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GENERAZIONE TRENTO
La forza di una Comunità
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- Claudio Geat presenta la Lista Civica Generazione Trento e il suo simbolo
Comunicato stampa. Trento, 19 novembre 2024 – Claudio Geat, fondatore della Lista Civica "Generazione Trento" e candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative del 4 maggio 2025, annuncia con entusiasmo la nascita di una nuova proposta per la città: una lista che sorge sul valore del legame tra le persone e nasce dal desiderio di dare voce a chi non si riconosce più in un’amministrazione che ha deluso le aspettative, non rispetta il territorio e agisce in spregio dei bisogni reali dei cittadini di Trento. Generazione Trento non ha colore politico, né affiliazioni con partiti nazionali. Non ha bisogno di etichette di destra, sinistra o centro. Questa lista civica, formata da cittadini di diverse estrazioni e ideologie, mette al centro le idee, il dialogo e il confronto costruttivo tra le persone, anteponendoli a qualsiasi ideologia precostituita. “Il nome Generazione Trento” – dichiara Geat – “racchiude il significato profondo di ciò che vogliamo rappresentare: le generazioni, vero cuore pulsante della nostra comunità e della nostra città. Generazione significa innovazione, creazione, continuità e radicamento nella tradizione. È un concetto che unisce e armonizza: le diverse età, le tappe della vita e le tematiche che animano la nostra quotidianità trovano coesione sotto un unico obiettivo comune. Crediamo che Trento debba tornare ad essere una comunità fatta di relazioni autentiche, dove i tasselli della società collaborano per costruire un futuro condiviso, perché il valore del legame tra le persone è il fondamento di ogni comunità. Generazione Trento vuole ricostruire questi legami, creando una città dove il dialogo e le relazioni umane siano il cuore pulsante del vivere insieme.” Il simbolo della nostra lista rappresenta visivamente questi valori: Il rosso, simbolo di passione e dedizione verso la nostra gente e il nostro territorio, includendo chiunque viva qui con rispetto delle nostre regole, della nostra città e del nostro ambiente. Il verde, a testimonianza del nostro impegno per l’equilibrio con la natura e per uno sviluppo sostenibile per tutti. Le montagne, emblema della solidità e del radicamento della nostra comunità al territorio trentino. L’aquila, simbolo di libertà e della nostra ambizione verso un futuro migliore per Trento. Inoltre, la parola GenerAzione contiene un gioco di significati tra "generazione" e "azione", sottolineando la nostra volontà di agire concretamente per rigenerare e innovare la città, senza dimenticare il rispetto per le nostre radici. Claudio Geat, in qualità di candidato sindaco, sottolinea: “La criticità principale di questa amministrazione è la disgregazione. Ci sono troppi comparti stagni nella nostra comunità. Noi vogliamo cambiare paradigma e creare coesione, perché Trento non è solo una città: è una comunità di persone che vivono, condividono e costruiscono insieme. Il nostro obiettivo è ricostruire questo legame fondamentale. E a chi ha voluto creare i presupposti per dividere la nostra comunità va tutto il nostro disprezzo e contro di loro tutte le nostre energie positive”. Ufficio comunicazione Generazione Trento
- Discorso di Claudio Geat di denuncia contro l'operato dell'Amministrazione Ianeselli e annuncio della propria candidatura a sindaco. Conferenza stampa 26 Ottobre 2024.
DISCORSO INTEGRALE di Claudio Geat Conferenza Stampa pubblica | Trento 26 Ottobre 2024 Dovete sapere che sono un discreto camminatore, per via delle mie escursioni in montagna qui intorno Trento e, anche, un appassionato di storia, cioè mi interessano le azioni, che persone nate e vissute prima di me, sono riuscite a mettere in pratica, o non riuscendoci affatto, seguendo …una idea. Questa premessa è fondamentale da condividere con voi, perché negli ultimi dieci anni, come sapete, mi sono occupato di politica, cioè di amministrazione, di gestione degli interessi della comunità, con l’incarico di presidente della Circoscrizione Centro Storico Piedicastello - quartiere dove vivo -, operando all’interno del Partito Democratico. Le mie caratteristiche personali, appunto di camminatore e di osservatore degli eventi, hanno, come dire, favorito la mia… ‘consapevolezza’ di quello che mi stesse accadendo intorno. Quindi, il tran-tran della quotidianità, degli impegni, dei ritmi di vita all’interno dell’amministrazione di questa città a livello di quartiere, fatta anche di burocrazia, di discussioni, di confronti con i vari livelli delle istituzioni, e di delibere, non mi hanno tolto la lucidità di capire cosa stesse avvenendo intorno a me. E quello che vi propongo questa mattina è, come dire, una “passeggiata di consapevolezza” su quanto è avvenuto e sta avvenendo qui a Trento. Prima di tutto, vi dico che qualche settimana fa pensando al futuro elettorale, avevo un sentimento che maturava: mi stava passando la voglia di andare a votare. È un sentimento che riguarda molti miei concittadini di Trento. E quando succede, perché avviene questa sorta di disaffezione, malessere, disgusto? Avviene quando sappiamo che qualsiasi nostro sforzo, nostra idea, nostra azione concreta per migliorare una situazione, viene sistematicamente ostacolata, inascoltata, disattesa. E io non sono un cittadino fuori dalle istituzioni. Io sono un cittadino dentro le istituzioni, dentro un partito. E tuttavia ho provato lo stesso disgusto che molti trentini conoscono da tempo. Oh, se li capisco! Ho visto… Ho visto l’attuale sindaco Ianeselli agire come se fosse un promotore di affari qualsiasi, inebriato dai promessi fondi europei del PNRR. E visto che i soldi sul tavolo erano tanti da far gola ai soliti grandi nomi delle costruzioni e delle infrastrutture, legati alla realizzazione del bypass ferroviario, ho visto come è facile per lui passare sopra la testa degli interessi della gente che vive e lavora a Trento, di coloro a cui hanno abbattuto la casa o il vigneto perché sul tracciato dell’opera, di coloro che si troveranno per anni e anni a vivere vicino ai cantieri respirando aria malsana, subendo la tortura dei rumori e delle vibrazioni quotidiane, di coloro che saranno esposti a sostanze nocive, perché, purtroppo, laddove si vogliono realizzare questi lavori, le terre sono altamente inquinate e smuoverle, spostarle e manipolarle crea un rischio per la salute di chi ci abita. E i fondi europei del PNRR, forse grazie anche all’intervento dei comitati cittadini spontanei presso l’Unione Europea, non ci sono più, sono stati ritirati. Ma gli interessi legati semplicemente ai soldi e agli affari non hanno indietreggiato. Possono pagare semmai direttamente i cittadini questo grande affare con l’introduzione di nuove tasse. · Ho visto la nomina dell’assessore alla mobilità Facchin, - guarda caso ex collaboratore di RFI, che già si occupava del coordinamento in qualità di commissario governativo per le opere legate al tunnel del Brennero e del coordinamento del gruppo di studio della fattibilità del progetto della circonvallazione ferroviaria di Trento -, diventare controllore per il comune di un progetto già da lui stesso proposto. · Ho visto come si può approvare un progetto senza chiedersi prima se i terreni reggeranno all’impatto, se le acque sottostanti non subiranno infiltrazioni, se le sostanze contenute nei terreni