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IL DISSENSO È DEMOCRAZIA

  • Immagine del redattore: Martina Margoni
    Martina Margoni
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Nella recentissima intervista di fine anno al TQuotidiano il sindaco di Trento traccia il consueto bilancio, pronunciandosi persino sulle elezioni provinciali; chissà, forse la prossima ambizione.

Nel frattempo ci ricorda che sarà un meraviglioso 2026, nel solco di quella narrazione per cui domani è un altro giorno. Finché il domani non si sposta di un altro giorno ancora.

Ma il passaggio di rilievo lo riserva per il gran finale dell’articolo, allorquando si pronuncia anche nei confronti dell’opposizione in consiglio comunale. Si affretta ad esprimere apprezzamenti per il dialogo con Goio o Bortolotti, citando espressamente i loro nomi, ne esalta il valore del confronto e stigmatizza, invece, quella che a suo dire è una narrazione catastrofica, per la quale lui sarebbe il capro espiatorio. Chissà a chi pensava, senza fare nomi.

Insomma, ha retto fino a tre quarti dell’articolo, ma ecco che sul finale si è svelato. Non è nelle sue corde un’opposizione pungolo, attenta, vivacemente pronta a esprimere un contraddittorio che per sua natura contraddice, appunto: è il sale della democrazia. E il sale, si sa , un po’ è sapore, un po’ brucia. Il vivace dissenso è “catastrofismo”, il fermo richiamo alle responsabilità “capro espiatorio.” Sottolineare, quando concreto, lo iato tra proclami e realtà è lesa maestà!

Si rassicuri il nostro sindaco: non è catastrofismo avere altre idee, esprimerle con il coraggio della partecipazione attiva, essere voce di altre voci della città.

Lo facciamo, noi di generazione Trento, con lo stesso spirito con il quale nel medesimo articolo, egli esalta la multiculturalità della città: sono i confronti, anche accesi, che si fanno scintille e divampano in nuove idee.

Con i migliori auguri.

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