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GENERAZIONE TRENTO
La forza di una Comunità
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- Alloggi comunali: ancora proroghe a ITEA, zero soluzioni
Trovare casa a Trento è diventato sempre più difficile. Gli affitti hanno raggiunto livelli insostenibili, colpendo in particolare le fasce più deboli della popolazione. Durante la scorsa campagna elettorale, l’attuale sindaco aveva posto questo problema al centro delle sue promesse, accusando ITEA di una gestione inadeguata e impegnandosi a intervenire con decisione. Ma nei fatti, l’attuale Giunta sta facendo l’esatto opposto . ITEA continua a lasciare centinaia di appartamenti inutilizzati, spesso bloccati per anni per lavori minimi mai eseguiti. Questo atteggiamento ha prodotto circa 1.500 alloggi sfitti in provincia, un numero che avrebbe potuto ridurre sensibilmente la pressione abitativa. Tra questi ci sono anche buona parte dei circa 450 alloggi di proprietà comunale affidati a ITEA , per i quali la responsabilità dell’amministrazione comunale è diretta. Una giunta incoerente e senza visione Nonostante la gravità della situazione, la Giunta comunale ha scelto ancora una volta la strada più comoda: proporre la proroga di un anno della convenzione con ITEA senza alcuna modifica . Nessuna rappresentanza del Comune nel CdA dell’ente, nessun meccanismo per garantire tempi certi nella ristrutturazione e nell’assegnazione degli alloggi, nessuna volontà di riprendere in mano la gestione diretta del patrimonio. In campagna elettorale, il sindaco aveva parlato di "riprendere in mano gli immobili comunali". Oggi invece la Giunta rifiuta persino di valutare la revoca della concessione a ITEA, nonostante le polemiche mosse durante la campagna elettorale. La posizione di Generazione Trento Noi diciamo chiaramente no alla proroga senza condizioni . Generazione Trento si oppone a questa scelta di immobilismo e voterà contro la delibera in Consiglio comunale che prevede l’estensione della concessione dei 450 alloggi di proprietà comunale ad ITEA. La casa non è un lusso, ma un diritto . Chiediamo che il Comune: recuperi immediatamente gli alloggi sfitti, assuma un ruolo diretto nella gestione dei propri 450 appartamenti, smetta di essere complice dell’inefficienza. I cittadini di Trento meritano risposte concrete, non promesse tradite.
- "Bypass ferroviario": polvere sotto al tappeto e nei polmoni
Via Pietrastretta oggi. Questa è la realtà, non i proclami. Questa mattina i residenti e i lavoratori di via Pietrastretta si sono svegliati dentro una nube di polvere . Non metaforica, purtroppo: vera, concreta, respirata a pieni polmoni. E allora ci chiediamo: dov’è finita la tanto sbandierata “attenzione alla salute dei cittadini” ? Dove sono i controlli? Dove sono le misure di sicurezza per chi vive e lavora accanto a un cantiere che, evidentemente, può permettersi di spargere polveri senza che nessuno batta ciglio ? Trento è diventata la città dei proclami: aria pulita, sostenibilità, città green, benessere dei cittadini. Poi però la realtà è questa: nuvole di polvere in pieno centro abitato, nessuna protezione, nessuna vigilanza, nessuna responsabilità. Non servono altre conferenze stampa, serve che chi amministra la città faccia il proprio lavoro: tutelare i cittadini e pretendere che i cantieri rispettino le regole . Perché la salute non è un “optional” da inserire nei programmi elettorali: è un diritto che oggi, a via Pietrastretta e via Brennero è stato calpestato. Chiederemo conto di queste omissioni, perché la differenza tra un’amministrazione seria e una che si limita a fare propaganda sta tutta in queste polveri che stamattina i cittadini hanno respirato. Generazione Trento
- Maneggio di Montevaccino: servono garanzie, non solo deroghe
