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IL COMUNE DI TRENTO HA PERSO LA “SFIDA” DEL BYPASS

  • Immagine del redattore: Martina Margoni
    Martina Margoni
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Alla luce della conferenza stampa tenuta questa mattina dai Comitati No Tav, Generazione Trento ritiene necessario esprimere una valutazione su quanto emerso.

Nel corso della conferenza è stato ricordato come la stessa Comune di Trento abbia definito il completamento del bypass ferroviario un “obiettivo sfidante”.

Alla luce dei contenuti oggi pubblicamente discussi, appare evidente che quella sfida è stata persa dall’amministrazione comunale.


Si tratta di una sfida persa senza che ciò abbia prodotto conseguenze politiche per chi ha voluto portare avanti un progetto che i comitati cittadini hanno definito sbagliato e perdente fin dall’inizio. Le incertezze e le criticità che oggi emergono non sono quindi una sorpresa, ma la conferma di quanto segnalato da tempo.


Diventa ora fondamentale comprendere come l’amministrazione comunale intenda procedere di fronte alle gravi questioni sollevate dalla documentazione relativa al Piano di Utilizzo delle Terre – parte B. Un documento che, non a caso, risulta reperibile esclusivamente sul sito del Ministero competente e che non è stato adeguatamente divulgato né dall’Osservatorio ambientale né dallo stesso Comune di Trento, alimentando un clima che sembra più orientato a nascondere i problemi che a renderli trasparenti.


Tra i punti più delicati vi è la tutela della lente di terreno limoso-argilloso che separa la falda superficiale da quella profonda, indicata dal Comune come elemento imprescindibile di protezione ambientale. L’utilizzo delle idrofrese previsto dal progetto pone però una seria ipoteca sul rischio di trasferimento dell’inquinamento dalla falda superficiale a quella profonda.


Ulteriori interrogativi riguardano la proposta di Rete Ferroviaria Italiana di utilizzare praticamente tutte le discariche disponibili in provincia di Trento per conferire il materiale proveniente dallo scavo del bypass, inclusi materiali contaminati, ovvero terre e rocce da scavo che non rispettano i limiti della cosiddetta colonna A.


Il Comune di Trento intende opporsi a questo orientamento o accetterà, ad esempio, che nella discarica di Sardagna vengano conferiti circa 600.000 metri cubi di materiale di scavo?


Infine, la documentazione non affronta in modo chiaro un ulteriore tema rilevante: la produzione e il trasporto dei conci necessari alla realizzazione della galleria. Tali elementi non verranno realizzati a Mattarello, ma con ogni probabilità in uno stabilimento nei pressi di Bressanone, per poi essere trasportati a Trento su gomma lungo l’intera tratta.


È legittimo chiedersi se questo sia davvero coerente con l’obiettivo dichiarato di spostare il trasporto delle merci dalla gomma alla rotaia, o se non rappresenti invece un’evidente contraddizione rispetto alle finalità stesse del bypass ferroviario.

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