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GENERAZIONE TRENTO

La forza di una Comunità

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  • Una centralina nel giardino della scuola: tutto sotto controllo?

    In via Lavisotto è in corso un cantiere delicato : si sta bonificando un tratto di rogge, ovvero si rimuove terreno potenzialmente contaminato. Il problema? Durante questi lavori possono liberarsi polveri sottili e altri inquinanti atmosferici. Tra questi, anche gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), sostanze tutt’altro che innocue, alcune classificate come cancerogene . A pochi metri dal cantiere si trovano le scuole primarie Aldo Schmid e proprio nel giardino della scuola è stata installata da APPA una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria. Bene? Sì, in teoria. Ma per capire se davvero la centralina funziona come dovrebbe, occorre fare alcune domande. Ad esempio: È stata messa nel punto giusto? Rileva davvero gli inquinanti pericolosi ? I dati raccolti sono pubblici o chiusi in un cassetto? È previsto un piano d’azione se i limiti vengono superati? Abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio comunale per ottenere risposte chiare. Perché qui non si tratta di uno scontro politico. Si tratta di civiltà. Di salute. Di bambini. Chiediamo alla Giunta trasparenza, dati accessibili, monitoraggi credibili e impegni concreti. Una sola centralina, se mal posizionata o mal programmata, rischia di essere solo una foglia di fico . 📣 Facciamo appello alla città e al Consiglio comunale: Vigilate con noi. Pretendete risposte. Non abbassiamo la guardia sulla qualità dell’aria che respirano i nostri figli e i residenti del quartiere. La salute pubblica non si garantisce con gli slogan, ma con il coraggio della verità.

  • Parte il Timer Civico: da oggi seguiamo insieme il percorso delle nostre proposte

    Come Generazione Trento, crediamo che uno dei nostri compiti sia proprio quello di rendere questo percorso più comprensibile e trasparente per tutti. Se siamo stati eletti per rappresentare le persone, allora è giusto raccontare loro non solo ciò che proponiamo in Consiglio comunale, ma anche cosa succede dopo. Per questo nasce il nostro Timer Civico : Ogni volta che presentiamo una mozione, un’interrogazione o una proposta, attiviamo un timer che misura il tempo di risposta della Giunta. Quando otterremo risposta, lo comunicheremo tramite i nostri canali. Vi diremo quando (e se) la proposta verrà discussa in Consiglio. Vi aggiorneremo sugli sviluppi concreti che ne deriveranno. Non si tratta di un’iniziativa di denuncia, ma di partecipazione consapevole. Vogliamo avvicinare le istituzioni ai cittadini, rendendo visibile il lavoro che si svolge dentro l’Aula, i suoi tempi, i suoi passaggi. Perché dietro ogni proposta ci sono persone, domande, bisogni. E perché la buona politica è quella che ascolta, agisce e soprattutto rende conto . Seguiteci: il timer per le mozioni e interrogazioni già presentate è partito, presenteremo con scadenza mensile gli aggiornamenti. E tutti i cittadini, con noi, possono seguirne l’andamento.