Il progetto di ampliamento del maneggio a Montevaccino presentato dall’azienda “Allevamento Tridentum di Fasanelli Federica” ed ora al vaglio del Consiglio comunale ha due facce: può diventare una risorsa sociale (spazi per giovani, attività sportive, ippoterapia, presidio di territorio) oppure, se lasciato senza paletti chiari, una porta aperta alla cementificazione e alla perdita di terreno agricolo di pregio, come accaduto per altri progetti analoghi. Il nostro messaggio è semplice: sosteniamo le opportunità sociali, ma vogliamo garanzie vere per il territorio e per i cittadini . Le criticità principali Area tutelata / agricola di pregio : la sottocommissione provinciale segnala che il contesto ha valore paesaggistico-ambientale e va trattato con attenzione. Scala dell’intervento sproporzionata : l’indice edificatorio verrà aumentato di 20 volte, in particolare l’azienda dispone già di 11.000 metri quadrati di superficie, ma si chiede di aumentare la superficie a 60.000 metri quadrati. Verrà costruito una stalla che in realtà è un “grattacielo sdraiato” di 60 metri per 20 di superficie, per 10,5 metri di altezza. Riteniamo che questo aumento non sia compatibile con l’attività dell’azienda, che impiega una sola persona nell’allevamento di 11 cavalli e 100 galline. Mancanza di chiarezza sulla natura dell’attività : la pratica è presentata come “azienda agricola” ma nella sostanza si tratta di un maneggio/società sportiva; la deroga al PRG prevista per aziende agricole non equivale automaticamente a permessi per attività che, di fatto, hanno diversa natura. Impatto urbanistico e su viabilità : si parla di aumento dei carichi urbanistici, parcheggi e accessi non adeguati; queste ricadute vanno valutate con studi concreti (traffico, impermeabilizzazione, gestione acque, ecc.). Cosa chiediamo Queste non sono “ostruzioni”: sono garanzie per il bene comune . Nella delibera chiediamo che vengano inseriti vincoli espliciti e non negoziabili: Divieto di cambio di destinazione d’uso Mantenimento della funzione agricola e sportiva Obbligo di ripristino dell’area a verde/agricolo in caso di cessazione dell’attività. Limiti chiari contro l’impermeabilizzazione e l’uso speculativo del suolo (aree permeabili, vincoli sulle cubature, materiali, ecc.). Questi paletti tutelano cittadini e investitori: chi investe davvero nello sport e nella comunità non ha nulla da temere da regole chiare. Ciò è stato ribadito anche dagli interventi in aula dei consiglieri Claudio Geat ( video qui ) e Martina Margoni ( video qui ). In sintesi: sì al maneggio come opportunità sociale, no alle possibilità di speculazione edilizia . Chiediamo alla Giunta e al Consiglio comunale di trasformare una possibile opportunità in un progetto davvero utile per la comunità, con vincoli che tutelino il territorio, il paesaggio e i diritti dei cittadini.
- Contributi ai commercianti colpiti da furti e vandalismi
Oggi in aula abbiamo votato sì : è giusto sostenere economicamente chi subisce spaccate e furti, in particolari i commercianti danneggiati che si trovano ogni mattina ad alzare la serranda con il timore di trovarla nuovamente forzata. Ma diciamolo chiaramente: siamo di fronte all’ennesimo caso in cui i buoi sono già scappati dalla stalla e solo dopo si corre ai ripari: I contributi coprono i danni, ma non restituiscono la serenità. Questo fondo ripara, ma non previene. Se non si investe seriamente in prevenzione (più presidio sul territorio, illuminazione, manutenzione, sicurezza urbana e controllo di vicinato) saremo qui ogni anno a stanziare soldi pubblici per mettere toppe a un problema che rimane aperto. Noi di Generazione Trento abbiamo votato favorevolmente, ma chiediamo alla Giunta di andare oltre : cittadini e commercianti non vogliono solo rimborsi, vogliono sentirsi sicuri nella loro città. A chi continua a fare confusione sull'Operazione Strade Sicure (cioè il coinvolgimento dell'esercito in operazioni di sorveglianza nelle zone pericolose della città), ricordiamo un fatto: la maggioranza non è compatta . AVS e Verdi hanno detto no. Il Sindaco la racconta a modo suo proclamando l'unità della maggioranza, ma le divisioni sono sotto gli occhi di tutti.
