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Cosa succede davvero ai rifiuti quando vengono inceneriti

  • Immagine del redattore: Martina Margoni
    Martina Margoni
  • 14 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

Inceneritore a Trento: il PD parla di “chiudere il ciclo dei rifiuti”, ma i fatti dicono altro


Come riportato dal Trentino (01/2026), alcuni esponenti del PD in Consiglio comunale parlano di “chiudere il ciclo dei rifiuti” se verrà realizzato l’impianto. Ma è davvero così? La risposta, purtroppo per chi ama gli slogan, è no.


Un inceneritore, per quanto moderno, non chiude il ciclo dei rifiuti. Chiudere il ciclo significa recuperare e reinserire i materiali raccolti nel circuito produttivo: ridurre la quantità di rifiuti prodotti, riusare, riciclare e compostare. Un impianto di incenerimento, invece, brucia i rifiuti residuali per produrre energia. La materia non viene reinserita nel ciclo produttivo, ma trasformata in ceneri da smaltire e gas che vengono rilasciati nell’atmosfera. In pratica, buona parte dei materiali non ritorna mai come risorsa.


Questo significa anche un’altra cosa: un inceneritore non premia la raccolta differenziata. Anzi, in contesti come Trento, dove la differenziata è già molto alta (84% secondo i dati recenti), l’impianto rischierebbe di spingere a portare rifiuti dall’esterno per essere economicamente sostenibile. Un risultato che, oltre a essere paradossale, metterebbe sotto pressione le tariffe dei cittadini.


La realtà dei fatti è quindi chiara: parlare di “chiusura del ciclo dei rifiuti” quando si discute un inceneritore è solo uno slogan. Non c’è nessuna chiusura reale del ciclo, e le politiche virtuose di differenziata locale non verrebbero valorizzate come dovrebbero.


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