inquinati dalle vecchie industrie chimiche, che si trovavano lì decenni prima, non avessero conseguenze sulla salute delle persone, se non fosse necessaria una bonifica preventiva delle aree interessante. Ho visto come tutti questi rischi rappresentassero solo un ostacolo all’obiettivo di portare soldi, perché ogni rischio e ogni soluzione per risolvere questi punti, avrebbe rappresentato soltanto un ostacolo per queste persone. Per forza, già solo la bonifica delle aree, richiederebbe anni e questo comporterebbe troppi ritardi per gli affari in essere. · Ho visto che, quando si hanno le idee chiare sui soldi, non è interessante valutare se un’opera è realmente utile, se davvero porta un vantaggio alla città, se ci siano alternative più intelligenti e meno disastrose, se si va a favorire una parte dei cittadini e a sfavorirne un’altra creando persone di seria A e persone di serie B. · Ho visto come il giardino di un asilo si è rivelato inquinato e che invece di preoccuparsi della salute di quei bambini che negli anni passati avevano lì giocato - magari sviluppando oggi malattie anche mortali -, non ha interessato né Ianeselli, né questa amministrazione. Perché semmai si facesse una verifica sulla salute di quelli che oggi sono adulti, ma che lì da bambini vivevano la loro infanzia, potrebbero emergere importanti responsabilità. Meglio parlare soltanto dei bambini che attualmente si sono trovati esposti, perché, tanto, le malattie dovute all’inquinamento, non compaiono il giorno dopo l’esposizione, ma richiedono anni ed è più facile così far dimenticare il problema e i suoi responsabili. · Ho visto come si possono ignorare gli interessi delle persone che vivono a Villazzano, sulla Marzola. Lì, sappiamo che c’è una paleofrana, una antica frana, ora apparentemente stabile, che rappresenta però un potenziale rischio per i centri abitati che si trovano sopra. Sappiamo che, soprattutto a seguito delle piogge intense e del cambiamento climatico in atto e degli eventi meteorologici estremi, quella massa potrebbe venire giù. Sappiamo che occorrono fondi importanti per il monitoraggio di quelle aree e di interventi di manutenzione continui e di costanti investimenti che in questo caso sarebbero sì utili e necessari. Ma questa amministrazione ha preferito dirottarsi su altre opere “magnifiche”, dalla dubbia utilità, e magari provvedendo soltanto a redigere “programmi di sensibilizzazione” per informare i residenti delle zone a rischio sui comportamenti da adottare in caso di emergenza e sull’importanza di segnalare eventuali anomalie , nonché i consueti “piani di emergenza”, ovvero: carta, carta e carta senza la concretezza delle soluzioni reali. · Ho visto votare a favore della realizzazione della funivia del Bondone, totalmente a carico pubblico, senza alcun programma di revisione dell’assetto della montagna storica di Trento, ormai sede di impianti sciistici superati e spesso privi di neve. Quando chiesi spiegazioni, mi risposero che non si poteva votare contro, perché era un’iniziativa che Ianeselli voleva, confermando questa sudditanza incondizionata che toglie lucidità e dialogo, e che favorisce quelle opere che favoriscono soltanto il marketing di Ianeselli. Opere senza utilità, …senza neve! Ma che sono facili da far memorizzare al grande pubblico. · Ho visto come - nonostante la mia formazione di ingegnere, sulla quale ho spesso basato le mie interrogazioni, le mie valutazioni dei rischi, le mie richieste di tutele e garanzie nella realizzazione dei lavori -, siano state sistematicamente edulcorate grazie all’opera di alcuni diligenti consiglieri del Partito Democratico, che si sono adoperati per correggere, modificare, adattare i miei documenti al fine di renderli quasi innocui. La motivazione era che non era “opportuno” sollevare problemi “delicati” con l’avvicinamento delle elezioni comunali. · Ho visto come il Partito Democratico si è appiattito sulle posizioni dell’attuale sindaco Ianeselli. Che, ricordo a tutti noi, egli non è un membro del PD. Ma quando un partito non è in grado di produrre un proprio esponente di qualità al proprio interno, ovvio che si siano inginocchiati a un nome che gli permettesse in qualche modo di esistere all’interno dell’amministrazione. Quindi, un uomo apparentemente più forte perché non ha legami con il PD, ma di cui il PD ha bisogno altrimenti non avrebbe nulla da proporre. E questo probabilmente va a giustificare perché non ci sia contraddittorio, non ci sia discussione democratica, non ci sia confronto sulle idee e le proposte. Ma soltanto sostegno incondizionato a qualsiasi interesse quest’uomo abbia in testa. E io che immagino un sindaco al servizio della città, vedo una città che rischia di essere al servizio del sindaco. · Ho visto come questa amministrazione vuole, si dice, “valorizzare il territorio” e le sue anime circoscrizionali, con i suoi quartieri specifici. Sulla carta si parlava di grande presenza e coinvolgimento, salvo invece andare a chiudere la maggior parte degli sportelli delle circoscrizioni ed eliminando, quindi, la possibilità di avere un contatto diretto con le necessità e i bisogni dei singoli quartieri. · Ho visto come un partito va in putrefazione quando le cellule e gli organi al suo interno non dialogano più tra loro, non stimolano più la linfa vitale delle idee. Il corpo si ammala, si rischia di essere contagiosi anche per chi fa di tutto per rimanere sano. Quando soltanto un uomo, addirittura esterno al partito, decide tutto da solo e per chissà quali interessi di parte, qualcosa di tragico è già avvenuto. E su questi punti, dove ho sperimentato disaffezione, malessere, disgusto, a gennaio di quest’anno io non ho rinnovato la tessera del PD. Non ho più fiducia in Ianeselli. Non ho fiducia nelle persone del PD che fanno da cortigiani accondiscendenti a favore dello spegnimento del proprio cervello. E a questo punto, ho valutato dentro di me, durante quelle passeggiate di riflessione con la mia nipotina di due anni in montagna, osservando quello che mi avveniva intorno, e poi tirando le somme, che forse non avevo più voglia di andare a votare neanche io?! Che non avevo più desiderio di essere in quell’ambiente menefreghista dei bisogni delle persone che vivono nella nostra città?! Che non avevo più lo stimolo a stringere la mano a chi è diventato come un promotore di affari e non un tutore attento delle esigenze degli studenti e dei giovani, che una casa la vedono come una chimera. Non un tutore attento per quelli che a fine mese non ci arrivano più, per quelli convolti dalla povertà che cresce anche a Trento, non un tutore attento della sicurezza che i nostri negozianti di vicinato e le famiglie sentono sempre più fortemente in pericolo… Se non cambia nulla, se nonostante gli sforzi e la buona volontà non si ha la possibilità di cambiare niente, che importanza ha andare a votare?! ___ Non andare a votare è riconoscere la propria solitudine e la propria incapacità di poter fare qualcosa. Ebbene, anche in questo caso la consapevolezza aiuta: io non sono solo . E sono anche circondato da molte persone che hanno una diversa idea della gestione della cosa pubblica, una diversa idea degli interessi da portare avanti, una diversa idea di Trento come città che cresce economicamente, e socialmente. Fin qui, vi ho parlato dei miei sentimenti e delle mie valutazioni in qualità di Presidente della Circoscrizione Centro Storico Piedicastello. Ma da questo momento, per le ragioni che vi