad attività artistiche o creative. Proposte: Laboratori per le scuole estesi alle persone che vivono nei quartieri dove le scuole sono inserite : attività didattiche che integrino arte, storia e cultura locale. Progetti per adulti : corsi e incontri su temi culturali, aperti a tutte le fasce d’età. Percorsi formativi per operatori culturali : garantire competenze aggiornate a chi lavora nel settore, per migliorare la qualità e la varietà dell’offerta. La consulta della cultura: ascoltare i cittadini Per creare una strategia culturale efficace, è fondamentale dare voce ai cittadini. La Consulta della Cultura può diventare un organo permanente per raccogliere proposte, critiche e suggerimenti, garantendo una partecipazione attiva e costante. Proposte: Consulta permanente : organizzare incontri periodici tra cittadini, istituzioni e operatori culturali per discutere progetti e iniziative. Sondaggi regolari : ascoltare le esigenze della popolazione attraverso sondaggi mirati. Collaborazioni con associazioni : coinvolgere le realtà locali nella pianificazione culturale. Vogliamo discutere con i nostri concittadini su questi punti: Portale unico per la cultura : creare una piattaforma digitale integrata per promuovere tutti gli eventi e le iniziative locali. Laboratori educativi : sviluppare progetti formativi per scuole e comunità, avvicinando nuove fasce di pubblico alla cultura. Consulta della Cultura : istituire un organo permanente per la partecipazione attiva dei cittadini alla programmazione culturale. Formazione per gli operatori : offrire percorsi di aggiornamento per chi lavora nel settore culturale. Comunicazione mirata : promuovere la cultura attraverso strategie innovative e inclusive, utilizzando tutti i canali disponibili. Una cultura comunicata e condivisa Investire in comunicazione, formazione e consultazione significa trasformare la cultura in un elemento centrale della vita cittadina. Trento ha l’opportunità di diventare un modello di città culturale inclusiva, dove ogni cittadino può sentirsi protagonista. Partecipa alla cultura di Trento Condividi le tue idee, segnala eventi culturali e partecipa alla Consulta della Cultura. La tua voce è importante per costruire una città culturalmente più vivace e accessibile a tutti. Qualche dato statistico Solo il 25% dei cittadini di Trento dichiara di essere pienamente informato sugli eventi culturali locali (Fonte: Trentino Cultura, 2023). Le città con piattaforme digitali integrate registrano un aumento del 40% nella partecipazione culturale (Fonte: European Culture Report, 2022). In Italia, il 50% dei giovani non partecipa ad attività culturali per mancanza di informazioni adeguate (Fonte: ISTAT, 2023). I laboratori culturali nelle scuole incrementano del 30% l’interesse per l’arte e la cultura tra i giovani (Fonte: MIUR, 2023).
- Per i nostri giovani volontari, corsi di formazione gratuiti per il loro futuro
Generazione Trento ha deciso di istituire una convenzione a favore dei propri giovani volontari con l'organizzazione di corsi di formazione nelle aree della Comunicazione e dei Media, delle competenze Digitali e dell'Intelligenza Artificiale generativa, nonché per il business e il lavoro, compresa la preparazione di un buon curriculum e come gestire il colloquio di lavoro e procurarsi appuntamenti per un colloquio. Si tratta di 10 corsi fondamentali per un monte ore tatale di 20 ore. I volontari di Generazione Trento, a cui non è richiesto nessun obbligo di iscrizione alla lista civica, possono decidere liberamente a quale corso iscriversi o sceglierli anche tutti. Le sessioni si terranno online in due fasce orarie: al pomeriggio e alle sera. Ci sono 10 posti disponibili. Fatevi avanti giovani tra i 18 e 35 anni! Comunicazione e Media 🎤 Public Speaking ✍️ Copywriting 🎥 Video Editing & Vlogging 🎙 Podcasting Digital & AI Skills 🤖 Intelligenza Artificiale (ChatGPT e altre AI) 🌐 Creazione di Blog e Siti Web 📱 Social Media Management Business & Crescita Professionale 💡 Avvio di una Startup 💼 Curriculum e Colloqui di Lavoro 📈 Marketing & Negoziazione Per regolamento e iscrizioni
- 20 milioni per una stazione più lontana di 500 metri. Le nostre perplessità.
