La prima passeggiata a Trento
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Ieri abbiamo fatto la nostra prima passeggiata guidata per il centro di Trento con un’amica guida turistica e l’esperienza è andata davvero molto bene. Non è stata una semplice camminata: è stato un modo nuovo di guardare la città, cogliendone dettagli e storie spesso trascurate, anche da chi ci vive. Nonostante pioggia e tempo grigio, la partecipazione è stata numerosa, segno che c’è voglia di scoprire Trento con occhi diversi.
Questa iniziativa è nata da Generazione Trento con l’idea di far vivere la città in modo originale: appassionarsi ancora di più, guardare ogni angolo con curiosità e valorizzare la nostra storia e il patrimonio urbano. È un progetto innovativo, senza precedenti tra i partiti tradizionali, che dimostra come la politica possa creare esperienze concrete e culturali.
Siamo partiti da Piazza Dante, dove ci è stato spiegato il significato della statua di Dante e come i tre regni della Divina Commedia siano rappresentati sui vari livelli del basamento. Da lì abbiamo raggiunto la stazione ferroviaria, progettata da Angiolo Mazzoni negli anni ’30 e costruita volutamente bassa per non togliere visibilità al Mausoleo di Cesare Battisti che risalta sullo sfondo.
Un esempio di come urbanistica, politica e immagine civica siano sempre intrecciate.
Abbiamo poi visitato la piazza storica, passando davanti al Palazzo della Regione progettato da Adalberto Libera e al Palazzo della Provincia, un tempo hotel di lusso promosso con réclame francese, testimonianza del prestigio internazionale della città in passato.
Il cuore della visita è stato l’itinerario delle porte e delle mura medievali. A San Martino abbiamo visto la Torre Verde sotto la quale una volta scorreva l’Adige, passando per vicoli storici come Vicolo Galasso, accanto “palazzo del diavolo”.
La nostra guida ci ha accompagnato poi al Castello del Buonconsiglio, ci ha mostrato le sue mura verso la città e le scale a vista sui resti delle mura urbiche lungo Via dei Ventuno, scoprendo origini e curiosità dei palazzi storici.
In Piazza Venezia abbiamo ammirato la fontana di Eraldo Fozzer scoprendo che l’opera originale che raffigurava le Naiadi, divinità marittime, ritenute inadeguate all’epoca, furono trasferite a Bolzano e sostituite dai due cavalli attuali.
Abbiamo visto anche il Tribunale, edificio austro‑ungarico inaugurato da Francesco Giuseppe, e le carceri adiacenti, salvate dalla demolizione in quanto riconosciute parte integrante del Palazzo di Giustizia e oggi parte importante della memoria urbana.
Infine, il tratto di mura restaurate di Piazza Fiera con il largo camminamento e il confronto con il tratto di mura di Santa Margherita, ancora da restaurare, una sosta davanti al murale di Ozmo, realizzato per l’Anno del Volontariato – “Trento Capitale del Volontariato” – hanno arricchito la passeggiata di un accenno all’arte contemporanea.
La visita si è conclusa in Piazza Duomo, davanti al plastico bronzeo della città, donato dai Lions Club per le persone non vedenti, simbolo tangibile di inclusione e modo diverso di toccare con mano la fisionomia della città e delle sue fortificazioni.
In sintesi: non è stata una semplice passeggiata, ma una lezione di storia urbana e un modo nuovo di vivere Trento. Grazie a Generazione Trento abbiamo riscoperto la città, scoperto dettagli invisibili ai più e ascoltato aneddoti che rendono ogni angolo unico. È stato un bellissimo inizio di percorso, e ci saranno altri appuntamenti.



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