ho appena condiviso, tirate le somme, valutata la forza dei sentimenti e del potenziale delle idee che siamo in grado di esprimere, oggi annuncio pubblicamente: · le mie dimissioni da Presidente della circoscrizione · la costituzione di un nuovo soggetto politico · e la mia candidatura a sindaco, partecipando alle prossime amministrative del 4 maggio 2025. Si tratta di una lista civica che non ha colore politico, non è legata ai partiti nazionali e che vuole dare voce a chi oggi non si rappresenta in questa amministrazione che ha fortemente deluso le aspettative. Non abbiamo bisogno di colori, né di destra, né di sinistra, né di centro. Abbiamo le idee e l’esperienza e con queste ci batteremo per difendere le aspettative delle persone ancora “spiritualmente sane”. Perché chi non vota è una persona spiritualmente sana a cui è stato fatto un grave torto: quello di togliergli la voglia e il desiderio di credere in una vita concretamente migliore, ora. Nel nostro gruppo vi sono persone di tutte le estrazioni politiche. E questo è un arricchimento, perché non ci scontriamo sulle posizioni ideologiche ma ci confrontiamo sul buon senso delle cose da fare. Abbiamo degli obiettivi che si basano su valori molto semplici: 1) Le grandi opere non devono togliere risorse alle piccole opere: perché è inutile costruire una funivia che porta a una montagna senza neanche un impianto sciistico decente su una montagna dove chissà se ci sarà ancora neve, e magari trascurare il rifacimento di strade, di marciapiedi, di parchi e di vie pedonali dei nostri quartieri, spesso nei più periferici. Vedete, pensare alla città come a un insieme di circoscrizioni è una buona cosa e qui porto la mia esperienza nella Circoscrizione centro storico Piedicastello, dove per esempio abbiamo realizzato la pedonalizzazione di via San Martino che ha portato benessere da un punto di vista ambientale e sociale, perché la gente apprezza poter fare una passeggiata in sicurezza e senza gli scarichi delle automobili. Ma molto c’è da fare anche dal punto di vista economico, perché alla gente piace poter passeggiare, andare in bici e magari fermarsi nei negozi e nei locali, se ne ha la possibilità. E noi dobbiamo fare di più per far vivere i centri storici che rischiano l’abbandono dalla vitalità. Ogni quartiere dovrebbe avere un’oasi in cui vivere e stare bene a Trento. Siamo favorevoli alle grandi opere; senza trascurare le piccole. E per qualsiasi opera vogliamo che sia stabilito, nero su bianco, che queste devono essere sostenibili, utili, con un vantaggio per tutta la collettività, garantendo sicurezza ambientale e sociale. Se così non fosse, quell’opera non va fatta. Quindi, sì, anche noi siamo a favore degli affari e della crescita economica e ci faremo promotori del progresso in questo senso. Ma siamo a favore solo degli affari realizzati nel rispetto delle persone e dell’ambiente. 2) Ma è inutile pensare alla sola bellezza dell’ambiente e alla cura dell’urbanistica se poi le famiglie e gli studenti hanno problemi a trovare una casa. E non possiamo pensare di cementificare qualsiasi cosa perché è facile, su questa necessità delle persone, favorire i grandi gruppi e potentati economici e finanziari. Abbiamo tantissimo da recuperare in termini di immobili abbandonati o in degrado. Il settore edilizio non perderebbe nulla. Ma recuperare ciò che c’è ha più senso, in termini prioritari, che costruire su nuove aree, impattando sui servizi e sull’ambiente. Tante volte abbiamo sentito proclamare tale principio, per noi è una priorità. 3) Abbiamo il problema del traffico sempre più congestionato, ma la mobilità sostenibile o la mobilità dolce sono ancora troppo poco sviluppate. E possiamo dire che mancano i fondi? No, visto che vediamo milioni sperperati in opere non così utili per la collettività. Abbiamo innumerevoli esempi di città piccole o grandi e con centri storici importanti dove, tuttavia, si è riusciti a combinare bene i bisogni di chi vuole passeggiare, di chi vuole andare in bici o in monopattino, e anche di chi vuole prendere l’auto, soprattutto nelle periferie dove i servizi sono meno efficienti e frequenti. 4) Abbiamo il problema di una parte dei nostri giovani che sono malati e hanno scelto la droga come appiglio. Sono ragazzi e ragazze con dietro famiglie che stanno soffrendo. Qui vogliamo che i servizi comunali e della sanità pubblica collaborino per intraprendere percorsi di recupero. Non possiamo occuparci solo della parte repressiva, assolutamente carente, ma che, in genere, vuol dire solo spostare lo spaccio da una zona ormai troppo visibile a un’altra zona più nascosta e che disturbi meno la collettività. Dobbiamo occuparci del problema con gli educatori e i medici e anche con le attività produttive, con le quali possiamo creare progetti e laboratori per rianimare questa crisi di valori, di disillusione e di autolesionismo giovanile. Mentre con la polizia locale una presenza più diffusa ci permetterebbe, finalmente, la prevenzione, il controllo e la sicurezza. 5) Desideriamo che sulla sicurezza vi sia un rapporto più stabile anche con la Questura, che al momento non vede una proiezione di continuità, visto che la posizione di questore nella nostra città, storicamente, non arriva a cinque anni. Come possiamo intavolare un progetto che abbia senso? Il Comune deve far valere maggiormente i propri interessi nella relazione con le istituzioni nazionali e governative. Questa lista civica si occuperà in questi giorni di redigere un programma insieme alle persone che vivono in questa città. Parleremo con ciascuno dei cittadini che vorranno dirci come vorrebbero vivere in questa città. ____ Prima di ogni altra cosa, parleremo con le bambine e i bambini, che ci vivranno in questa città negli anni a venire. Parleremo con gli anziani, che qui vogliono passare un tempo sereno e senza ostacoli e vogliono vedere risultati a breve scadenza. Parleremo alle famiglie con figli, alle single e ai single sempre più in gran numero. Parleremo a chi un lavoro ce l’ha e a chi lo sta cercando. Parleremo alle imprenditrici e agli imprenditori e ai capi di industria, perché sono i soggetti strategici che hanno sempre avuto uno sguardo sul futuro e un’attenzione speciale al progresso di questa città. Parleremo alle persone, donne e uomini che, come me, stavano per perdere la voglia di fare ancora qualcosa. E, invece, con spirito sano, hanno ancora voglia di immaginare, di progettare, di realizzare… e di fare. Per questa città dove magari ci siamo solo nati, ma dove, poi, abbiamo scelto di vivere. Trento, 26 Ottobre 2024 Claudio Geat
- Antenna 4G Vodafone a Montevaccino
Antenna Vodafone a Montevaccino L'installazione di una antenna 4G da parte di Vodafone a Montevaccino con le autorizzazioni già approvate e senza sentire i cittadini che lì vi abitano. Un danno immediato al valore degli immobili della zona e al panorama. Il 9 gennaio 2025 è stata indetta una assemblea pubblica tra l'amministrazione Ianeselli e altre autorità insieme ai cittadini del sobborgo di Montevaccino. Si discute a giochi fatti, purtroppo, dopo l'installazione dell'antenna Vodafone per il segnale 4G. Infatti, nessuno degli abitanti è stato sentito prima. Gli abitanti si sono svegliati con una installazione di 20 metri vicino casa. Gli immobili deprezzati da un momento all'altro. Di nuovo, uno stile procedurale in dispregio della trasparenza e del dialogo con i cittadini. A che serve ora una assemblea informativa, dopo i lavori?
