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Le politiche alimentari non bastano. La salute deve diventare l’obiettivo

  • 30 lug
  • Tempo di lettura: 1 min



Le politiche alimentari possono fare di più

Ieri, durante la Commissione congiunta Politiche Sociali e Ambiente, abbiamo affrontato il tema delle politiche alimentari urbane.

È stato un confronto interessante, che mi ha portato a una riflessione.

Il Milan Urban Food Policy Pact ha rappresentato un passaggio importante: ha avuto il merito di portare il tema dell’alimentazione al centro delle politiche delle città e di creare una rete internazionale di amministrazioni che condividono esperienze e buone pratiche.

Oggi, però, credo sia arrivato il momento di fare un passo ulteriore.

Gran parte delle iniziative si concentra sulla sostenibilità ambientale e sull’accesso al cibo, aspetti fondamentali che condivido pienamente. Ma una politica alimentare moderna dovrebbe avere un obiettivo ancora più ambizioso: migliorare la salute delle persone.

Le politiche pubbliche dovrebbero aiutarci ad aumentare gli anni di vita vissuti in buona salute, riducendo obesità, diabete, malattie cardiovascolari e alcune forme di tumore attraverso interventi efficaci, misurabili e fondati sulle migliori evidenze scientifiche.

Per raggiungere questo risultato non basta parlare di alimentazione.

Serve una visione più ampia, che metta insieme nutrizione, attività fisica, qualità del sonno, salute mentale, educazione e una progettazione urbana capace di favorire stili di vita sani.

Le politiche alimentari sono uno strumento.

La salute dei cittadini deve essere il vero obiettivo.

La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: passare da una semplice Food Policy a una più ampia Healthspan Policy, capace di mettere al centro non solo la sostenibilità del sistema alimentare, ma soprattutto il benessere e la qualità della vita delle persone.

Perché la prevenzione non è un costo.

È il miglior investimento che una comunità possa fare sul proprio futuro.

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