  • Trento, tra etichette e silenzi: il degrado non ha cittadinanza

    È accaduto un fatto grave in città, gravissimo. E ci sono due notizie. Nelle scuole di giornalismo spiegavano che “notizia” non è un cane che morde l’uomo, ma l’uomo che morde il cane. Quanto accaduto nei giorni scorsi a Trento, va oltre: perché il cane è stato ucciso violentemente, brutalmente. Era a spasso nella centralissima piazza da Vinci la cagnolina Nika. Insieme ai suoi proprietari. Un uomo, passando, ha sferrato un calcio letale per il piccolo animale. Un fatto scioccante. Ma c’è una notizia nella notizia: il sindaco di Trento via social nel riportare l’episodio si è affrettato a sottolineare che il protagonista dell’orribile gesto “è trentino” . Come se i crimini dovessero avere una nazionalità. A meno che non volesse sottintendere che chi, motivatamente, denuncia da anni il degrado della zona non lo faccia, in fondo, per questioni di razzismo, perché vedete poi sono i nostri trentini che fanno le cose peggiori. Questo sembrerebbe dire il sindaco; auspichiamo una sua smentita o un chiarimento. Perché se questo era il sottotesto è grave. In un sol colpo da un lato si tende a spostare l’attenzione dalla questione centrale, ovvero il degrado della zona. Al contempo si mira a “etichettare” e colpevolizzare nemmeno troppo velatamente chi da tempo segnala, motivatamente, il decadimento di tutta quell’area. Il degrado, così come la delinquenza, non ha etnia. Non ha provenienza geografica. Piuttosto origina da un disagio profondo , da uno stare male personale che si fa criticità collettiva, sociale. Al netto di chi miseramente cavalca il tema e lo strumentalizza per calcolo elettorale, c’è una reale criticità, enorme, da affrontare. Il protagonista di questa vicenda sembrerebbe figura nota, bivacca spesso in centro città accovacciato a terra chiedendo l’elemosina. E quando è in presumibile stato di alterazione il suo fare diventa molesto. Ci risulta che più cittadini avessero segnalato il caso . Che è anzitutto umano. Si dirà che la filiera di provvedimenti è complessa e di non facile esecuzione. Che la libertà personale prevale sulla possibilità di un’amministrazione di occuparsi di un singolo caso eccetera, eccetera, eccetera. Ma a forza di “sì dirà” la criticità sta assumendo proporzioni incontrollabili. Così come le decine di persone che restano in strada e che null’altro hanno da fare se non aggrapparsi a una bottiglia di birra fin dalle prime ore del mattino è evidente esprimano anzitutto un disagio personale. E ancora, il crocchio di spacciatori spesso molesti prevalentemente tra via Pozzo e l’inizio di via Cavour è palese assecondino una domanda , sempre più crescente e sempre più riguardante anche i giovani. Tutto questo racconta di un’altra Trento, “gente non felice”. Ma che avrebbe diritto alla felicità, come tutti. Il degrado non è che la manifestazione concreta di un malessere profondo . È la punta di un iceberg che non si può continuare a non vedere. La Trento “che fa stare bene” deve sedersi attorno a un tavolo e comprendere tutti i fattori che hanno portato a questa situazione e affrontarli. Si tratta di un approccio multidisciplinare al tema. Perché è tutto troppo e tutto troppo concentrato in una città di poco più di 100.000 abitanti. C’è una Trento che non sta bene : chi subisce gli effetti di queste criticità e la denuncia, da tempo, non è che il termometro. Ma c’è una febbre da curare. È il disagio umano, sociale, profondo e diffuso, che Trento esprime con questi episodi. Martina Margoni Claudio Geat Consiglieri Comunali di Generazione Trento

  • La nostra "parte intollerante"