- Le nostre politiche sociali: un'anteprima
Sul nostro sito troverai un approfondimento per ciascun punto. Qui trovi un riepilogo: Case per tutti. Affrontare la crisi abitativa attraverso politiche che garantiscano alloggi accessibili e dignitosi per ogni cittadino. Una città solidale. Sostenere chi vive situazioni di vulnerabilità, dai senzatetto ai migranti, con servizi e strutture adeguate. Accesso alla cultura e allo sport. Ampliare l’offerta di spazi culturali e sportivi in tutti i quartieri, per promuovere inclusione e crescita personale. Parità di genere. Promuovere l’uguaglianza in ogni ambito, dalla politica al lavoro, per garantire le stesse opportunità a uomini e donne. Sostenibilità e vivibilità. Salvaguardare l’ambiente e valorizzare le risorse locali per creare una città più verde e accogliente. Coinvolgimento attivo dei cittadini. Favorire la partecipazione diretta della comunità nelle decisioni, attraverso concorsi di idee e bilanci partecipativi. Inclusione digitale. Combattere le dipendenze tecnologiche e promuovere un uso consapevole delle nuove tecnologie. Turismo sostenibile. Bilanciare il flusso turistico con le esigenze dei residenti, valorizzando le periferie e il patrimonio naturale. Un impegno per il cambiamento Queste politiche non sono solo un insieme di progetti, ma un percorso collettivo per costruire una Trento in cui ogni persona si senta rappresentata, valorizzata e parte di una comunità coesa. Il nostro impegno è trasformare le idee in realtà, lavorando fianco a fianco con cittadini, associazioni e istituzioni. Unisciti a noi! Credi in una Trento giusta e inclusiva? Partecipa alle nostre iniziative e contribuisci con le tue idee. Insieme possiamo costruire il futuro che desideriamo per la nostra città. Qualche dato statistico A Trento, il 40% dei cittadini ritiene che le periferie abbiano bisogno di maggiori investimenti in infrastrutture e servizi ( Fonte: dati comunali Trento 2022 ). Il 65% delle donne intervistate ha segnalato la necessità di politiche più incisive per la parità di genere ( Fonte: ISTAT 2021 ). Solo il 30% delle famiglie residenti nelle periferie ha accesso regolare a spazi culturali di qualità ( Fonte: Legambiente Cultura 2020 ). Le città che hanno adottato politiche di inclusione partecipativa hanno visto un aumento del 25% nella soddisfazione dei residenti ( Fonte: Università di Torino 2021 ).
- Collaborazione istituzionale per la sicurezza
La sicurezza pubblica non è solo una questione di leggi e controlli, ma un impegno condiviso tra amministrazione, forze dell’ordine e cittadini. Una comunità che lavora insieme può prevenire situazioni di devianza e criminalità, creando un ambiente più sicuro per tutti. A Trento, rafforzare questo legame significa non solo coordinare risorse, ma anche coinvolgere attivamente la cittadinanza nel monitoraggio e nella cura del territorio. L'importanza di una rete collaborativa Quando amministrazioni locali, forze dell’ordine e cittadini operano in sinergia, il risultato è una città più sicura e vivibile. Le forze dell’ordine beneficiano del supporto informativo dei residenti, che a loro volta si sentono più protetti e inclusi. Inoltre, una gestione coordinata permette di ottimizzare le risorse, concentrandole nelle aree più critiche e prevenendo fenomeni di degrado e insicurezza. Le nostre proposte per rafforzare la collaborazione istituzionale Per migliorare la sicurezza a Trento attraverso una collaborazione più forte, proponiamo: Piattaforme digitali per le segnalazioni : creare un’app o un portale che permetta ai cittadini di segnalare problemi in tempo reale alle autorità competenti. Incontri regolari tra cittadini e istituzioni : organizzare assemblee pubbliche per discutere i problemi del quartiere e pianificare interventi congiunti. Patto per la sicurezza locale : formalizzare un accordo tra amministrazione, forze dell’ordine e associazioni locali per definire obiettivi comuni e strategie condivise. Progetti di educazione civica : sensibilizzare i cittadini sull’importanza della partecipazione attiva per prevenire il crimine e il degrado urbano. Monitoraggio continuo del territorio : aumentare la presenza di pattuglie nei quartieri più a rischio e promuovere gruppi di vicinato organizzati. Partecipa alla costruzione di una Trento più sicura La sicurezza è una responsabilità condivisa. Partecipa agli incontri pubblici, proponi soluzioni per il tuo quartiere e utilizza gli strumenti a disposizione per collaborare con le istituzioni. Ogni gesto conta per costruire una città più sicura e unita. Qualche dato statistico Secondo l’ISTAT, il 65% degli italiani ritiene che una maggiore collaborazione tra cittadini e istituzioni migliorerebbe significativamente la sicurezza urbana (Fonte: ISTAT, 2023). Uno studio del Ministero dell’Interno indica che nei comuni con programmi attivi di coinvolgimento civico, i reati minori sono diminuiti del 18% negli ultimi tre anni (Fonte: Ministero dell’Interno, Rapporto Sicurezza Urbana 2022). A Trento, il 40% delle segnalazioni di problemi di sicurezza viene effettuato direttamente dai cittadini, dimostrando un forte potenziale di partecipazione attiva (Fonte: Provincia Autonoma di Trento, 2023). Nei quartieri italiani con gruppi di vicinato attivi, si registra una riduzione del 22% dei fenomeni di degrado urbano (Fonte: European Urban Safety Report, 2023).