Stazione delle corriere di Trento : al centro di un progetto di rinnovamento che, però, solleva molte perplessità. L’idea di realizzare una nuova stazione per gli autobus non nasce da un piano organico di mobilità, ma sembra piuttosto una scelta isolata, senza una reale visione di insieme. Una stazione lontana, con più costi e meno funzionalità L’attuale progetto prevede di spostare la stazione delle corriere di circa 500 metri rispetto alla posizione attuale. Questo cambiamento, invece di migliorare i collegamenti, rischia di creare disagi significativi per i viaggiatori. Non è stato ancora deciso come riutilizzare l’attuale fabbricato , né è chiaro quali linee fermerebbero nella nuova area. Chi arriva in autobus scenderà comunque vicino alla stazione ferroviaria attuale , ma per raggiungere la nuova stazione delle corriere dovrà camminare per diversi minuti o affidarsi a un collegamento pedonale che costerà 500.000 euro , una spesa che si somma ai 20 milioni già stanziati per la nuova infrastruttura. Un investimento considerevole per una soluzione che sembra più complicare la mobilità che migliorarla. Una visione di lungo periodo che non c’è Nel lungo periodo, si parla della possibilità di collegare la nuova stazione delle corriere con il futuro interramento della ferrovia, un progetto ancora lontano e incerto. Ma perché non pensare fin da subito a una soluzione più funzionale, che integri i servizi di trasporto senza obbligare i cittadini a inutili spostamenti? Piuttosto che frammentare i servizi, si dovrebbe ragionare su una vera integrazione tra autobus, treni e mobilità urbana , rendendo più semplice e intuitivo l’uso del trasporto pubblico. Una scelta che ricadrà sulle future generazioni Questa operazione sembra più un progetto imposto dall’alto che una soluzione pensata per i reali bisogni dei cittadini. Il rischio è che la nuova stazione si riveli meno efficiente e più costosa , lasciando un’eredità poco funzionale alle generazioni future. E tu, cosa ne pensi di questo progetto? La nuova stazione delle corriere migliorerà davvero la mobilità cittadina o rischia di complicarla?
- Sostieni la nostra lista civica. Al via la raccolta firme sul territorio.
Generazione Trento - Raccolta Firme per la Lista Civica Vuoi supportare Generazione Trento? Vieni a firmare per la presentazione della lista civica! Dove trovarci nei primi giorni di marzo 2025: TRENTO L.go Carducci angolo via Simonino Sabato 1 | 10:00 - 12:30 Piazza Cantore (davanti Farmacia) Sabato 1 | 10:00 - 12:30 Corso M. Buonarroti, 45 Circoscrizione Centro Storico Martedì 4 | 09:00 - 11:00 L.go Carducci angolo via Simonino Giovedì 6 | 10:00 - 12:30 Via Oriola angolo v. Oss-Mazzurana Venerdì 7 | 10:00 - 12:30 Via Verdi angolo v. Rosmini Sabato 8 | 10:00 - 12:30 Via Veneto (davanti alla Farmacia Comunale) Sabato 8 | 10:00 - 12:30 GARDOLO Piazzale Groff Sabato 1 | 10:00 - 12:30 Piazza Libertà Venerdì 7 | 10:00 - 12:30 Piazzale Groff Sabato 8 | 10:00 - 12:30 Ogni firma è importante! Invita amici e parenti a partecipare. #GenerazioneTrento #RaccoltaFirme #Trento #ListaCivica
- Telecabina del Bondone: Un Investimento Pubblico senza Futuro?