    Generazione Trento ha mosso i primi passi nel consiglio comunale di Trento. Con un carico di emozioni, come ogni prima volta impone. Ma con la consapevolezza della responsabilità che il ruolo impone. Rappresentiamo uno straordinario 5% . Esito delle recenti elezioni. Non sono numeri, ma persone. Che costituiscono l’altro punto di vista sulla città. Altro fra gli altri, questa è la democrazia: che tutti abbiano modo di esprimersi e il governo sia la più virtuosa, efficace, armoniosa sintesi per il bene collettivo. Sono i primi passi, ma molto fermi soprattutto su un punto: la coscienza di un ruolo, che significa essere la voce che ascolta, una voce fuori dal coro in cerca di armonia. Non di stonature. Ecco: se mai ci è parso stonato da parte di alcuni esponenti della maggioranza derubricare a sgarbo istituzionale il sano esercizio della critica . Sappiamo quanto siamo permalosi noi trentini, ma dovremmo avere acquisito la differenza tra lamentela e segnalazione, tra offesa e critica. E invece rileviamo una punta di piccata permalosità quel definire “sgarbo istituzionale”, quello che invece riteniamo il legittimo, dovuto necessario diritto all’opposizione. Nel senso alto del termine: non critica fine a se stessa, non essere “contro” ma in-contro, espressione di percorsi alternativi. I “punti di vista”, appunto. Abbiamo preso atto che dire le cose, essere assertivi, appare un atto rivoluzionario. Dagli scranni della maggioranza qualcuno si è anche permesso di dirci quali parole dovremmo usare o come ci dovremmo esprimere. Questo sì riteniamo sia uno sgarbo istituzionale, pur comprendendo la frustrazione di chi sta al governo della città, ma in coscienza condividerebbe in toto i temi di chi siede, come noi, all’opposizione. Perché sono temi cruciali e “di tutti” come l’ambiente, l’aria che respiriamo, la città che vogliamo essere. Non ci accontentiamo di un fiume Adige azzurrissimo come solo un rendering può. E nemmeno di non-risposte su temi come l’inquinamento. Lo affermiamo con forza e con passione. La stessa forza e passione di chi ci ha sostenuto con determinazione durante tutto il percorso che ci ha portati in consiglio comunale. Perché anche noi amiamo Trento . L’alleanza che ha sostenuto il sindaco in campagna elettorale ha scelto come colonna sonora la canzone di Caparezza “ Ti fa stare bene ”. A noi forse si addice di più quell’altro successo di Caparezza “La mia parte intollerante” . Perché come quel brano ben esprime l’intolleranza è un valore: significa esserci, scuotersi dall’indifferenza, fare da pungolo, partecipare. Crediamo fermamente che il più bel “garbo istituzionale” sia ricucire la sfiducia tra cittadini e politica. Crediamo che l’esercizio più alto della libertà passi attraverso l’ascolto e la partecipazione. Anche e soprattutto degli intolleranti. Scomodi ma necessari. Vitali. Come l’aria che respiriamo. Sì, amiamo Trento! E la nostra parte intollerante. L'Adige "incredibilmente blu" in un rendering che mostra il futuro Hub Intermodale

  • Sondaggio o alibi? Quando l’inerzia si traveste da ascolto.

    Trento, 24 giugno 2025  – Oggi il quotidiano l’Adige  dà notizia di un sondaggio promosso dal Comune di Trento in collaborazione con l’Università, per raccogliere opinioni sulla vivibilità del centro storico e sullo stato del commercio cittadino. L’iniziativa nasce con l’intento dichiarato di “individuare soluzioni concrete e restituire al centro la vitalità economica”. Come Generazione Trento , accogliamo con favore ogni iniziativa di miglioramento. Ma alcune domande sorgono spontanee: perché solo ora? Situazione critica da anni. Ma il Comune è rimasto fermo. Il calo dell’attrattività del centro e l’aumento dei negozi sfitti non sono novità dell’ultima settimana. Eppure, in questi anni, l’amministrazione comunale non ha mai lanciato una strategia credibile o un progetto serio per invertire la rotta. La sicurezza relegata all’ultima domanda. Nel sondaggio, il tema della sicurezza urbana, cruciale per commercianti e clienti, è affrontato solo all’ultimo dei 32 quesiti. Un dettaglio? Noi pensiamo di no, a nostro avviso il sondaggio avrebbe dovuto dedicare molta più attenzione nel cercare di capire quanto i consumatori siano influenzati negativamente dall’emergenza sicurezza in città. In un momento storico in cui Trento affronta episodi ricorrenti di degrado, spaccio e furti, la sicurezza è una precondizione per la rinascita economica del centro storico. I commercianti colpiti da spaccate settimanali non possono più permettersi l’indifferenza delle istituzioni . Il Comune guarda all’e-commerce… ma può davvero farci qualcosa? Sorprende poi che oltre il 30% delle domande del sondaggio riguardi il commercio online (nelle domande stesse o nelle risposte selezionabili). Certo, Amazon e le piattaforme digitali hanno cambiato il mercato, ma questi fenomeni sono globali, fuori dalla portata dell’azione amministrativa locale. Sarebbe più utile concentrarsi e investigare nei campi in cui il Comune può operare: migliorare la sicurezza , la vivibilità urbana, la mobilità e il supporto concreto alle attività locali. Ennesimo “scaricabarile” in vista? Speriamo che, alla presentazione dei risultati, l’amministrazione non ceda alla solita retorica dello “scaricabarile”. Già in passato abbiamo visto l’ente lavarsene le mani su temi come il bypass ferroviario o la sicurezza urbana, definendoli problemi “di altri livelli istituzionali”. Ci chiediamo: accadrà lo stesso con il commercio? Si dirà che il declino è colpa dell’e-commerce o del cambiamento delle abitudini dei consumatori, senza assumersi responsabilità? Oppure si avrà finalmente il coraggio di riconoscere gli errori, ascoltare chi lavora ogni giorno nel cuore della città e costruire con loro una visione concreta per rilanciare Trento?