- Bypass ferroviario: garantire sicurezza e sostenibilità per Trento
Il progetto del bypass ferroviario di Trento rappresenta una delle opere infrastrutturali più discusse degli ultimi anni. Sebbene lo sviluppo sostenibile sia un obiettivo condiviso, il progetto attuale solleva serie preoccupazioni legate alla sicurezza del territorio e alla salute dei cittadini. Senza le necessarie bonifiche ambientali e analisi approfondite dei terreni, procedere con l’opera potrebbe comportare rischi significativi per la comunità. I problemi delle aree coinvolte Il progetto del bypass ferroviario di Trento, concepito per deviare il traffico merci dal centro urbano, solleva preoccupazioni significative riguardo ai potenziali impatti ambientali, sanitari e sociali. 1. Rischi idrogeologici e ambientali I lavori interesseranno aree industriali dismesse con elevati livelli di contaminazione. Gli scavi potrebbero liberare sostanze nocive, come idrocarburi e metalli pesanti presenti nel suolo. Inoltre, la movimentazione dei terreni potrebbe compromettere la stabilità geologica, aumentando il rischio di frane e smottamenti, con potenziali conseguenze disastrose per l'ambiente e la popolazione. 2. Un'infrastruttura dedicata esclusivamente al trasporto merci È fondamentale sottolineare che il bypass ferroviario è destinato unicamente al traffico merci, senza prevedere alcun beneficio diretto per il trasporto passeggeri. Ciò solleva interrogativi sull'effettiva utilità dell'opera per la comunità locale, considerando i numerosi rischi e disagi associati alla sua realizzazione. 3. Vibrazioni, rumore e qualità della vita Durante i lavori, le vibrazioni potrebbero causare danni agli edifici e disagi per i residenti. Una volta completata, l'infrastruttura aumenterà il transito dei treni merci, aggravando il problema del rumore, soprattutto nelle zone già penalizzate come Trento Nord. 4. Conseguenze economiche e sociali Il valore degli immobili situati vicino ai cantieri rischia di diminuire sensibilmente. Le servitù ferroviarie, inoltre, limiteranno l'utilizzo del suolo, penalizzando i privati e accentuando le disuguaglianze sociali. Anche il rischio di infiltrazioni malavitose negli appalti rappresenta un serio motivo di preoccupazione. 5. Speculazioni e disagi urbanistici I cantieri provocheranno importanti disagi alla mobilità urbana, con la soppressione temporanea del capolinea della ferrovia Trento-Malè. Zone come l'“Area Sequenza”, a sud della SLOI, potrebbero diventare terreno fertile per speculazioni edilizie, compromettendo ulteriormente il tessuto urbanistico. 6. Impatto sulle attività agricole I cantieri hanno comportato l'esproprio e la trasformazione di diversi ettari di terreni agricoli, incidendo negativamente sulle attività degli agricoltori locali. La costruzione delle infrastrutture necessarie, come i grandi silos per il cemento, ha modificato il paesaggio rurale, suscitando preoccupazioni tra i residenti. 7. Disagi e preoccupazioni della comunità locale I residenti delle aree coinvolte esprimono timori riguardo alla durata e all'impatto dei cantieri. Il presidente della circoscrizione ha manifestato l'apprensione che i lavori possano protrarsi indefinitamente, creando disagi prolungati per i residenti. 8. Il rischio di eventi climatici estremi Con l'intensificarsi degli eventi meteorologici estremi, il rischio di alluvioni diventa una minaccia reale. Un'eventuale sommersione della stazione interrata o del tracciato merci potrebbe avere conseguenze drammatiche, come già avvenuto nel 1966 con l'Adige. Il ruolo delle Associazioni e dei Comitati Numerose associazioni e comitati cittadini hanno espresso preoccupazioni riguardo al progetto, evidenziando le possibili implicazioni negative per la salute pubblica e l'ambiente. Questi gruppi hanno organizzato mobilitazioni, assemblee informative e proposto alternative al tracciato previsto, dimostrando un forte impegno nella tutela del territorio e nella ricerca di soluzioni più sostenibili. Perché il progetto attuale non è sufficiente L’attuale piano del bypass ferroviario non prevede adeguate garanzie di sicurezza per il territorio. Senza una bonifica preventiva, il rischio di dispersione di sostanze tossiche durante i lavori è elevato, con potenziali ripercussioni su ambiente, falde acquifere e salute dei residenti. L’assenza di una strategia chiara per affrontare queste problematiche mina la credibilità di un’opera che dovrebbe invece rappresentare un passo avanti verso la sostenibilità. Per noi è essenziale promuovere un dibattito pubblico trasparente e inclusivo, valutando attentamente i rischi associati al bypass ferroviario di Trento. La partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni locali rappresenta una risorsa preziosa per individuare soluzioni che concilino le esigenze di sviluppo infrastrutturale con la salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica. Generazione Trento ribadisce il proprio impegno per una città che progredisca nel rispetto del benessere dei suoi abitanti e della sostenibilità ambientale ma, soprattutto, della trasparenza e della corretta informazione che, se per l'amministrazione Ianeselli sono stati evidentemente elementi secondari, per l'amministrazione Geat rappresenteranno un punto di distinzione imprescindibile. Le nostre proposte per un bypass sicuro e sostenibile Per garantire che il bypass ferroviario risponda alle esigenze della comunità, proponiamo: Bonifica preventiva delle aree contaminate : avviare immediatamente interventi sulle zone ex Sloi e Carbochimica per eliminare i rischi ambientali. Analisi approfondite dei terreni : effettuare studi dettagliati sull’intera area nord di Trento per identificare ulteriori contaminazioni. Coinvolgimento della comunità : organizzare incontri pubblici per informare i cittadini sui progressi del progetto e raccogliere proposte. Sospensione del progetto attuale : fermare temporaneamente i lavori fino a quando non saranno garantite le condizioni di sicurezza necessarie. Pianificazione alternativa : esplorare soluzioni che riducano l’impatto ambientale e assicurino un equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio. Partecipa alla difesa del nostro territorio La sicurezza del territorio di Trento e la salute dei suoi cittadini sono priorità fondamentali. Partecipa al dialogo, informati sui rischi e promuovi soluzioni che mettano al primo posto la sostenibilità e la protezione ambientale. Solo insieme possiamo garantire un futuro sicuro e sostenibile per la nostra comunità. Qualche dato statistico Le aree dell’ex Sloi e della Carbochimica sono classificate come siti altamente contaminati, con rischi elevati per la salute umana e l’ambiente (Fonte: ARPA Trentino, 2023). Le bonifiche di siti contaminati in Italia richiedono in media 10-15 anni, con costi che variano tra 3 e 10 milioni di euro per ettaro (Fonte: ISPRA, Rapporto Contaminazione 2022). Secondo un’indagine locale, il 70% dei cittadini di Trento ritiene prioritario risanare le aree contaminate prima di avviare nuovi progetti infrastrutturali (Fonte: Trentino Research, 2024). Nei territori dove sono stati effettuati interventi di bonifica preventiva, si è registrato un miglioramento del 40% nella qualità dell’aria e una riduzione del 25% dei rischi per la salute (Fonte: European Environmental Report, 2023).
