Casa della Giovane e Portela: sicurezza delle donne tra degrado e silenzi
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Portela e Casa della Giovane: la sicurezza delle donne non può restare uno slogan
A Trento si parla spesso di sicurezza delle donne.
Giustamente.
Ma proprio nel cuore della città esiste una situazione che da anni viene segnalata dai residenti e che riguarda da vicino donne in condizioni di fragilità e una scuola dell’infanzia.
Nella stradina che conduce alla Casa della Giovane e alle strutture limitrofe continuano infatti a registrarsi episodi di spaccio e consumo di stupefacenti, presenza di rifiuti e situazioni di degrado.
Parliamo di uno spazio urbano che ogni giorno viene attraversato da donne, educatrici, bambine e bambini della scuola dell’infanzia Zanella, oltre che dalle ospiti della Casa della Giovane.
È legittimo chiedersi se questo sia un contesto adeguato e sicuro per realtà così delicate.
Proprio per questo dal Dicembre 2025 abbiamo chiesto più volte un incontro con il direttivo della Casa della Giovane.
Un incontro che, ad oggi, non è mai stato accordato.
Nel frattempo, due mesi fa il sindaco aveva riconosciuto pubblicamente le criticità dell’area della Portela e annunciato l’apertura di un Tavolo di confronto tra istituzioni e soggetti coinvolti.
Anche questo impegno, per ora, è rimasto sulla carta.
Se la Casa della Giovane rappresenta davvero un punto di eccellenza del sistema sociale trentino, come spesso viene affermato, è proprio in situazioni come questa che deve dimostrarlo: aprendo un confronto trasparente e partecipando attivamente alla soluzione dei problemi del quartiere.
La sicurezza delle donne non può essere solo uno slogan buono per i convegni.
Deve tradursi in scelte concrete anche negli spazi urbani più sensibili.
Per questo chiediamo:
la convocazione immediata del Tavolo di confronto annunciato dal sindaco;
controlli mirati nelle aree più critiche da parte della polizia locale e delle altre forze dell’ordine;
lo sblocco dell’iter per l’installazione del cancello nella stradina, deliberato all’unanimità dai condomini e oggi inspiegabilmente fermo.
Quando in uno stesso spazio si trovano donne in situazione di fragilità, una struttura sociale e una scuola dell’infanzia, il livello di attenzione delle istituzioni dovrebbe essere massimo.
Oggi, purtroppo, non sembra essere così.




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