  • Vigiliane, satira e verità: quando il teatro dice ciò che la politica tace

    di Martina Margoni Sabato sera in una piazza Fiera gremita, il tradizionale Tribunale di Penitenza delle Feste Vigiliane ha fatto centro ancora una volta. Lo spettacolo – scritto e diretto da Mario Cagol – ha rivisitato con ironia tagliente i grandi irrisolti di Trento e del Trentino: il bypass ferroviario , la funivia del Bondone, la Music Arena, le bonifiche di Sloi e Carbochimica, la sicurezza, la viabilità con particolare alle ciclabili l’«ospedale fantasma», l’immobilismo politico e le promesse mai mantenute. La «Tonca»: il verdetto che fa splash Momento clou è stato, come da tradizione, il verdetto finale con la Tonca: la gabbia di legno calata nel fiume Adige per “immergere” (metaforicamente e non solo) i colpevoli designati dalla giuria popolare. Quest’anno a finire simbolicamente a mollo sono stati il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e i trentini che hanno disertato le urne . Astensionismo: una scelta che pesa L’accusa rivolta agli astensionisti mi ha colpito in modo particolare. Non votare significa lasciare che decidano gli altri , consegnando più potere a chi lo detiene già. L’astensione non è mai neutra: è un atto politico che, di fatto, blocca il cambiamento. Satira che informa (meglio di cento slide) Lo show di Cagol dimostra come la satira possa trasformarsi in educazione civica dal vivo. Tra una risata e un applauso, cifre, date e responsabilità arrivano al cuore del pubblico più rapidamente di molti dibattiti ufficiali. Anche la sicurezza sul palco Tra i temi toccati ieri sera c’era la sicurezza urbana: spaccio, furti, degrado crescente in alcuni quartieri. È un nodo che non possiamo più ignorare e sul quale, come lista Generazione Trento, vogliamo aprire un confronto serio con cittadini e istituzioni fin da subito. Partecipare per cambiare Indignarsi non basta. Serve esserci – nelle piazze, nei dibattiti e, soprattutto, nelle urne. Gli spettacoli delle Vigiliane ci ricordano che la partecipazione è l’unico antidoto all’immobilismo: ridere insieme, riflettere insieme, decidere insieme. Buone Vigiliane a tutte e tutti, e grazie a chi, con coraggio e ironia, continua a colpire nel segno. Martina Margoni, consigliera comunale di Generazione Trento

  • Piazza 2 settembre. Non seppelliamo la memoria sotto i rifiuti.