2.700 passeggeri al giorno? Una scommessa irrealistica a carico dei cittadini. Negli ultimi mesi si è discusso molto del progetto della telecabina del Monte Bondone , spesso erroneamente definita "funivia". Un’infrastruttura che, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto essere un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, con una suddivisione equa dei costi. Tuttavia, la realtà si è rivelata ben diversa. Un Impegno Pubblico Totale In origine, il progetto prevedeva un contributo del 50% da parte di soggetti privati, ma la situazione è rapidamente cambiata. Quando i privati sono stati interpellati, nessuno ha mostrato interesse né ha deciso di investire un solo euro. Risultato? L’intero costo dell’opera – 80 milioni di euro – sarà sostenuto dal pubblico. Per giustificare questa spesa, si è ipotizzato un flusso di un milione di passeggeri l’anno, pari a circa 2.700 persone al giorno. Tuttavia, un sondaggio condotto tra i cittadini ha mostrato un forte scetticismo: oltre l’80% ritiene questa stima irrealistica. L'Impatto Ambientale e i Costi Reali Oltre ai costi iniziali, il progetto presenta una serie di criticità legate all’impatto ambientale. La costruzione della telecabina richiederebbe: Piloni e infrastrutture invasive lungo il percorso; Un impianto di stoccaggio delle cabine a Sardagna , con effetti significativi sul paesaggio. A questi aspetti si aggiunge un deficit di gestione stimato in circa 3 milioni di euro all’anno , un debito che si accumulerebbe nel tempo, aggravando ulteriormente la situazione finanziaria. Una Visione Alternativa Con queste premesse, è difficile giustificare il progetto nella sua forma attuale. Forse sarebbe più sensato concentrarsi prima sulla riqualificazione del Monte Bondone , trovando soluzioni per valorizzarlo e renderlo più accessibile ai cittadini. Solo successivamente, qualora il territorio fosse realmente pronto, si potrebbe valutare l’introduzione di una telecabina. Nel frattempo, la priorità dovrebbe essere migliorare la funivia esistente per Sardagna , che rappresenta un servizio essenziale per gli abitanti della zona. Rischio di Perdere i Fondi del PNRR Per complicare ulteriormente le cose, il progetto è legato ai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) , con una scadenza fissata a giugno 2026 . Ma l’attuazione di questo piano appare irrealizzabile nei tempi previsti. Se il progetto non verrà concluso entro quella data, i fondi andranno persi , e l’intero importo di 80 milioni ricadrà sulle casse pubbliche, ovvero sui cittadini di Trento. Domande per noi cittadini Il progetto della telecabina del Bondone solleva numerose perplessità, sia in termini economici che ambientali. Vale davvero la pena investire 80 milioni di euro per un’opera così incerta e priva di un sostegno privato? O sarebbe più logico rivedere le priorità e concentrarsi su interventi più mirati e sostenibili? Una riflessione approfondita è necessaria per evitare di sprecare risorse pubbliche che difficilmente troveranno una giustificazione a lungo termine.
- Le richieste della Circoscrizione c’erano, ma il Comune non ha ascoltato: la verità sul degrado del manto stradale
Negli ultimi giorni ho voluto richiamare l’attenzione sulle condizioni critiche del manto stradale in centro storico, dove la presenza di tombini sporgenti e l’assenza di manutenzione adeguata rappresentano un serio rischio per la sicurezza dei cittadini. Non si tratta di una denuncia improvvisata, né di una strumentalizzazione elettorale, ma della constatazione di un problema che, assieme ad altri, era stato segnalato già da tempo e per il quale la Circoscrizione Centro Storico – Piedicastello aveva chiesto interventi concreti e prioritari. Nel documento ufficiale presentato a giugno 2024, (delibera n. 41 del 18 giugno 2024 – priorità di bilancio 2025) la Circoscrizione ha formalmente richiesto al Comune di mettere a bilancio una serie di interventi di manutenzione straordinaria per migliorare le infrastrutture urbane. “ OPERE DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA” , sono opere che possono sembrare “minori”, ma che invece il cittadino vede assolutamente importanti, forse più delle cosiddette grandi opere. Senza un’adeguata manutenzione ogni struttura deperisce e decade, con un progressivo peggioramento della qualità complessiva”. (pag. 9 della delibera allegata in fondo a questo post) Di seguito si elencavano solo alcune opere prioritarie, accanto a numerosi altri interventi volti a tutelare la sicurezza e il decoro del territorio. Purtroppo, nonostante le ripetute segnalazioni, queste richieste sono state ignorate dall’amministrazione comunale. È un dato di fatto che molte delle proposte della Circoscrizione siano rimaste sulla carta, senza mai trovare la necessaria attenzione da parte del Comune. Ciò non ha impedito alla Circoscrizione di continuare a insistere e a proporre soluzioni, ma la competenza per l’esecuzione delle opere pubbliche resta del Comune, non della Circoscrizione. Le richieste c’erano, i documenti lo dimostrano, ma non sono state ascoltate. Come ex presidente della Circoscrizione e ora candidato sindaco, credo che sia necessario un cambio di passo: la città ha bisogno di una maggiore attenzione alle segnalazioni che arrivano dai cittadini e dalle circoscrizioni, che spesso sono il primo presidio del territorio e il collegamento diretto tra la popolazione e l’amministrazione centrale. Il mio impegno oggi è quello di superare queste barriere e portare a compimento gli interventi necessari, a partire da quelli “piccoli”, ma spesso sentiti maggiormente necessari dai cittadini, ascoltando le istanze di chi vive la città ogni giorno e trasformandole in azioni concrete e immediate. Claudio Geat Candidato Sindaco Ex Presidente della Circoscrizione Centro Storico – Piedicastello scarica qui sotto la delibera integrale
- Via Garibaldi: il simbolo di ciò che Generazione Trento non vuole per la città. Mobilità dissestata in pieno centro.
Via Garibaldi a Trento è l’emblema di una cattiva gestione delle piccole opere, l’esatto contrario di ciò che Generazione Trento desidera realizzare per la città. L’attuale amministrazione comunale sembra concentrata esclusivamente su grandi progetti infrastrutturali, dimenticando l'importanza della manutenzione delle piccole ma essenziali opere urbane che influenzano la vita quotidiana dei cittadini. Via Garibaldi, situata nel cuore del centro storico accanto al prestigioso Palazzo Pretorio, rappresenta un caso lampante di trascuratezza. Una strada principale che meriterebbe un’attenzione costante, ma che versa invece in condizioni pessime. Basta percorrerla a piedi per rendersi conto di quanto la manutenzione sia stata dimenticata. I tombini non sono a livello, il manto stradale non è regolare, trasformando la strada in una sequenza di onde e insidie per i pedoni. Camminando lungo Via Garibaldi, è facile rischiare di inciampare proprio a causa dei tombini rialzati rispetto alla pavimentazione circostante. Questa situazione è inaccettabile, soprattutto in pieno centro città, dove la manutenzione dovrebbe essere un biglietto da visita della nostra comunità. Per Generazione Trento, prima di investire milioni di euro in opere faraoniche di dubbia utilità per i cittadini, è fondamentale occuparsi delle necessità quotidiane. Mobilità. Prima la manutenzione, poi le grandi opere Il nostro approccio è chiaro: non siamo contrari alle grandi opere, ma crediamo che queste debbano essere accompagnate da una cura costante e puntuale delle piccole manutenzioni. Via Garibaldi è solo uno dei tanti esempi di strade trascurate, sia in centro storico che nelle periferie, dando il senso dell'attenzione che si dà alla mobilità dei cittadini e allo sicurezza. Se un’amministrazione non riesce nemmeno a livellare i tombini, come possiamo aspettarci che affronti sfide ben più complesse? Questa domanda, che vi poniamo come cittadini, è più che legittima. La città ha bisogno di amministratori che sappiano coniugare visione a lungo termine e attenzione per i dettagli, perché sono i dettagli a fare la differenza nella qualità della vita di chi vive, lavora e passeggia ogni giorno per le strade di Trento.
