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Agosto, turista mio, non ti conosco… eppure arrivi quando la città tace.

  • 15 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

C’è un dato che appare evidente scorrendo i trionfalistici numeri del turismo cittadino.

Numeri che naturalmente un orgogliosissimo primo cittadino si è affrettato a rilanciare attraverso i social.


Sono numeri importanti, ci viene raccontato: un milione e quattrocentomila presenze nel 2025 costituiscono un record.

Poco importa se altrove si discute di overtourism, di omologazione, di città che si spopolano e mutano in turistifici (un vantaggio di pochi a scapito di molti).

Questo è il giorno della celebrazione e giubilo sia!


E certo, non vogliamo guastare la festa, consapevoli di quanto le presenze costituiscano linfa vitale per l’economia cittadina.


Ma c’è quel numero, quel dato così beffardo che spicca.

E che ci si è ben guardati dal mettere in risalto.

Il mese con il maggior numero di presenze, udite udite, è agosto!


“Ma come? Quanto sei ingrato, turista!” Ci sembra di sentirlo il pensiero di raffinati strateghi del marketing turistico.

“Facciamo di tutto per trascinarti in città.

Non c’è mese, forse nemmeno settimana o giorno, in cui Piazza Duomo non sia un caleidoscopio di eventi.

È tutto un affannarsi di smonta e rimonta, installa e disinstalla.

L’eterno cantiere, pronti all’ennesimo evento – ‘venghino siori, venghino!’

E tu che fai, turista? Ci beffi in questo modo, eccelli in presenze nel mese più spento dell’anno, dove anche solo trovare un bar o un ristorante aperti diventa impresa epica, perché si sa, se la città non è gonfia fino a scoppiare, non ne vale la pena.”


Ed eccolo il turista: non il turista. Ma il viaggiatore, che cerca nelle viuzze vuote e assolate della Trento estiva quel ritmo calmo, lento, autentico, della piccola città.

Sì: autentico.


Che beffa!


Qualcuno diceva che i numeri, a forza di torturarli, ti danno ragione.

Vero. Ma certo, il dato di agosto è il dettaglio che fa il tutto, è quell’apostrofo rosa (o rosso infuocato come un acceso sole estivo) tra le parole “troppo” e “bellezza”.

O (se più prosaicamente vogliamo) tra la fin troppo sbandierata “sostenibilità” e la realtà.


E allora eccolo, il viaggiatore: agosto, la città vuota, autentica.

Numeri record sì, ma la bellezza vera resta nei dettagli.

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