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LA SICUREZZA SI GOVERNA !!

  • 20 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Il sindaco Franco Ianeselli convoca gli Stati generali della sicurezza. E già questa è una notizia.


Perché a Trento, per molto tempo, parlare di sicurezza è stato complicato quasi quanto affrontarne i problemi.


Quando cittadini, commercianti o opposizioni segnalavano degrado, spaccio, comportamenti molesti e situazioni sempre più difficili da sopportare, la discussione finiva spesso altrove: sulle competenze dello Stato, della Provincia, delle forze dell’ordine; oppure sulla necessità – certamente reale – di affrontare marginalità, dipendenze e disagio sociale.


Tutto vero. Ma non era tutta la verità.


Quando l’ideologia impedisce di vedere un problema


A nostro avviso, una certa impostazione ideologica ha reso difficile riconoscere una cosa molto semplice: la sicurezza urbana è anch’essa un bisogno dei cittadini e un’amministrazione comunale ha il dovere di occuparsene per quanto rientra nelle proprie possibilità e competenze.


Occuparsi delle cause sociali non significa rinunciare al controllo del territorio. Prevenzione e presidio non sono alternativi. Inclusione e rispetto delle regole non sono concetti incompatibili.


Eppure abbiamo avuto troppo spesso la sensazione che ammettere l’esistenza di un problema di sicurezza significasse quasi aderire alla narrazione politica di qualcun altro.


Nel frattempo la città reale andava avanti.


I commercianti continuavano a confrontarsi quotidianamente con situazioni difficili. I residenti chiedevano maggiore attenzione. Alcune persone modificavano abitudini e percorsi perché determinati luoghi, soprattutto in certe ore, non venivano più vissuti con la stessa tranquillità.


Quando le stesse segnalazioni continuano ad arrivare, non possono essere semplicemente liquidate come percezioni. Devono diventare una questione di governo.


Adesso arrivano gli Stati generali


Oggi il sindaco riconosce una situazione complessa e convoca attorno allo stesso tavolo istituzioni e soggetti diversi.


Bene. Gli Stati generali si facciano.


Ma non possono servire a ricominciare la discussione da capo, come se ciò che accade in alcune parti di Trento fosse stato scoperto nell’estate del 2026.


Dovranno produrre qualcosa di concreto: chi fa cosa, entro quando e con quali risultati verificabili.


E dovrà valere un principio fondamentale: un problema non è risolto se viene semplicemente spostato da una piazza a un’altra, da una strada a quella vicina, da un quartiere a un altro.


Non ci interessa contrapporre repressione e prevenzione. È una contrapposizione vecchia e inutile. Servono interventi sociali sulle cause della marginalità e delle dipendenze, ma anche regole, presenza, controllo e capacità di intervenire quando quelle regole vengono violate.


Dopo quasi sei anni di amministrazione Ianeselli, il tempo della sottovalutazione deve finire.


Gli Stati generali saranno utili soltanto se da quel tavolo si uscirà con decisioni, responsabilità e tempi precisi. E se, qualche mese dopo, si potrà dire ai cittadini che cosa è cambiato davvero.


Perché alla fine il punto è semplice:


LA SICUREZZA NON SI CONVOCA.

SI GOVERNA.

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