- Trento e le barriere architettoniche: una sfida ancora aperta
Clara Lunardelli candidata di lista per Generazione Trento Siamo spesso portati a pensare che una barriera sia qualcosa di statico. In realtà, una barriera è tutto fuorché statica: è dinamica, perché interagisce continuamente con la nostra libertà di movimento e con il nostro modo di vivere lo spazio. Ma com'è la situazione delle barriere architettoniche e sensoriali a Trento? A molti l’accessibilità urbana potrebbe sembrare un aspetto secondario o già sufficientemente affrontato. È vero, l’attuale amministrazione comunale si è dotata dei PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), uno strumento previsto dalla legge da oltre trent’anni. Da quando è stato introdotto, si sono fatti alcuni passi avanti, ma le prime mappature ci restituiscono una realtà tutt’altro che incoraggiante: Trento è ancora costellata da migliaia di barriere architettoniche e sensoriali. La Difficoltà di Rendere Trento Veramente Accessibile L’attuazione completa dei PEBA non è semplice e incontra diversi ostacoli, il primo dei quali è di natura economica. Servirebbero risorse significative per trasformare Trento in una città realmente accessibile e fruibile da tutti. La situazione si è ulteriormente complicata con la perdita del corposo finanziamento inserito e richiesto dal Comune nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo lascia la città di fronte a una sfida cruciale: trovare nuove risorse e proseguire con determinazione l’attuazione dei piani, adeguandosi finalmente a normative che, pur essendo in vigore da decenni, sono state spesso trascurate. Il fatto stesso che le mappature abbiano rilevato migliaia di ostacoli è una prova tangibile di quanto poco sia stato fatto e di quanto lavoro resti ancora da compiere. Barriere Architettoniche. Il Con fronto con le Altre Città Europee A questo proposito, è interessante notare che nessuna città italiana, tranne Milano nel 2016, ha mai vinto l’ Access City Award , il premio istituito dall’Unione Europea nel 2010 per riconoscere le città con elevati standard di accessibilità. Tuttavia, persino la candidatura di Milano fu più apprezzata per la qualità della documentazione presentata che per una reale situazione di accessibilità. Questo spinge a una riflessione più profonda: quale cultura e quale visione urbanistica si celano dietro queste scelte? Che tipo di geografia sociale disegnano queste barriere nella nostra città? La strada da percorrere è ancora lunga, e Trento ha molto da imparare dalle numerose città del Nord Europa che hanno ricevuto questo riconoscimento, dimostrando quanto il miglioramento dell’accessibilità possa incidere sulla qualità della vita non solo dei residenti, ma anche dei visitatori. Qualche Dato Statistico 1.000 barriere censite solo nella Circoscrizione di Gardolo (Fonte: Comune di Trento, 2023). Nel 2025, l'Amministrazione comunale di Trento ha stanziato appena 150.000 euro per l'eliminazione delle barriere architettoniche. (Fonte Comune di Trento 27/01/2025) 32 anni di ritardo nell'applicazione dei PEBA rispetto a quanto previsto dalla legge 104/1992. (Fonte: Ministero delle Infrastrutture). Gli interventi di sbarrieramento ben pianificati migliorano del 40% la mobilità delle persone con disabilità (Fonte: WHO, 2022).
- Salvaguardare la Piana delle Viote
Perché dire no a un nuovo bacino di innevamento sul Monte Bondone e quali sono le soluzioni migliori per rispettare l'unicità del posto. Piana delle Viote - Presenti riprese aeree con drone Marco Ianes, candidato di lista con Generazione Trento, nonché ambientalista ed esperto di energia e ambiente, ci porta alla scoperta della Piana delle Viote, uno splendido biotopo sul Monte Bondone, sopra la città di Trento. Un luogo unico, ricco di biodiversità, dove flora e fauna convivono in un equilibrio naturale prezioso e raro. Scopriamo in questo articolo perché è unico e raro. Tuttavia, questo angolo di natura rischia di essere compromesso da un progetto controverso: la costruzione di un bacino artificiale per l’innevamento. Un progetto non sostenibile Il nuovo bacino dovrebbe sorgere a 1.500 metri di altitudine, una quota critica considerando i cambiamenti climatici in corso. È ormai noto che la neve naturale sotto i 2.000 metri scarseggia sempre di più, rendendo progetti simili non solo insostenibili, ma anche poco lungimiranti. In passato, grazie a un’azione politica attenta, questo progetto era stato fermato, eliminandolo dal piano regolatore del Comune di Trento. Tuttavia, oggi i grandi interessi economici sono tornati alla carica per riproporlo. La bellezza della Piana delle Viote Guardando le immagini aeree del video che accompagna questo articolo, si può ammirare la straordinaria bellezza della Piana delle Viote. Questo biotopo naturale è un tesoro