    Piazza 2 settembre Trento Trento 2 settembre 1943 Alle 11:03 del 2 settembre 1943, le sirene d’allarme suonarono su Trento. Alle 11:06, venti bombardieri B-17 americani sganciarono il loro carico mortale sul quartiere della Portela. Era il primo bombardamento aereo che colpiva direttamente la città. L’obiettivo militare erano gli impianti ferroviari, ma molte bombe finirono invece su case, strade, piazze. Fu un massacro: circa 200 civili morirono, la maggior parte intrappolata sotto le macerie delle proprie abitazioni. I corpi vennero raccolti in una lunga fila davanti alla chiesa di Santa Maria Maggiore, e la città conobbe in quel giorno uno dei momenti più tragici della sua storia. Un’intera comunità colpita nel cuore. Famiglie distrutte. Bambini, donne, anziani uccisi senza alcuna possibilità di salvezza. È per questo che Piazza 2 Settembre porta quel nome. Ed è per questo che quel bassorilievo in bronzo, incastonato nel muro di un edificio moderno, rappresenta molto più di un'opera d’arte: è un monito, un luogo della memoria, un punto fermo nella coscienza civile della città. Oggi, però, quella memoria è sommersa dal degrado Dove c’era dolore e sacrificio, oggi si accumulano sacchi dell’immondizia. Accanto a quel monumento, è stata collocata un’isola ecologica ormai inadeguata, spesso guasta, utilizzata in modo scorretto. L’area è diventata un ricettacolo di rifiuti maleodoranti, bottiglie abbandonate, bidoni straripanti. La sera, poi, si aggiungono schiamazzi, musica alta e un senso di abbandono che stride con la sacralità del luogo. Chi vive nel quartiere lo segnala da anni. E non si tratta solo di decoro urbano, ma di rispetto. Per la storia. Per i morti. Per la comunità. È inaccettabile che il luogo che ricorda la più grave strage civile nella storia di Trento sia ridotto così. Generazione Trento propone una soluzione concreta Come Generazione Trento, abbiamo presentato in Consiglio comunale una mozione fondata su buon senso e responsabilità, che prevede: Il ripristino stabile e continuo dell’isola ecologica, con controlli e manutenzione efficaci; Una valutazione tecnica per la sua ricollocazione, in modo che la funzione di raccolta differenziata sia garantita ma senza compromettere il valore simbolico della piazza; Il potenziamento del presidio serale della zona, per contrastare comportamenti molesti e migliorare la vivibilità; Un percorso partecipato di riqualificazione urbana, che coinvolga residenti, scuole e associazioni per restituire dignità allo spazio. Un appello alla città e al Consiglio comunale Questa mozione non è uno scontro politico. È un gesto di civiltà. È un’occasione per dimostrare che Trento non dimentica. Che la memoria non è solo una lapide da guardare, ma un impegno quotidiano da onorare. La strage della Portela non può essere solo una pagina di Wikipedia. È parte di ciò che siamo. E come tale va protetta, rispettata e raccontata. Non lasciamo che il 2 settembre 1943 venga sepolto… dai rifiuti. Martina Margoni Consigliera comunale di Generazione Trento

  • Tra via Suffragio e via San Martino pedoni e ciclisti ammassati allo stesso attraversamento semaforico.

    di Martina Margoni Un attraversamento ciclabile sicuro per via Suffragio e via San Martino: una proposta concreta per migliorare sicurezza, accessibilità e vivibilità urbana In qualità di consigliera comunale e cittadina che ogni giorno si sposta in bicicletta nel centro di Trento, ho presentato una mozione per la realizzazione di un attraversamento ciclabile dedicato tra via Suffragio e via San Martino, separato da quello pedonale. È una proposta nata da un’osservazione diretta e quotidiana del problema, che coinvolge centinaia di persone ogni giorno, e da molte segnalazioni ricevute da ciclisti, pedoni e residenti della zona. 🚲 Un nodo critico per la mobilità dolce Con l’installazione della nuova barriera di sicurezza davanti alle scuole, la dinamica dell’attraversamento è cambiata. Oggi, pedoni e ciclisti si trovano ammassati sullo stesso lato del marciapiede, costretti a condividere uno spazio ristretto in attesa del semaforo. Questo crea ingorghi, confusione, pericoli e tensioni, soprattutto negli orari di punta. In particolare: Le biciclette fanno fatica a imboccare via San Martino in sicurezza; I tempi semaforici attuali sono troppo brevi per chi ha problemi di deambulazione o spinge passeggini; Le persone non vedenti non riescono a usufruire efficacemente della segnalazione acustica, che dura meno del verde disponibile; La strozzatura dello spazio condiviso genera rischi evitabili per tutti. 🛠 Cosa chiede la mozione La mozione, che ho depositato in data 26 maggio 2025, chiede: La creazione di un attraversamento ciclabile dedicato, separato da quello pedonale, per una chiara distinzione dei flussi e una maggiore sicurezza; L’eliminazione di due cavallotti metallici che oggi limitano il passaggio e rendono più difficile l’accesso a via San Martino; La regolazione dell’attuale semaforo, in particolare: • tempi più adeguati per l’attraversamento completo, • miglioramento della segnalazione acustica, • piena accessibilità per le persone con disabilità; L’inclusione di questa opera tra le priorità di intervento per la mobilità dolce nella programmazione comunale. ✅ Perché è una proposta da sostenere È a costo quasi nullo, sfruttando l’infrastruttura esistente e richiedendo solo piccoli adattamenti tecnici; È di rapida realizzazione, senza bisogno di lunghi iter burocratici; Risponde a una reale esigenza urbana, vissuta ogni giorno da ciclisti, pedoni, studenti, famiglie e anziani; Va nella direzione di una mobilità sostenibile, più sicura, ordinata ed efficiente; Dimostra attenzione all’inclusione, risolvendo anche criticità legate all’accessibilità per persone con disabilità. 🗣 Un invito al Consiglio e alla cittadinanza Mi rivolgo ai colleghi e colleghe del Consiglio Comunale con un appello alla concretezza: questa è una proposta semplice ma significativa, in grado di migliorare subito la vita quotidiana di chi si muove in città senza automobile. Un gesto politico coerente con gli obiettivi che tutti diciamo di voler perseguire. E mi rivolgo anche alla cittadinanza: questa mozione nasce dal territorio, dall’ascolto e dall’esperienza diretta. Continuiamo a costruire insieme una città dove camminare e pedalare non siano atti di coraggio, ma scelte naturali, sicure e piacevoli. Sondaggio | Esprimi il tuo parere con un clic Sei favorevole a un passaggio diretto per i ciclisti grazie alla rimozione di alcune barriere in modo che non ci sia una concentrazione promiscua di ciclisti e pedoni al semaforo di Via Suffragio e via San Martino? Martina Margoni Consigliera comunale Generazione Trento

