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Quando l’intermodalità allontana: il caso del nuovo hub di Trento

  • Immagine del redattore: Martina Margoni
    Martina Margoni
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Questo è un vero nodo intermodale.

Oggi la stazione dei treni è un punto di raccordo reale:

treni, bus urbani, autocorriere e Trento–Malè tutti nello stesso luogo.

Tutte le linee urbane dei bus transitano in Piazza Dante o nei pressi, quindi il collegamento è immediato e chiaro.


Con il nuovo progetto, invece:


♦️l’autocorriere viene spostata di 500–700 metri

♦️non è chiaro dove si fermeranno i bus urbani

♦️nessuna revisione degli orari

♦️davanti alla nuova autocorriere solo 3 stalli bus, senza certezze sulle linee

♦️per prendere anche i bus urbani sarà necessario percorrere il cavalcaferrovia, aggiungendo distanza e tempi al percorso dei passeggeri


Il risultato è semplice:

l’interscambio viene smontato, non migliorato.


Il nuovo “hub” ruota attorno ad autocorriere e funivia,

con numeri di utilizzo sovrastimati,

mentre il cuore del trasporto pubblico urbano resta nell’incertezza.


E la ciliegina: 500.000 € per collegare autocorriere e stazione dei treni.

Prima si separa, poi si paga per rimediare.


Questa è mancanza di progettazione !!


👉 Generazione Trento chiede una mobilità semplice, accessibile e davvero integrata.

Non un hub di nome, ma un servizio che funzioni davvero.

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