di biodiversità, popolato da specie vegetali e animali uniche. Deturpare un luogo del genere per costruire un nuovo bacino sarebbe una scelta che ci riporterebbe indietro, allontanandoci dai principi di uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Un’alternativa già esiste È importante sottolineare che un bacino di innevamento artificiale sul Monte Bondone esiste già . Si trova in località Mezzavia e fornisce l’acqua necessaria per l’innevamento delle piste. Piuttosto che costruirne uno nuovo, la proposta potrebbe essere quella di ampliare e ristrutturare il bacino esistente , migliorandone l’efficienza. Ad esempio, sarebbe possibile alimentare elettricamente le pompe con un sistema fotovoltaico , riducendo così l’impatto ambientale e promuovendo una vera sostenibilità. Uno sviluppo sostenibile è possibile Nessuno vuole impedire il giusto sviluppo delle attività economiche sul Monte Bondone. Anzi, uno sviluppo sostenibile è fondamentale per preservare l’equilibrio tra uomo e natura. Tuttavia, costruire un nuovo bacino sulla Piana delle Viote significherebbe mettere a rischio un ecosistema delicato e prezioso. Diciamo no a scelte che appartengono al passato. La Piana delle Viote deve rimanere un simbolo di tutela ambientale e di rispetto per il nostro territorio. È qui che passa la vera innovazione: uno sviluppo sostenibile che non sacrifichi la bellezza e la ricchezza naturale che ci circondano. Cosa c'è di unico e raro alle Viote La Piana delle Viote , sul Monte Bondone, è un luogo di grande interesse naturalistico, sia per la biodiversità vegetale che per la fauna rara che ospita. Ecco alcuni aspetti unici: Aspetti floristici 🌸 La Piana delle Viote è un biotopo protetto che si distingue per la presenza di praterie alpine e torbiere , ecosistemi estremamente fragili e rari in Italia. Le torbiere, in particolare, ospitano piante adattate a condizioni umide e acide, molte delle quali sono considerate specie relitte glaciali . Tra le piante più caratteristiche troviamo: Drosera rotundifolia (pianta carnivora), una specie tipica delle torbiere. Carex limosa e Sphagnum spp. (muschi delle torbiere), essenziali per il mantenimento dell’ecosistema. Orchidee alpine rare , come l’ Orchis maculata e la Dactylorhiza incarnata . Gentiana verna e Anemone baldensis , fiori iconici dei prati alpini. La varietà vegetale contribuisce a creare un habitat ideale per molte specie animali. Aspetti faunistici 🦋 La fauna della Piana delle Viote è altrettanto ricca e include numerose specie protette, alcune delle quali trovano rifugio solo in ambienti simili. Invertebrati: Farfalle rare come la Parnassius apollo , considerata una specie simbolo delle Alpi. Libellule delle torbiere , come la Leucorrhinia dubia . Coleotteri endemici legati agli ambienti umidi. Anfibi: Tritone alpino ( Ichthyosaura alpestris ) e rane rosse ( Rana temporaria ), fondamentali indicatori ecologici. Uccelli: Gallo forcello ( Tetrao tetrix ), specie emblematica delle Alpi. Averla piccola ( Lanius collurio ), che nidifica nelle praterie aperte. Aquile reali , che sorvolano spesso la zona. Mammiferi: Lepre variabile ( Lepus timidus ), presente nelle praterie alpine. Volpe e ermellino , adattati agli ambienti d’alta quota. Un’oasi di biodiversità da proteggere Questa varietà faunistica e floristica rende la Piana delle Viote un vero e proprio laboratorio naturale di biodiversità , oltre che un luogo di interesse per ricercatori, escursionisti e amanti della natura. L’equilibrio delicato di questo ecosistema rende però il biotopo estremamente vulnerabile a modifiche antropiche, come la costruzione di un bacino artificiale. Qualche dato statistico Diminuzione delle nevicate sotto i 2.000 metri: Uno studio coordinato da Eurac Research ha evidenziato che, tra il 1920 e il 2020, le nevicate sulle Alpi sono diminuite in media del 34%, con un calo più marcato nelle località al di sotto dei 2.000 metri e sul versante meridionale, che include il Trentino. (Fonte: ilDolomiti del 3 dicembre 2024) Proiezioni future preoccupanti: Secondo proiezioni climatiche, entro la fine del secolo, le condizioni della neve a 2.000 metri saranno simili a quelle attuali a 1.000-1.500 metri, indicando una significativa riduzione dell'innevamento naturale alle quote inferiori. (Fonte: giornaledeltrentino del 14 marzo 2021) Innevamento artificiale e consumo di risorse: Negli inverni dal 2007 al 2016, i sistemi di innevamento artificiale in Alto Adige hanno consumato tra il 6% e il 12% dell'acqua potabile annua e tra il 2,9% e il 5,4% dell'energia elettrica provinciale. Questo sottolinea l'elevato impatto ambientale ed economico dell'innevamento artificiale, soprattutto in un contesto di risorse idriche sempre più scarse. (Fonte: giornaledeltrentino del 14 marzo 2021)
- Cosa Sta per Succedere a Sardagna?
