DALLE PROMESSE MANCATE AI TRIBUNALI
- Martina Margoni

- 26 dic 2025
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Dalle promesse ai tribunali: la montagna dei costi che smonta anni di rassicurazioni
Ci hanno detto che eravamo “contro tutti”.
Che esageravamo.
Che dovevamo fidarci: del Sindaco, del Presidente, dei tecnici comunali, dei tecnici provinciali, di ogni carica, perché solo loro potevano sapere come stavano le cose e che avrebbero tutelato gli interessi nostri e della città.
Oggi, con 500 milioni di extra-costi sul tavolo e un contenzioso milionario aperto al TAR, si scopre che gli scettici non erano profeti di sventura: erano semplicemente realisti.
Il re è nudo, finalmente alla vista di tutti. E anche i più creduloni, speriamo abbiano capito che la fiducia a scatola chiusa si paga carissima.
Cinque anni di rassicurazioni:
Questa vicenda è la resa dei conti dopo anni in cui chi governava la città ha minimizzato, dribblato, annacquato.Anni di conferenze stampa, slogan, rendering e promesse da brochure patinata.
Il risultato?Un’opera nata a 930 milioni, salita a 1.270, ora proiettata — per stessa richiesta dell’impresa — verso 1,7 miliardi.E siamo solo all’inizio: perché il peggio deve ancora arrivare.
La bomba nascosta: nessuna bonifica prevista
Nella gara d’appalto — una gara che i tecnici hanno letto, valutato, approvato — non c’è un solo euro destinato alla bonifica dei terreni contaminati lungo il tracciato.
Non uno.
Ma davvero nessuno, in tutto quel “parterre” di competenze istituzionali, si è accorto che sotto i piedi c’erano decenni di inquinamento industriale?
Che senza bonifica non si apre un cantiere, e se provi ad aprirlo si ferma dopo due giorni (com’è puntualmente successo)?
Davvero pensavano che quei terreni si sarebbero ripuliti da soli?
Adesso la domanda è semplice, brutale, inevitabile:
Con quali soldi si pagheranno le bonifiche?Chi tirerà fuori altri milioni — perché saranno milioni — per mettere in sicurezza aree che oggi non garantiscono neppure la continuità del cantiere?
E soprattutto: chi si assumerà la responsabilità di aver ignorato questa voce di spesa, come se fosse un dettaglio secondario?
Fidatevi, dicevano Fidatevi, fidatevi.
Fidatevi mentre i cantieri si fermavano per il sequestro delle aree.
Fidatevi mentre i tempi slittavano.
Fidatevi mentre uscivano dal PNRR: “non cambia nulla”, dicevano.
Fidatevi mentre ogni tre mesi spuntava un problema nuovo.
Fidatevi mentre l’unica cosa a procedere veloce erano i rendering.
La verità è che hanno chiesto fiducia dove serviva trasparenza, e hanno chiesto silenzio dove servivano risposte. Ora possiamo dirlo apertamente
Siamo stati presi in giro tutti. Anche i più ottimisti. Anche i più ingenui.
Anche quelli che, fino a ieri, dicevano: “ma dai, cosa volete che ne sappiano più di tutti gli ingegneri e tecnici, assessori, Sindaco ecc.?”.
Ora lo sanno.
E speriamo di cuore che abbiano finalmente aperto gli occhi.
Perché governare non significa far partire i lavori a caso e fermarli alla prima difficoltà.
E governare non significa mostrare disegni a colori come se fossero opere concluse.
Questa — se vogliamo essere educati — è davvero l’amministrazione dei rendering.
E oggi la città paga il prezzo delle loro illusioni disegnate a mano libera.




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