  • Quel passo dentro il Consiglio e il peso delle responsabilità e delle promesse.

    Sala del Consiglio Comunale di Trento. 21 maggio 2025. Primo giorno. Mi ero preparata con razionalità, come si fa per un incontro già previsto da tempo. Ma la realtà mi ha colta un po' di sorpresa. Un impatto silenzioso, ma profondo. Prima non avevo né grandi emozioni, né ansia. Ma poi ho varcato quella soglia. L’ingresso nell’aula del Consiglio Comunale ha avuto un effetto che non avevo previsto. Un misto improvviso e travolgente di consapevolezza, rispetto e responsabilità. Mi sono guardata attorno, tra volti sorridenti, congratulazioni, strette di mano, fotografi e telecamere. E lì ho sentito qualcosa cambiare. Ho percepito il peso — e insieme l’onore — di essere seduta in quell’aula, chiamata a rappresentare non solo chi mi ha votata, ma anche chi non si sente ascoltato, chi da troppo tempo resta ai margini del dibattito, chi sogna una città diversa e più giusta. Ho riconosciuto l’emozione nei volti degli altri consiglieri, nuovi e riconfermati. C’era un senso di inizio, di possibilità. E sì, anche una certa solennità: il riconoscimento che, da quel momento in poi, ogni parola, ogni gesto, ogni voto potrà incidere sul presente e sul futuro della nostra città, della nostra gente. Generazione Trento è nata solo pochi mesi fa. Una lista giovane, autonoma, senza appoggi politici provinciali o nazionali. È nata dalla volontà, dalla visione e dal lavoro di persone che hanno deciso di mettersi in gioco con un solo alleato: la fiducia dei cittadini. Abbiamo fatto tutto in quattro mesi. Abbiamo creduto che fosse possibile cambiare le cose. E oggi siamo qui. Per me non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase di impegno. Ho lottato per anni nei comitati, nelle battaglie civiche, come parte della rete dei cittadini. Oggi porto quello stesso spirito dentro le istituzioni. Con determinazione, con responsabilità e, finalmente, con la possibilità concreta di incidere. Porterò con me ogni voce ascoltata, ogni esigenza raccolta, ogni promessa fatta. Perché rappresentare davvero significa ascoltare, agire e non dimenticare mai da dove si è partiti. Questo è solo l’inizio. E lo affronto con emozione, rispetto e una grande voglia di fare. Martina Margoni Consigliera comunale Generazione Trento

  • “Boomer”, cinismo e partecipazione: la vera storia della canzone su Generazione Trento