Incontro pubblico lunedì 17 febbraio 2025 alle ore 20.30 presso la Sala Circoscrizionale di Sardagna. Claudio Geat, candidato sindaco, incontra i cittadini di Sardagna per condividere quali aspetti interesseranno la zona, cosa è previsto dai progetti nelle mani dell'attuale amministrazione, quali sono le implicazioni e le motivazioni per insistere su un'area di oltre 16.000 mq, quali idee nuove ci sono.
- Rifiuti a Trento: perché l'inceneritore non è la soluzione ideale e quali sono le alternative
Esaminiamo criticamente l'opzione dell'inceneritore e presentiamo alternative praticabili che tutelano l'ambiente e la salute dei cittadini. Vista aerea discarica Ischia Podetti Proponiamo qui un’analisi, più tecnica che politica, nella speranza di dare anche una visione non solo politica alla vicenda della gestione dei rifiuti. Sinteticamente e con vocaboli facilmente comprensibili. Considerando che sta prendendo piede, da chi governa la provincia, forte della titubanza di chi governa la città di Trento, che un giorno dice Sì e un altro dice Forse, alla costruzione di un inceneritore, da candidati alla guida della città con la lista di Geat Generazione Trento, proponiamo una seria analisi tecnica, con una strada da percorrere che sia alternativa e risolutiva, rispettando l’ambiente e, soprattutto, a tutela della salute di tutti. Qui un’analisi per punti che vi proponiamo, con serietà: 1. L’inceneritore è una macchina che nasce ESCLUSIVAMENTE per ridurre il volume dei rifiuti, non per eliminarli; è bene ricordarlo questo, perché per una nota legge fisica (Lavoisier:” in una reazione chimica , che avviene in un sistema chiuso, la somma delle masse dei reagenti è uguale alla somma delle masse dei prodotti ” ) viene sancito che “nulla si crea e nulla si distrugge”; definito questo è importante capire che incenerendo i rifiuti noi ne riduciamo soltanto il volume, trasformando parte di essi in energia termica ed elettrica, con un residuo rimanente di rifiuti definiti “pericolosi” che andrebbero conferiti in discariche speciali, che in Trentino non abbiamo; quindi tale conferimento avverrebbe ugualmente in altri luoghi, con discariche per rifiuti speciali. 2. L’energia termica prodotta dall’incenerimento di circa 68.000 tonnellate di residuo (dato attuale), non sarebbe sfruttabile a Trento, poiché manca una rete di teleriscaldamento e costruirla implicherebbe un investimento enorme, oltre ad un disagio di opere di scavi e reinterri che metterebbero in crisi la città, già fortemente provata da altri fattori in questo periodo. 3. L’energia elettrica prodotta da tali volumi sarebbe ininfluente e irrilevante, poiché il rendimento elettrico di un inceneritore si aggira intorno al 25%; comprensibile che le perdite di produzione sono altissime (75%) e quindi non è sicuramente una macchina vantaggiosa sotto questo profilo. 4. Tecnicamente parlando un inceneritore è “economicamente” conveniente se le quantità di rifiuti sono molto elevate, così da compensare le perdite di trasformazione in energia termica ed elettrica e così da giustificare la gestione del residuo pericoloso; in sostanza per mantenersi economicamente una macchina di questo tipo deve avere grandi volumi per garantire introiti dalla quota di conferimento e dalle conversioni energetiche soddisfacenti perché il sito produttivo stia in piedi. Discarica Ischia Podetti a Trento Dopo questa sintesi tecnica, veniamo alle possibili alternative: · Processo di gassificazione: questo sistema non è una novità, come molti erroneamente credono, bensì è un ambito molto diffuso nella gestione di