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Casa della Giovane e Portela: sicurezza delle donne tra degrado e silenzi

  • 9 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Portela e Casa della Giovane: la sicurezza delle donne non può restare uno slogan


A Trento si parla spesso di sicurezza delle donne.

Giustamente.


Ma proprio nel cuore della città esiste una situazione che da anni viene segnalata dai residenti e che riguarda da vicino donne in condizioni di fragilità e una scuola dell’infanzia.


Nella stradina che conduce alla Casa della Giovane e alle strutture limitrofe continuano infatti a registrarsi episodi di spaccio e consumo di stupefacenti, presenza di rifiuti e situazioni di degrado.


Parliamo di uno spazio urbano che ogni giorno viene attraversato da donne, educatrici, bambine e bambini della scuola dell’infanzia Zanella, oltre che dalle ospiti della Casa della Giovane.


È legittimo chiedersi se questo sia un contesto adeguato e sicuro per realtà così delicate.


Proprio per questo dal Dicembre 2025 abbiamo chiesto più volte un incontro con il direttivo della Casa della Giovane.

Un incontro che, ad oggi, non è mai stato accordato.


Nel frattempo, due mesi fa il sindaco aveva riconosciuto pubblicamente le criticità dell’area della Portela e annunciato l’apertura di un Tavolo di confronto tra istituzioni e soggetti coinvolti.


Anche questo impegno, per ora, è rimasto sulla carta.


Se la Casa della Giovane rappresenta davvero un punto di eccellenza del sistema sociale trentino, come spesso viene affermato, è proprio in situazioni come questa che deve dimostrarlo: aprendo un confronto trasparente e partecipando attivamente alla soluzione dei problemi del quartiere.


La sicurezza delle donne non può essere solo uno slogan buono per i convegni.

Deve tradursi in scelte concrete anche negli spazi urbani più sensibili.


Per questo chiediamo:


  • la convocazione immediata del Tavolo di confronto annunciato dal sindaco;

  • controlli mirati nelle aree più critiche da parte della polizia locale e delle altre forze dell’ordine;

  • lo sblocco dell’iter per l’installazione del cancello nella stradina, deliberato all’unanimità dai condomini e oggi inspiegabilmente fermo.



Quando in uno stesso spazio si trovano donne in situazione di fragilità, una struttura sociale e una scuola dell’infanzia, il livello di attenzione delle istituzioni dovrebbe essere massimo.


Oggi, purtroppo, non sembra essere così.

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