- "Bypass" di Trento: cantieri nei proclami, ma senza bonifica è un azzardo
Giovedì scorso il Governo era al Brennero per celebrare l’avanzamento dei lavori del tunnel di base. Foto, dichiarazioni, ottimismo a pacchi. Eppure la realtà è molto diversa ai non lontani cantieri del "bypass ferroviario di Trento". Terre avvelenate Il tracciato previsto passa sopra alcune delle aree più inquinate d’Italia: ex Sloi ed ex Carbochimica, dove nel terreno e nella falda restano piombo tetraetile, idrocarburi e sostanze tossiche. ex Scalo Filzi, mai bonificato del tutto. Parliamo di siti sequestrati in passato per il rischio ambientale, con studi che mettono in dubbio l’efficacia della barriera idraulica oggi in funzione. In pratica: gli inquinanti continuano a muoversi . Ritardi mascherati Il Ministro parla di “tempi rispettati”. Ma i fatti raccontano altro: il progetto definitivo non è ancora stato reso pubblico la bonifica non è nemmeno partita. Il risultato? Una narrazione da inaugurazione continua, che rimanda sempre al futuro i problemi veri. I soldi che mancano Rischiamo di avere un’infrastruttura nuova costruita sopra terreni contaminati e mai messi in sicurezza, oltre a non avere un progetto di bonifica . Il punto Il bypass potrebbe essere utile a Trento. Ma oggi sembra più una grande opera usata come spot politico che un progetto serio. Se non si affronta subito il nodo bonifica, i cittadini si troveranno con due problemi invece di uno: un cantiere infinito, una bomba ambientale ancora irrisolta. Immagine tratta dal sito governo.it , licenza Creative Commons .
- Sicurezza urbana: Generazione Trento lancia un sondaggio per ascoltare i cittadini
I recenti episodi di cronaca che hanno colpito la città di Trento (tra cui spaccio, risse e spaccate ai danni di esercizi commerciali) hanno spinto l'associazione politica Generazione Trento a promuovere un’iniziativa concreta per affrontare il tema della sicurezza urbana: un sondaggio aperto alla cittadinanza. L'obiettivo è chiaro: ascoltare direttamente i cittadini, raccogliendo opinioni, esperienze e segnalazioni in modo capillare, per elaborare proposte politiche più efficaci e aderenti alla realtà vissuta. Il sondaggio sarà condotto sia online che in presenza, attraverso interviste nei quartieri e nelle circoscrizioni della città. Tutti i residenti di Trento possono partecipare compilando il questionario disponibile al seguente link: https://forms.gle/A7pSFM7TyM6VWkMQA Il questionario affronta in modo diretto i principali temi legati alla sicurezza cittadina: percezione del rischio, episodi critici rilevati, valutazione dell’attività delle forze dell’ordine e una domanda con risposta aperta per raccogliere segnalazioni e suggerimenti. Generazione Trento invita tutti i cittadini a partecipare e condividere sui propri profili social il questionario, contribuendo così in prima persona alla costruzione di una città più sicura e consapevole.
- Il quartiere delle Torri di Madonna Bianca, da “modello” ad abbandonato
Negli anni ’70 Madonna Bianca era il “quartiere modello” di Trento: biblioteca, Coop, banca, giornalaio, ambulatori medici, negozi di vicinato. Un quartiere a misura d’uomo , con servizi diffusi e vita sociale. Oggi, a distanza di 50 anni, di quel modello resta poco. La biblioteca è chiusa, la Coop è chiusa, gli ambulatori sono chiusi, la banca è chiusa, il giornalaio è chiuso. Rimane solo la farmacia, ultimo presidio per oltre 4.000 abitanti , in gran parte anziani. Il Comune intanto si autoproclama “smart city” e “capitale del volontariato”. Ma mentre si celebrano titoli e slogan, sul territorio si assiste al progressivo smantellamento dei servizi essenziali: il welfare tanto sbandierato viene nei fatti ridotto, giorno dopo giorno. L’esempio più emblematico è la chiusura dello Spazio compiti per bambini e ragazzi , che non riaprirà prima del 2026. Nel frattempo famiglie e volontari restano a mani vuote, mentre dall’Amministrazione arrivano solo rassicurazioni e “ripensamenti degli attori”. E intanto i marciapiedi davanti alla scuola materna e alla fermata del bus cadono a pezzi . Madonna Bianca non chiede piscine o grandi opere faraoniche: chiede ambulatori, spazi sociali, negozi di vicinato, sportelli postali. Chiede ascolto, risposte, dignità . Abbiamo chiesto al Sindaco e alla Giunta: se intendono ripristinare i servizi di prossimità; se prevedono agevolazioni per riportare attività e ambulatori nei quartieri; se e quando riaprirà lo spazio compiti; se hanno un piano straordinario per restituire ai quartieri i servizi essenziali; se vogliono davvero coinvolgere residenti e volontariato nelle scelte; se intendono difendere concretamente il welfare di Madonna Bianca, invece di continuare a raccontarlo solo nei comunicati stampa. Perché una città “intelligente” si misura dalla vita quotidiana delle persone, non dai semafori smart .