riduzione dei rifiuti; solo che è stato sempre utilizzato su mono prodotti e non su residui complessi come, appunto, il rimanente della nostra raccolta differenziata; tuttavia, esistono percorsi innovativi che stanno prendendo piede. Per esempio, ci sono aziende che stanno investendo su tale tecnologia, mirando a piccoli macchinari, che comunque non hanno processi di combustione e quindi non determinano le emissioni in aria di un inceneritore; · Processo di trattamento meccanico-biologico: questo processo prevede l’ulteriore differenziazione del rifiuto residuo, con macchinari che selezionano ciò che rimane nel residuo come componenti metallici, usando deferizzatori (magneti che attirano le parti metalliche che poi vengono separate), abbinati a sensori particolari che riescono a identificare rifiuti residui composti da carta o plastiche; questo sistema non ha alcuna emissione e garantirebbe un recupero di materiali che ridurrebbe fino al 50% le famose 68.000 tonnellate di residuo che abbiamo. Inoltre, pochi sanno che abbiamo già un sistema di trattamento meccanico-biologico attivo a Rovereto, poco sfruttato; basterebbe incentivare e adeguare tale stabilimento per ottenere risultati a impatto zero! Riassumendo, un inceneritore in Trentino è una scelta assurda e tecnicamente, nonché economicamente, insostenibile e fuori luogo. La soluzione migliore avviene da una procedura molto semplice: Miglioramento della qualità della raccolta differenziata Trattamento meccanico- biologico del residuo (68.000 TON) RIQUALIFICANDO l’impianto già esistente e che viene tenuto occultato (chissà perché?) Residuo rimanente: su questo tema, ricordando che parleremmo di un residuo ininfluente sotto il profilo dell’interesse per un inceneritore, si potrebbe avviare una seria sperimentazione che veda una partnership con la nostra università e con quelle aziende che stanno mettendo in essere tecnologie innovative; ad esempio, si potrebbe dare l’incarico per un anno sperimentale all’università di Trento per provare tecnologie innovative come la gassificazione e poi usare i dati per decidere se sia una tecnologia sufficientemente matura da mettere a regime. Una cosa è certa e matematica: i numeri attuali di residuo indifferenziato non sono tali da giustificare la scelta di un inceneritore, che rimane una macchina inquinante, diseconomica con tali numeri da gestire. Non abbiamo volutamente toccato l’aspetto ambientale, volendo proporre solo un’analisi puramente tecnica; ma anche su questo tema è necessario valutare bene tale percorso, perché pur nei limiti di legge, l’incenerimento di rifiuti è causa di emissioni di diossine e polveri sottili, che andrebbero ad aggravare una situazione ambientale non ottimale in molti periodi di alto traffico nella piana dell’Adige. Marco Ianes – Candidato di lista Generazione Trento Marco Ianes Qualche dato statistico In Italia, solo il 55% dei rifiuti urbani viene avviato al riciclo, mentre il 22% finisce ancora in discarica (Fonte: ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2023). Gli impianti di incenerimento emettono in media 500 grammi di CO2 per ogni chilogrammo di rifiuto trattato, contribuendo all’inquinamento atmosferico (Fonte: European Environmental Agency, 2022). A Trento, il livello di PM10 nell’aria supera i limiti stabiliti dall’OMS per oltre 40 giorni all’anno, con impatti significativi sulla salute pubblica (Fonte: ARPA Trentino, 2023). Nei comuni italiani che hanno adottato tecnologie TMB, il tasso di rifiuti inviati in discarica è sceso del 30% in cinque anni (Fonte: Legambiente, 2023).