- Prevenzione delle dipendenze: la sfida della comunità
La diffusione delle sostanze stupefacenti, soprattutto tra i giovani, rappresenta una delle principali minacce alla sicurezza pubblica e alla coesione sociale. Oltre a compromettere la salute e il futuro di chi ne fa uso, il consumo di sostanze stupefacenti alimenta fenomeni di devianza, criminalità e degrado urbano. A Trento, affrontare questa sfida richiede un impegno condiviso, che coinvolga famiglie, scuole, istituzioni e tutta la comunità. La prevenzione non è solo un dovere sociale, ma un investimento nel futuro dei nostri giovani. Il ruolo della prevenzione La prevenzione delle droghe non può limitarsi alla repressione: deve partire dall’educazione e dalla creazione di alternative sane e stimolanti. Offrire ai giovani luoghi sicuri dove socializzare, opportunità per sviluppare passioni e progetti concreti per il loro futuro sono strumenti fondamentali per contrastare l’attrattiva delle sostanze. Inoltre, il dialogo aperto e il coinvolgimento di famiglie e scuole possono fare la differenza, costruendo una rete di supporto solida e inclusiva. Vogliamo discutere sulle soluzioni per proteggere i giovani Per affrontare la sfida della prevenzione dalle dipendenze a Trento, vogliamo confrontarci con gli organi già competenti in materia per potenziare e rendere maggiormente efficaci questi punti: Educazione preventiva : potenziare i programmi scolastici che sensibilizzano i ragazzi sui rischi legati all’uso delle sostanze stupefacenti, con testimonianze di esperti e persone che hanno superato dipendenze. Centri giovanili attrezzati : creare spazi dedicati ai giovani, con attività sportive, artistiche e culturali, per offrire alternative sane al consumo di sostanze. Collaborazione tra istituzioni e famiglie : avviare progetti di supporto che coinvolgano genitori, scuole e associazioni, promuovendo una comunità coesa e vigile. Potenziamento delle attività di controllo : interloquire con le attività competenti per richiedere un rafforzamento più efficace per il monitoraggio delle aree urbane a rischio, prevenendo lo spaccio e creando un ambiente più sicuro. Supporto psicologico gratuito : interloquire con gli organi già preposti per individuare soluzioni di potenziamento degli sportelli di ascolto per giovani e famiglie, pensati per affrontare tempestivamente situazioni di disagio. Unisciti alla prevenzione per un futuro più sicuro La prevenzione delle sostanze stupefacenti è una sfida che richiede il contributo di tutti. Partecipa alle iniziative organizzate nella tua città, promuovi il dialogo con i giovani e sostieni le associazioni che lavorano sul territorio. Ogni piccolo passo verso la prevenzione può salvare vite e costruire una comunità più forte e sicura. Qualche dato statistico Secondo il Rapporto Europeo sulle Droghe 2023, il 27% dei giovani europei tra i 15 e i 24 anni ha provato droghe almeno una volta nella vita. In Italia, il 19% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver fatto uso di cannabis nel 2022, con un aumento rispetto al 16% del 2020 (Fonte: ESPAD 2022). A Trento, si stima che il consumo di droghe tra i giovani sia aumentato del 12% negli ultimi cinque anni, con un incremento delle segnalazioni legate al micro-spaccio (Fonte: Provincia Autonoma di Trento, 2023). Nei comuni che hanno investito in progetti di prevenzione e supporto, si è registrato un calo del 18% nel consumo di sostanze tra i giovani in tre anni (Fonte: European Drug Prevention Network, 2023).
- Spazi culturali: valorizziamo il patrimonio storico
Trento è una città ricca di storia, arte e cultura, ma il patrimonio culturale non deve rimanere confinato solo al centro storico. Per una città più inclusiva, è fondamentale ampliare l’accesso alla cultura nei diversi quartieri, creando spazi che possano valorizzare il passato e ispirare il futuro. Generazione Trento propone una serie di progetti per rendere la cultura accessibile a tutti, trasformando ogni quartiere in un luogo dove arte, storia e tradizioni possano essere vissute quotidianamente. Perché valorizzare gli spazi culturali nei quartieri? Inclusione sociale: Portare la cultura nei quartieri periferici significa abbattere le barriere geografiche e sociali. Educazione e crescita: Gli spazi culturali diventano luoghi di apprendimento per giovani e adulti. Rinascita urbana: La cultura può trasformare luoghi trascurati in punti di riferimento vivi e attrattivi. Vogliamo discutere di spazi culturali diffusi Creazione di centri culturali di quartiere. Riqualificare edifici inutilizzati per trasformarli in centri dedicati ad attività culturali, esposizioni e workshop. Valorizzazione di siti storici. Rendere accessibili siti storici nei quartieri meno centrali, con percorsi guidati e attività didattiche. Biblioteche e spazi multifunzionali. Ampliare le biblioteche esistenti e creare spazi che possano ospitare conferenze, letture e eventi artistici. Eventi itineranti. Organizzare mostre, spettacoli teatrali e concerti nei diversi quartieri, coinvolgendo artisti locali e nazionali. Collaborazione con scuole e associazioni. Promuovere progetti culturali che coinvolgano studenti e associazioni di quartiere, per creare un legame diretto con il territorio. Accessibilità e inclusività. Garantire che tutti gli spazi culturali siano privi di barriere architettoniche e utilizzabili da persone con disabilità. Informazione di valore. Potenziare i pannelli informativi sugli edifici storici che oggi sono insufficienti e stringati, senza offrire una adeguata comprensione della loro rilevanza storica, artistica e culturale. Potenziare significa rendere tali pannelli più completi e interattivi, nelle lingue rilevanti per i turisti, accompagnate da elementi visivi, come immagini d'epoca e QR code per l'accesso a contenuti multimediali quali video, audio-guide, ricostruzioni 3D, fornendo informazioni legate ai contesti storici e sociali degli edifici, fornendo una narrazione avvincente e educativa. Visite guidate e percorsi tematici. Rendere la cultura locale più viva e coinvolgente, con l'organizzazione di visite guidate tematiche dedicate alla riscoperta di Trento. In collaborazione con l’Università degli Studi di Trento, il Museo Storico e altre realtà culturali locali, queste iniziative includeranno: Percorsi tematici legati a periodi storici (es. Trento medievale, la città durante il Concilio) o a tematiche specifiche (arte sacra, architettura razionalista, ecc.). Coinvolgimento di esperti, studenti universitari e guide locali per garantire un’esperienza informativa e arricchente. Eventi speciali come passeggiate culturali serali, percorsi con attori in costume o visite legate a celebrazioni storiche. Questi progetti non solo promuoveranno la conoscenza del patrimonio locale, ma creeranno opportunità per stimolare il turismo culturale e l’inclusione delle comunità locali nella vita culturale cittadina. Un futuro ricco di cultura per tutti Investire in spazi culturali significa dare nuova vita ai quartieri, rendendoli luoghi di incontro, apprendimento e ispirazione. Generazione Trento immagina una città dove la cultura sia davvero a portata di tutti, unendo passato e futuro in ogni angolo della città. Partecipa alla cultura! Vuoi proporre idee per nuovi spazi culturali o eventi nei quartieri? Unisciti a Generazione Trento e contribuisci a costruire una città dove la cultura sia davvero per tutti. Qualche dato statistico Solo il 20% delle attività culturali italiane si svolge al di fuori dei centri storici principali ( Fonte: MIBACT 2020 ). A Trento, il 45% dei residenti delle periferie ritiene di avere accesso limitato a eventi culturali rispetto a chi vive nel centro storico ( Fonte: dati comunali Trento 2022 ). Le città che hanno investito nella creazione di spazi culturali nei quartieri hanno registrato un aumento del 30% nella partecipazione a eventi locali ( Fonte: Legambiente Cultura 2021 ). Il 62% delle famiglie italiane considera fondamentale avere spazi culturali accessibili nel proprio quartiere ( Fonte: ISTAT 2021 ).