- Bonifica all’asilo Piccolo Principe: da “nessun allarme” a 227mila euro di lavori
Due anni fa i genitori venivano rassicurati: «nessun pericolo per i bambini, massima sicurezza garantita». Oggi invece – come riportano i quotidiani locali – il Comune stanzia 227.000 euro per bonificare a fondo i giardini del nido Orsetto Pandi e della materna Piccolo Principe . La domanda sorge spontanea: cosa è cambiato? Ieri: la rassicurazione A settembre 2023, quando furono trovate tracce di idrocarburi nel terreno, la linea ufficiale fu chiara: episodio puntuale, forse legato a un piccolo sversamento. L’assessora rassicurava: nessun rischio per i bambini. La parola d’ordine era semplice: “tranquilli”. Oggi: la bonifica Secondo quanto riportato oggi dalla stampa locale, la realtà è ben diversa: 860 metri quadrati di giardino saranno scavati fino a 30 cm di profondità; il terreno contaminato verrà rimosso e sostituito; recinzioni, arredi e piantumazioni saranno rifatti; la spesa prevista è di 227.000 euro. Non una piccola precauzione, ma una vera e propria bonifica ambientale. Le contraddizioni E qui sta il nodo: Se davvero non c’era alcun pericolo, perché oggi serve un intervento così radicale? Le istituzioni sapevano già che il problema non era marginale? O si è preferito minimizzare per evitare l’impatto mediatico, salvo poi correre ai ripari in silenzio? In entrambi i casi, la conseguenza è la stessa: i cittadini non sono stati messi nelle condizioni di capire davvero la situazione. La posizione di Generazione Trento Per noi, la trasparenza viene prima delle rassicurazioni facili . Quando si parla di salute, ambiente e soprattutto di bambini, la verità deve essere chiara da subito, anche se scomoda. Chiediamo quindi: la pubblicazione integrale di tutti i dati delle analisi, non solo sintesi tranquillizzanti; una spiegazione chiara del passaggio da “nessun allarme” a “bonifica da 227mila euro”; un cambio di metodo: non più comunicati che minimizzano, ma informazione completa e tempestiva. I genitori – e tutta la città – hanno diritto di sapere davvero cosa c’è sotto i piedi dei nostri bambini.