    La canzone dedicata da un fan Abbiamo letto con attenzione – e un po’ di sorriso – l’articolo pubblicato da Il Dolomiti che, con tono sprezzante, prende di mira una serie di episodi e contenuti legati alla campagna elettorale, compreso un video musicale dedicato a Generazione Trento. È nostro dovere e piacere fare chiarezza. Il video con la canzone su Generazione Trento non è stato né commissionato né prodotto dal nostro staff: è un’opera spontanea, realizzata da un sostenitore che ha voluto esprimere il proprio entusiasmo e sostegno in modo creativo. Questo, per noi, è già un grande successo: perché quando un cittadino sceglie di dedicare il proprio tempo e il proprio talento a una causa in cui crede, significa che il messaggio è arrivato. Le parole del brano, semplici e genuine, sono perfettamente coerenti con la nostra visione. Abbiamo apprezzato quella creatività autentica, quella spontaneità che oggi sembra fare così paura a chi guarda tutto dall’alto in basso. A proposito di “boomer”: nel nostro vocabolario, il termine è usato con affetto. Chiunque abbia mai aiutato un genitore o un nonno a inviare un messaggio vocale o a capire come funziona un’app sa di cosa parliamo. Non ci sogneremmo mai di usarlo in senso dispregiativo, come invece è stato fatto nell’articolo. Per noi, le generazioni si parlano, si ascoltano e costruiscono insieme. Non si sbeffeggiano. È vero: il video può sembrare ingenuo. Ma è proprio per questo che ci è piaciuto. In un’epoca in cui ogni contenuto è costruito a tavolino, pensato per piacere agli algoritmi più che alle persone, una voce fuori dal coro – magari stonata, ma sincera – ci ricorda perché abbiamo scelto di fare politica: per restituire alle persone il diritto di esprimersi. All’autore dell’articolo del Il Dolomiti, rivolgiamo un invito. Un invito a fare un bagno di umiltà, a recuperare lo sguardo curioso e partecipe di chi vuole capire prima di giudicare. Di chi sa riconoscere la bellezza nella partecipazione, anche quando non è patinata. Perché se continuiamo a deridere ogni slancio sincero, a ogni canzone improvvisata, a ogni idea originale, cosa resta? Il cinismo come unico orizzonte? No grazie. Quel cinismo, caro autore, è il nemico della partecipazione. È il veleno che scoraggia chi ha qualcosa da dire, anche senza i mezzi perfetti per farlo. È ciò che fa paura a chi con coraggio ha scelto di partecipare, ma teme il giudizio dei “professionisti del commento”. Quanto alle critiche sui canali social e sulle iscrizioni a YouTube, ci viene da sorridere. Parlare di incompetenza sembra un autogol: forse chi ha scritto l’articolo dovrebbe aggiornarsi sulle logiche della comunicazione digitale. Generazione Trento ha investito risorse dove l’interazione era più forte: Facebook, TikTok e il nostro sito ufficiale generazionetrento.org . I dati parlano chiaro: oltre 242.000 visualizzazioni dei nostri contenuti. Senza neanche 1 € speso in sponsorizzazioni. Non tutti hanno cliccato su “Segui”? Certo. Ma lo capiamo. In un clima dove anche un semplice “mi piace” può trasformarsi in un’etichetta, molti scelgono di restare in ascolto senza esporsi. E noi li ringraziamo. Perché anche chi ascolta in silenzio è parte del cambiamento. Infine, un messaggio a tutti: giocare è partecipare. È libertà. È democrazia. Per questo, invece di giudicare chi si mette in gioco, invitiamo tutti a farlo. Anche chi oggi si crede osservatore imparziale dal piedistallo del sarcasmo. Scendi. Vieni a giocare con noi. Si chiama partecipazione. Si chiama politica. Si chiama futuro. Grazie di aver visto i nostri contenuti e di aver partecipato con commenti a favore o contro. Questa è partecipazione. DATI STATISTICI DELLE VISUALIZZAZIONI SUI NOSTRI CANALI DAL PRINCIPIO DI QUESTA AVVENTURA (Ottobre 2024) (SENZA NEPPURE 1 EURO DI INVESTIMENTO PUBBLICITARIO): Youtube 2.273 Facebook 117.296 Tiktok 116.562 Sito Web 6.136 TOTALE 242.267 Articolo menzionato de Il Dolomiti: link .

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