- Mezzi pubblici a Trento: soluzioni per una mobilità più efficiente
È importante potenziare e ottimizzare il sistema di trasporto pubblico a Trento per renderlo una valida alternativa all'uso dell'auto privata. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale analizzare i fabbisogni di percorrenza, incentivare l'uso dei mezzi pubblici e migliorare le infrastrutture esistenti. Un sistema di trasporto integrato L’offerta di mezzi pubblici a Trento comprende autobus, taxi e la funivia Trento-Sardagna. Tuttavia, per soddisfare al meglio le esigenze dei cittadini, il sistema necessita di interventi mirati e della creazione di una metropolitana leggera o di superficie: Autobus : Creazione di corsie preferenziali per migliorare la velocità e la puntualità, soprattutto lungo i percorsi dai parcheggi di attestamento verso il centro città. Introduzione di mezzi dedicati che non effettuino fermate intermedie per velocizzare i collegamenti principali. Integrazione con sistemi semaforici intelligenti che diano priorità ai mezzi pubblici. Ottimizzazione dei percorsi per adeguarsi ai bisogni effettivi dei cittadini, rilevati tramite censimenti di quartiere. Metropolitana di superficie : Creazione di una metropolitana leggera per collegamenti più rapidi Riattivazione di piccole stazioni lungo l’asse dell’Adige (Calliano, Mattarello, Lavis). Vagoni predisposti per il trasporto rapido di biciclette, per incentivare la mobilità combinata. Studio delle fermate e degli orari per garantire un servizio funzionale anche verso Mattarello. Vogliamo discutere con i nostri concittadini su questi punti Analisi dei fabbisogni : condurre sondaggi e censimenti di quartiere per comprendere le esigenze di trasporto dei cittadini. Corsie preferenziali : realizzare corsie dedicate agli autobus lungo le direttrici principali per velocizzare i collegamenti. Integrazione semaforica : utilizzare tecnologia per dare priorità ai mezzi pubblici nei tratti più trafficati. Riattivazione delle stazioni minori : creare la metropolitana di superficie, facilitando la mobilità lungo l’asse dell’Adige. Funivia Trento-Bondone. Valutiamo quest'opera antieconomica con un numero stimato di viaggiatori insufficiente, costi e perdite esorbitanti e costanti verso una destinazione che dovrebbe essere per lo sport sciistico, in un momento storico in cui la neve non c'è più come un tempo. Gli interventi previsti per la creazione di neve artificiale, inoltre, avrebbero un impatto negativo e devastante per il biotipo dell'area. Infine, al di là del centro sciistico, non c'è una comunità. Il rischio è di creare una "cattedrale nel deserto". Una mobilità sostenibile per il futuro Investire nei mezzi pubblici non significa solo migliorare i servizi esistenti, ma anche promuovere una mobilità più sostenibile e accessibile. Garantire puntualità, efficienza e connessioni integrate tra diversi mezzi di trasporto è fondamentale per ridurre l’uso dell’auto privata e migliorare la qualità della vita a Trento. Partecipa al cambiamento per una mobilità più efficiente La mobilità pubblica è una risorsa collettiva. Partecipa ai dibattiti, utilizza i mezzi pubblici e proponi idee per migliorare i servizi. Insieme possiamo costruire una città più vivibile e sostenibile. Qualche dato statistico A Trento, solo il 15% dei cittadini utilizza i mezzi pubblici quotidianamente, evidenziando un margine di miglioramento significativo (Fonte: Trentino Mobilità Report, 2023). Le corsie preferenziali riducono del 25% i tempi di percorrenza degli autobus in ambito urbano (Fonte: Legambiente, 2022). Le città europee che hanno potenziato i treni locali hanno visto un aumento del 40% dell’utilizzo in cinque anni (Fonte: European Transport Report, 2022). L’introduzione di sistemi semaforici intelligenti ha migliorato l’efficienza dei mezzi pubblici del 15% nelle città italiane (Fonte: ISTAT, 2023).
- Turismo sostenibile: salvaguardiamo l’identità di Trento
Il turismo è una risorsa fondamentale per Trento, ma se non gestito in modo sostenibile, può mettere a rischio l’identità della città e la qualità della vita dei suoi abitanti. Preservare il patrimonio storico, naturale e culturale di Trento è essenziale per garantire che il turismo non diventi un fattore di stress per i cittadini e l’ambiente, ma un’opportunità di crescita condivisa. Generazione Trento propone politiche innovative per bilanciare il flusso turistico con le esigenze della comunità locale, creando un modello di turismo che sia sostenibile e rispettoso. Le sfide del turismo non sostenibile Affollamento del centro storico: L’eccesso di visitatori può rendere le strade impraticabili per i residenti, compromettendo la vivibilità della città. Impatto ambientale: Aumento dei rifiuti, consumo di risorse e pressione sui trasporti locali. Perdita di autenticità: La trasformazione degli spazi urbani in funzione del turismo rischia di snaturare l’identità culturale di Trento. Le nostre proposte per un turismo sostenibile Regolamentazione dei flussi turistici. Introdurre politiche per distribuire i visitatori in modo equilibrato su tutto il territorio cittadino, evitando il sovraffollamento del centro. Itinerari tematici periferici. Promuovere percorsi alternativi che valorizzino i quartieri meno frequentati e le aree naturali vicine alla città. Incentivi per il turismo slow. Sostenere attività come il cicloturismo, le passeggiate storiche e le esperienze culturali lente, che favoriscono un’interazione autentica con il territorio. Coinvolgimento delle comunità locali. Collaborare con i residenti e le associazioni per creare esperienze turistiche che rispettino la loro quotidianità e valorizzino le tradizioni locali. Gestione ambientale. Ridurre l’impatto ecologico del turismo, incentivando l’uso dei mezzi pubblici, promuovendo il riciclo e limitando l’uso di plastica monouso nei punti di interesse. Comunicazione trasparente. Educare i visitatori sui valori e le peculiarità della città, invitandoli a comportamenti rispettosi durante il soggiorno, tramite pannelli informativi e formativi. Un esempio è l'invasione delle aree ciclabili da parte dei pedoni e turisti, l'abbandono di rifiuti sulle panchine nei parchi. Un futuro turistico rispettoso Trento può diventare un modello di turismo sostenibile, dove visitatori e residenti convivono in armonia. Con un approccio attento e condiviso, il turismo può arricchire la città senza comprometterne la bellezza e l’autenticità. Contribuisci al cambiamento! Vuoi condividere idee per migliorare il turismo a Trento o partecipare alle iniziative per un turismo più sostenibile? Unisciti a Generazione Trento e aiuta a preservare l’identità della nostra città! Qualche dato statistico L’Italia è tra le prime destinazioni turistiche al mondo, ma solo il 10% delle città italiane ha adottato strategie di turismo sostenibile ( Fonte: ENIT 2021 ). A Trento, il 65% dei flussi turistici si concentra nel centro storico, lasciando altre aree poco valorizzate ( Fonte: Provincia di Trento 2022 ). Le città che hanno implementato politiche di turismo sostenibile hanno registrato una riduzione del 20% dei conflitti tra residenti e visitatori ( Fonte: Università di Firenze 2020 ). Il turismo slow cresce del 30% ogni anno e rappresenta una delle tendenze più promettenti per il futuro del settore ( Fonte: Slow Tourism Report 2021 ).
