Due versioni una sola domanda
- 8 feb
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Bypass di Trento: due versioni, una sola domanda
Sul bypass ferroviario di Trento c’è un problema semplice, prima ancora che tecnico:
non esiste una sola versione dei fatti.
Da una parte ci sono i dati storici della Provincia, che parlano di una falda superficiale “contenuta”, protetta da uno strato impermeabile a circa 15 metri di profondità, che avrebbe finora trattenuto gli inquinanti.
Dall’altra, il consorzio Tridentum sostiene che quella stessa falda arrivi fino a 60 metri.
Quindici metri o sessanta.
Non è una sfumatura: è un’altra storia.
E quando su un’opera così delicata esistono racconti così diversi, la domanda non è “di chi fidarsi”, ma perché non chiarire tutto, una volta per tutte.
Lo stesso vale per le soluzioni tecniche di cui si parla.
Si citano idrofrese, palancole, barriere. Ma senza un progetto esecutivo pubblico, restano parole. E le parole, da sole, non fermano gli inquinanti.
Nel frattempo c’è un dato che non è un’opinione: le aree SIN di Trento nord sono ancora sotto sequestro. Un fatto che pesa, e che dovrebbe imporre prudenza, non accelerazioni.
Per Generazione Trento il punto è questo:
prima di correre, servono dati chiari, condivisi e verificabili.
Perché la fiducia non nasce dagli slogan, ma dalla trasparenza.
E quando le versioni sono due, fermarsi a capire non è un rallentamento.
È semplice buon senso.
Intervento ing. Claudio Geat
Assemblea pubblica
7/2/26




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