- Mezz'ora persa dalla Giunta su un verbo per i rubinetti delle fontane di Villazzano
Ieri sera, collegata in teleconferenza al Consiglio comunale, mi sono trovata ad assistere a una discussione che definire surreale non è affatto un’esagerazione. Il tema? I rubinetti che Novareti ha montato alle fontane di Villazzano: pezzi moderni, dozzinali, completamente fuori contesto rispetto a fontane storiche, forse persino tutelate. Un errore di valutazione evidente, un problema di semplice decoro urbano che si sarebbe potuto risolvere in cinque minuti. E invece, mezz’ora sprecata a discutere se scrivere “sostituire” o “possibilità di sostituire”. La minoranza chiedeva un impegno chiaro: sostituire quei rubinetti con soluzioni coerenti. Il Sindaco, appellandosi al contratto con Novareti, sosteneva che il Comune non potesse imporre nulla, ma solo chiedere spiegazioni e verificare una “possibilità di sostituzione”. Alla fine, ha persino posto un aut aut: o si accettava quella formula o la Giunta avrebbe votato contro. Eppure è lampante: il decoro delle fontane è responsabilità del Comune, non del gestore incaricato. Ricordato con forza dalla minoranza, questo principio ha costretto la Giunta a fare marcia indietro e ad accettare l’impegno alla sostituzione con soluzioni rispettose del contesto storico. Ma due domande restano aperte: Quante volte in Consiglio questioni banali e di ordinaria amministrazione diventano cavilli politici che complicano l’ovvio e fanno perdere tempo? Chi decide davvero? Novareti, semplice gestore incaricato, o il Comune, proprietario dei beni pubblici? Il contratto di servizio è stato redatto con la necessaria chiarezza sui ruoli? Alla fine tutti hanno riconosciuto che quei rubinetti non erano adeguati . Ma per arrivare a questa conclusione è servita una discussione infinita sul verbo giusto da usare. Il Consiglio comunale dovrebbe risolvere i problemi , non trasformare un rubinetto in un caso diplomatico e lessicale. Martina Margoni Claudio Geat
- Timer Civico: mozioni e interrogazioni (maggio, giugno, luglio 2025)
Mozione/Interrogazione Data Discussione in aula Responso della Giunta Mozione: proposta realizzazione attraversamento ciclabile tra via Suffragio e via San Martino 26 maggio 2025 In attesa Non ancora ottenuto Mozione: proposta realizzazzione collegamento pedonale tra via della Pontara e Parco della Predara 26 maggio 2025 In attesa Non ancora ottenuto Mozione: riqualificazione di Piazza 2 Settembre 8 giugno 2025 In attesa Non ancora ottenuto Interrogazione: positionamento centralina rilevamento qualità dell'aria presso scuole Aldo Schmid 4 luglio 2025 In attesa Non ancora ottenuto Interrogazione a risp. scritta: monitoraggio qualità dell'aria scuole Schmid 7 luglio 2025 In attesa Non ancora ottenuto Mozione: garanzie servizi per Romagnano 16 luglio 2025 In attesa Non ancora ottenuto Interrogazione: studio fattibilità parcheggio interrato sotto al "Listone" 16 luglio 2025 In attesa Non ancora ottenuto Interrogazione: lavori riqualificazione cimitero di Romagnano 24 luglio 2025 In attesa Non ancora ottenuto Qui sopra la lista di documenti presentati da Generazione Trento nel corso dei mesi di maggio, giugno e luglio 2025.
- Romagnano: una frazione che cresce, ma i servizi restano fermi al palo
C’erano una volta 800 abitanti. Oggi ce ne sono 1.500 e continuano ad arrivarne . Romagnano, frazione a sud di Trento, ha raddoppiato la sua popolazione negli ultimi decenni. Ma mentre le case aumentano, i servizi pubblici e gli spazi di comunità… restano al palo . Famiglie giovani, bambini, anziani, studenti senza motorino: chi vive a Romagnano lo sa bene. Se ti serve una biblioteca? Devi uscire. Uno spazio per studiare o incontrarti con gli amici? Esci. Un collegamento sicuro per andare a scuola a Mattarello? Nemmeno a parlarne. Se non hai l’auto, arrangiati . Il paradosso è che proprio mentre si costruiscono nuovi palazzi e si attirano nuovi residenti, non si costruisce una visione . Una visione di quartiere, di comunità, di vita quotidiana accessibile e condivisa. Eppure Romagnano non chiede la luna: chiede semplicemente quello che dovrebbe essere garantito a ogni sobborgo: servizi essenziali, trasporti funzionanti, spazi di aggregazione, parchi pensati con e per chi li vive, collegamenti sicuri per andare a scuola o a lavorare senza prendere l’auto, una presenza istituzionale che ascolti e risponda, invece di ignorare. Ecco perché Generazione