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IL VIAGGIO COMINCIA DALLA FERMATA

6 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min


C’è chi parte da Trento per raggiungere un aeroporto. Chi torna a casa per il fine settimana. Chi viaggia per studio, per lavoro o per turismo. E c’è chi, semplicemente, sceglie di lasciare l’auto a casa.

I pullman a lunga percorrenza sono ormai una parte stabile della nostra mobilità: li utilizzano studenti, lavoratori, famiglie, turisti e persone di ogni età.

Ma a Trento, dove li accogliamo?



La fermata dei bus nazionali e internazionali è stata trasferita in Lungadige San Nicolò nell’ottobre 2024. E c’è un particolare importante: quella collocazione non era stata presentata come una soluzione provvisoria.

Oggi, però, chi aspetta qui il proprio autobus si trova davanti a una situazione ben diversa da quella che dovrebbe offrire un punto di partenza e di arrivo della città: rifiuti sotto le panchine, sporcizia, una pensilina con spazi di attesa insufficienti e, come documentano le immagini, persino la presenza di un topo morto.

Non è soltanto una questione di decoro. È una questione di accoglienza, sicurezza e qualità di un servizio utilizzato ogni giorno da chi arriva e parte da Trento.

C’è poi un aspetto che rende la situazione ancora più paradossale: ci è stato segnalato che gli autobus non riescono sempre ad avvicinarsi correttamente al punto di attesa. L’autista è così costretto a fermare il mezzo più lontano, scendere e raggiungere a piedi i passeggeri per accompagnarli al bus. Una situazione che merita di essere verificata anche tecnicamente.
C’è poi un aspetto che rende la situazione ancora più paradossale: ci è stato segnalato che gli autobus non riescono sempre ad avvicinarsi correttamente al punto di attesa. L’autista è così costretto a fermare il mezzo più lontano, scendere e raggiungere a piedi i passeggeri per accompagnarli al bus. Una situazione che merita di essere verificata anche tecnicamente.

Parliamo spesso di mobilità sostenibile, intermodalità e riduzione dell’uso dell’automobile. Ma la mobilità sostenibile non finisce mettendo una palina con scritto “fermata”. Significa anche poter aspettare un autobus in un luogo pulito, sicuro e dignitoso e consentire ai mezzi di svolgere normalmente le operazioni di salita e discesa dei passeggeri.

Per questo vogliamo chiedere al Comune quanti pullman e quanti passeggeri utilizzino quest’area, come siano organizzate pulizia e manutenzione e se siano note le difficoltà di accesso e manovra dei mezzi.

Perché qui trasporti, sicurezza e decoro non sono tre questioni separate. Sono la stessa questione vista dalla parte di chi viaggia.

E una città si presenta anche così: da come accoglie chi arriva e da come saluta chi parte.

E poco distante c’è un altro paradosso: il nuovo Hub intermodale è stato realizzato, ma le corriere continuano ancora a utilizzare la vecchia autostazione.

Due situazioni diverse, ma una domanda molto semplice: a Trento le infrastrutture per la mobilità su gomma ci sono. Ma riescono davvero a funzionare come dovrebbero?


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