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L’Europa valuta una tassa sulla CO₂ degli inceneritori. E adesso?

  • 16 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

Inceneritore: ci stanno raccontando tutta la storia?

Negli ultimi mesi ci è stato ripetuto che l’inceneritore rappresenta la soluzione per chiudere il ciclo dei rifiuti.

Ma è davvero così?

Un inceneritore non elimina i rifiuti. Dopo la combustione rimangono comunque migliaia di tonnellate di ceneri e residui che devono essere trattati o smaltiti in impianti dedicati.

E allora la domanda è semplice.

Questa è davvero la soluzione migliore, oppure è l’unica soluzione che ci viene proposta?

Noi crediamo che una scelta destinata a incidere sul Trentino per i prossimi decenni debba nascere dal confronto tra tutte le alternative disponibili, non dalla convinzione che una decisione sia già stata presa.

C’è poi un’altra questione che merita attenzione.

L’Unione Europea sta valutando di includere gli impianti di incenerimento nel sistema ETS, il mercato europeo delle quote di emissione della CO₂. Se questa misura entrerà in vigore, gli impianti potrebbero dover sostenere nuovi costi legati alle emissioni.

È uno scenario già considerato?

Quale impatto potrebbe avere sui costi di gestione e, di conseguenza, sulla tariffa rifiuti?

Sono domande legittime, che meritano risposte prima di impegnare centinaia di milioni di euro.

Per questo Generazione Trento non si limita a dire “no”.

Abbiamo organizzato una visita istituzionale del Consiglio comunale all’impianto TMB di SNUA ad Aviano, per conoscere direttamente una tecnologia diversa e capire, dati alla mano, quali possibilità esistano oltre all’incenerimento.

Noi continueremo a fare quello che riteniamo doveroso: porre domande, approfondire i dati e verificare se tutte le strade sono state realmente valutate.

Perché scegliere la soluzione migliore significa prima avere il coraggio di confrontarla con le altre.

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