Trento ha presentato in Consiglio comunale una mozione concreta e realistica. Sei punti per cominciare a ridurre il divario tra centro e sobborghi. COSA CHIEDIAMO PER ROMAGNANO: Un trasporto pubblico che funzioni davvero, anche al pomeriggio e d’estate. Non una navetta “sperimentale” destinata a sparire, ma un servizio stabile tra Romagnano, Ravina e Mattarello, integrato nel trasporto urbano. Una ciclabile sicura tra Romagnano e Mattarello, per permettere a studenti e residenti di spostarsi in autonomia e senza rischi. Servizi essenziali, anche piccoli, come uno sportello postale (anche mobile), una cartoleria, un punto giornali/tabacchi. Piccole cose che fanno una grande differenza. Uno spazio per vivere il quartiere, che sia punto lettura, centro civico, aula studio o spazio giovani. Oggi manca tutto. Domani può esserci tutto , se lo vogliamo davvero. Parco e parcheggi sì, ma dove ha senso. Non ai margini, vicino a strade trafficate, ma dove possano essere davvero utilizzati da famiglie, bambini, anziani. Un filo diretto tra amministrazione e cittadini, con incontri pubblici regolari o uno “sportello frazione” mensile. Per ascoltare, raccogliere idee, dare risposte. Per noi, Romagnano non è una periferia da riempire di cemento. È una comunità da far crescere, un luogo che può diventare modello di prossimità, sostenibilità e partecipazione. Abbiamo presentato questa mozione per avviare un cambiamento concreto, perché crediamo che ogni quartiere debba avere diritto alla qualità della vita, non solo alla quantità di abitanti. Chiunque viva a Romagnano, o in qualsiasi altro sobborgo, sa quanto sia facile sentirsi lontani da tutto. Ma è proprio da qui che può ripartire una nuova idea di città: più equa, più vicina, più viva . Vuoi dare una mano a costruirla ?
- Polveri e silenzi: quando il Comune difende l'impresa, chi difende i cittadini?
Trento, 18 luglio 2025 - Dopo giorni di polvere e disagi , di segnalazioni e silenzi, finalmente è arrivata una dichiarazione. Ma ciò che colpisce non è solo il contenuto: è il tono, è il ruolo scelto dall’Amministrazione comunale. Perché non è stata una risposta ai cittadini. È sembrata piuttosto una giustificazione in difesa dell’impresa appaltatrice. Il Sindaco, infatti, ha motivato l’assenza di bagnatura del cantiere, causa principale delle polveri, con il fatto che gli operai erano “sospesi” e che l’acqua avrebbe potuto farli scivolare. Una spiegazione che, se non fosse seria, sembrerebbe grottesca. Ma la domanda vera è: perché il Comune si assume l’onere di giustificare Webuild? Non è compito dell’Amministrazione difendere una multinazionale con oltre 92.000 dipendenti e un appalto da 1.700 milioni di euro. Il compito di un Comune è difendere i cittadini, chiedere conto alle imprese, pretendere il rispetto delle regole e dei protocolli ambientali e sanitari. Se un tratto di cantiere viene lasciato scoperto, senza sistemi attivi di abbattimento delle polveri, non è un errore da coprire, ma un fatto da chiarire e, se del caso, da sanzionare. Se la sicurezza dei lavoratori è tale da impedire la bagnatura, ci si aspetta che vengano usate altre tecnologie , altre misure. Per quei lavoratori impegnati, i cui diritti è sacrosanto che vadano tutelati, non può valere la logica del “meglio polvere per tutti che rischi per pochi”, né può essere accettabile che i residenti vivano avvolti da una nube per giorni . Ma soprattutto: se oggi bastano alcune sospensioni operative per bloccare le minime tutele ambientali, cosa succederà domani, quando si scaverà nei terreni contaminati dell’ex Sloi? È evidente un cambio di prospettiva preoccupante. Invece di essere garante del bene comune, il Comune si comporta come se fosse parte del cantiere. Come se l’opera fosse ormai “cosa loro” e i cittadini un fastidio da contenere . Ma Trento non è una zona militare. Non è una servitù industriale. È una città, abitata da persone. Generazione Trento chiede con forza: Di sapere ufficialmente chi ha parlato: il Sindaco a nome del Comune, o Webuild per conto proprio ? Che il Comune torni al suo ruolo istituzionale, di garante e controllore , non di scudo dell’impresa. Che vengano rese pubbliche le modalità di gestione delle polveri, le sospensioni lavorative e le misure sostitutive eventualmente adottate. Che venga attivato un monitoraggio ambientale costante, indipendente e trasparente. Martina Margoni Claudio Geat Generazione Trento