- Mobilità sostenibile: parcheggi di attestazione e trasporto pubblico integrato
Trento affronta da anni il problema del traffico caotico e dell’aumento esponenziale delle auto che entrano in città ogni giorno. Questa situazione non solo peggiora la qualità dell’aria, ma rende difficoltosi gli spostamenti quotidiani e aumenta lo stress per residenti e pendolari. Per affrontare questa sfida, è necessario adottare soluzioni che incentivino l’uso del trasporto pubblico e regolino l’afflusso di veicoli privati, migliorando la vivibilità urbana. La proposta: parcheggi di attestazione e trasporto pubblico integrato Un primo passo concreto per affrontare il problema del traffico a Trento è il potenziamento di parcheggi di attestazione nelle zone periferiche e la creazione in quelle aree dove sono totalmente assenti (ad esempio, per chi viene dalla Valsugana, l'area di intersezione della circonvallazione con via Del Brennero). Inoltre, dovrebbe essere realizzato l'accesso diretto al parcheggio ex Zuffo, senza necessità di interessare la vicina rotatoria sia in entrata, che in uscita dal parcheggio. Questi parcheggi consentirebbero ai pendolari e ai visitatori di lasciare l’auto fuori dal centro città, sfruttando poi un sistema di trasporto pubblico integrato e ben organizzato per raggiungere le loro destinazioni. I parcheggi di attestazione sarebbero supportati da: Servizi pubblici efficienti : autobus e navette con orari sincronizzati e frequenze elevate, per ridurre i tempi di attesa e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico. Tariffe agevolate : incentivi economici per chi utilizza i parcheggi e i mezzi pubblici, rendendo questa opzione più conveniente rispetto all’uso dell’auto privata. Infrastrutture moderne : parcheggi sicuri, con sistemi di sorveglianza, colonnine di ricarica per veicoli elettrici e connessioni digitali per la gestione del flusso di utenti. Rimodulare le fasce orarie: una soluzione per il traffico Un’altra proposta cruciale è quella di coinvolgere le categorie economiche e produttive per rimodulare o diversificare le fasce orarie lavorative. Questo permetterebbe di: Distribuire il traffico : evitando la concentrazione di veicoli nelle ore di punta. Ridurre i tempi di percorrenza : migliorando l’esperienza per tutti gli utenti della strada. Ottimizzare i servizi pubblici : tarando orari e frequenze dei mezzi in base alla domanda effettiva. Benefici per la comunità Adottare queste soluzioni non solo migliorerebbe la qualità dell’aria, ma ridurrebbe anche i livelli di stress e il tempo perso nel traffico. Inoltre, una mobilità più sostenibile attrarrebbe visitatori, promuovendo un’immagine di Trento come città moderna, vivibile e attenta all’ambiente. Partecipa al cambiamento per una Trento più vivibile La mobilità sostenibile è un obiettivo raggiungibile solo con il contributo di tutti. Informati, utilizza il trasporto pubblico e partecipa alle iniziative locali per promuovere soluzioni innovative. Ogni scelta consapevole aiuta a costruire una città più accessibile e vivibile. Qualche dato statistico Ogni giorno circa 30.000 veicoli entrano a Trento, causando congestioni significative nelle ore di punta (Fonte: Provincia Autonoma di Trento, 2023). Il tempo medio perso nel traffico dai pendolari a Trento è di 38 minuti al giorno , pari a oltre 4 giorni all’anno (Fonte: Trentino Mobilità Report, 2023). Il trasporto pubblico viene utilizzato solo dal 12% dei pendolari che lavorano a Trento, evidenziando un potenziale enorme per il miglioramento (Fonte: ISTAT, 2022). Nei comuni italiani che hanno adottato parcheggi di attestazione, il traffico veicolare in centro città si è ridotto del 25% in tre anni (Fonte: European Mobility Report, 2022).
- Cultura per tutti: itinerari tematici per riscoprire Trento
La città di Trento è un tesoro di storia, arte e tradizioni che merita di essere scoperto e valorizzato in ogni suo angolo. Dai monumenti più noti ai quartieri meno conosciuti, ogni parte della città racconta una storia che può ispirare, educare e unire. Generazione Trento propone di creare itinerari tematici e visite guidate accessibili a tutti, con l’obiettivo di riscoprire il patrimonio culturale e farlo diventare una risorsa di comunità per cittadini e visitatori. Abbiamo rilevato alcune "trascuratezze" da parte dell'amministrazione Ianeselli, come ad esempio la gestione dei pannelli informativi, totalmente assenti o poveri di dettagli. Pensiamo alla Galleria Legionari trentini, al mosaico mussoliniano che sono lasciati senza alcun commento. Pensiamo alla storia della distruzione del "quartiere todesco" e alla costruzione della piazza Italia fascista. Pensiamo, soprattutto, alla storia del Simonino, assolutamente poco valorizzata, dove non si è nemmeno pensato di coinvolgere il Museo nazionale di storia dell'ebraismo (MEIS) di Ferrara per un'adeguata valorizzazione della storia del Simonino che risale al 1475, quando la comunità ebraica fu annientata a Trento. Perché itinerari tematici? Valorizzazione dei quartieri: Anche le zone meno centrali possono diventare protagoniste grazie a percorsi che ne raccontano le specificità e la storia. Inclusione culturale: Attività accessibili e alla portata di tutti, per far sì che la cultura diventi davvero un patrimonio comune. Turismo sostenibile: Itinerari che distribuiscano i flussi turistici in tutta la città, evitando il sovraffollamento del centro storico. Le nostre proposte per la cultura diffusa Percorsi storici e artistici. Itinerari che raccontino la storia di Trento, dai castelli alle piazze, passando per i quartieri operai e le tradizioni locali. Tour tematici innovativi. Creare percorsi dedicati a temi specifici, come la Trento rinascimentale, le tracce della Prima Guerra Mondiale o l’evoluzione architettonica della città. Esperienze interattive. Utilizzare audioguide, app e realtà aumentata per rendere le visite più coinvolgenti e adatte a un pubblico ampio. Collaborazione con le scuole. Organizzare visite guidate tematiche per studenti, con attività che li aiutino a scoprire il loro territorio e a sviluppare un senso di appartenenza. Coinvolgimento delle comunità locali. Invitare associazioni e residenti a partecipare come narratori e guide, per arricchire le storie raccontate con esperienze personali. Accessibilità totale. Garantire che gli itinerari siano fruibili anche da persone con disabilità, grazie a percorsi senza barriere e materiali informativi accessibili. Collaborazione con l'Università : Creare una collaborazione con i dipartimenti universitari che possono offrire un contributo contenutistico all'organizzazione di eventi per la valorizzazione del patrimonio culturale. Un futuro culturale per Trento Gli itinerari tematici non solo valorizzano la storia e il patrimonio della città, ma creano anche opportunità di incontro e dialogo tra i cittadini. Con una proposta culturale che include tutti i quartieri, Trento può diventare un modello di cultura condivisa e sostenibile. Partecipa alla cultura! Vuoi proporre un itinerario o partecipare alle visite guidate? Unisciti a Generazione Trento e contribuisci a valorizzare la città e i suoi quartieri! Qualche dato statistico Secondo il MIBACT, il 74% degli italiani sarebbe più propenso a partecipare a iniziative culturali se fossero accessibili e diffuse sul territorio ( Fonte: MIBACT 2020 ). A Trento, il 60% delle attività turistiche si concentra nel centro storico, lasciando i quartieri periferici poco valorizzati ( Fonte: dati comunali Trento 2022 ). Le città che hanno introdotto itinerari tematici hanno visto un aumento del 35% nella partecipazione a eventi culturali locali ( Fonte: Legambiente Cultura 2021 ). Il 40% delle famiglie italiane ritiene importante includere attività culturali nelle uscite di svago ( Fonte: ISTAT 2021 ).












