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Parcheggi sì, ma senza trasporto pubblico restano parcheggi, non soluzioni

  • Immagine del redattore: Martina Margoni
    Martina Margoni
  • 7 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
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Ben venga l’annuncio di un parcheggio di attestamento a Gardolo.


È uno strumento utile, che chiediamo da tempo;

Ma senza un piano del traffico complessivo, resta impossibile valutarne la reale efficacia.Questo parcheggio rientrava all'interno del programma elettorale di questa amministrazione, ma non isolato, bensì all'interno di un progetto generale di mobilità.


Oggi viene presentato solo questo singolo elemento, che potrà essere realizzato, ragionevolmente solo dopo la fine della consigliatura e questo dimostra l'assoluta mancanza di una visione complessiva. Questo è il nocciolo del problema, questo intervento non risolverà per nulla i problemi di Gardolo e prima che sia realizzato, ben che vada, questa giunta dovrà presentarsi alle prossime elezioni.


Se esiste una strategia organica, oggi non è pubblica, se non nel programma elettorale, che promette “mari e monti” senza però parlare di tempi.

Non sappiamo:​•​quanti parcheggi di attestamento sono previsti in città,​


•​con quale capienza e in base a quali flussi,​•​come saranno collegati al centro,​

•​con quali mezzi, frequenze e tempi certi.

Eppure è da qui che si misura il successo di un parcheggio di attestamento.


Non dal numero dei posti, ma da cosa succede dopo che l’auto si ferma. Senza corsie preferenziali realmente dedicate, senza un rafforzamento strutturale delle linee da nord (Lavis, Piana Rotaliana), senza un collegamento efficace con la Trento–Malé, il rischio è evidente: che il parcheggio resti sottoutilizzato o diventi un semplice bacino di sosta per chi poi rientra comunque in città in auto.


Non è un caso che corsie annunciate – come quella mai realizzata in via Grazioli – continuino a mancare.

Dentro questo quadro, l’ipotesi di un parcheggio a Gardolo da massimo 200 posti appare limitata. Anche assumendo 1,5–2 persone per auto, si parla di 300–400 utenti nelle ore di punta, numeri sostenibili solo se il trasporto pubblico è frequente, capiente e affidabile.


Non con corse sporadiche o soluzioni rinviate al futuro. A questo si aggiunge l’incertezza sui tempi: tra espropri non avviati, variante al PRG, bretella per Spini ancora ferma e gara da impostare, l’orizzonte realistico è di 3–5 anni. Un tempo molto lungo rispetto all’emergenza traffico che oggi interessa Gardolo e l’asse nord.


La domanda, quindi, è semplice e inevitabile:dov’è il piano complessivo del traffico e del trasporto pubblico su cui questo parcheggio dovrebbe innestarsi?

soprattutto: con quali tempi, quali risorse e quali corsie dedicate si garantisce che lasciare l’auto convenga davvero?

Certamente un parcheggio per 200 auto non risolve, se non in minima parte quel dichiarato flusso giornaliero di oltre 100.000 persone verso la città di Trento.


Serve un piano organico con tempi scadenze e previsioni dei costi.

Purtroppo nel bilancio preventivo 2026 2028, come abbiamo sottolineato noi di Generazione Trento, non si parla assolutamente di una strategia che consenta di affrontare il futuro, dopo il 2026, definito un anno eccezionale perché in esso si dovrebbero completare tutte le opere previste dal PNRR.

Dal 2027 cosa si fa? Quali risorse si stanziano?

Qual è il piano complessivo che vuole seguire il Comune?


Verrebbe quasi il sospetto che si parli di un'opera da realizzarsi, come se già fosse realizzata, quasi un'anticipazione della prossima campagna elettorale. I parcheggi di attestamento servono, ma senza un trasporto pubblico forte restano parcheggi, non soluzioni.

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